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“What if I can design my care?”

Per chi non lo conosce, TEDMED è un evento di fama mondiale che riunisce una comunità globale di leader del settore medicale, delle nuove tecnologie e di ‘pensatori curiosi’. Grazie a Call4Brain e FightTheStroke, il TEDMED Live anche quest’anno è approdato a Milano, il 2 dicembre, con un’agenda stimolante, che ha alternato parentesi di entertainment con Enrico Bertolino e Lercio a discussioni scientifiche e workshop.

“What if I can design my care?”, proposto da Frog e Wacom, è stato uno dei momenti più pratici della giornata in cui, matita in mano, l’intero pubblico, guidato da Stefania Marcoli, si è ritrovato a…disegnare!

Cosa c’è infatti di più immediato di un disegno che, come le ricerche dimostrano, rimane per giunta più fisso nella memoria?

Il Visual Thinking diventa uno strumento interattivo prima per se stessi e poi per gli altri perché aiuta a confrontarsi con le persone e a discutere di un problema. Ma la sfida di Frog è ancora più ambiziosa. In una società in cui i dottori ormai hanno al massimo 5/6 minuti per visitare i propri pazienti è possibile farli comunicare nel miglior modo possibile?
Human Centered Design e Visual Thinking: il disegno come comunicazione medico-paziente.


Chi studia soluzioni per migliorare la vita dei pazienti dimentica troppo spesso della loro situazione psicologica, sociale ed economica, perdendo di vista il loro interesse primario: non soffrire più. Lo Human Centered Design mette invece al centro l’individuo e pensa ai suoi bisogni per produrre innovazione, tanto più che, come dimostrato scientificamente, più il paziente è coinvolto, meglio funziona la cura.
Usando poi il disegno, Frog propone una soluzione alla portata di tutti dove non è importante la qualità del disegno in sé, ma il pensiero, i bisogni reali ed emotivi che vi sono dietro.
Il paziente si ritrova così a disegnare il proprio cerchio della fiducia, la propria esperienza di malattia, incluse le emozioni avute e quanto abbiano impattato su di lui. La storia della patologia diventa più evidente e schematizzata, ma sempre con figure umane presenti, per generare empatia da parte di chi la guarda (il medico) e immedesimazione (il paziente). Da qui, si arriva più facilmente a una comunicazione bidirezionale, senza più i limiti delle parole, a volte difficili da tirar fuori, che non può che giovare al medico e al paziente.
Questo nuovo approccio comunicativo, che racchiude design, ricerca, clinica ed emozioni è alla base della Evidence Based Medicine e sta dando buoni frutti nella comunicazione dei rischi cardiovascolari, portata avanti dal CEBM (Centre for Evidence Based Medicine) di Oxford, che insieme a Frog ha creato un toolkit a disposizione dei medici gratuitamente.



Il 15 e 16 febbraio al Convention Center Dublin, tra robot umanoidi, sextech, Smashing Pumpkins, fintech e leadership al femminile. 

Le ultime tendenze tecnologiche passano da Dublino: i prossimi 15 e 16 febbraio, presso il Convention Center, appuntamento con il Dublin Tech Summit.

L’edizione 2017 del Dublin Tech Summit è ormai imminente e, in vista della due giorni di incontri, gli organizzatori hanno reso nota la lineup completa dei relatori.

RoboThespian
RoboThespian

Tra i più attesi dai circa 10mila partecipanti, Gary Vaynerchuk, imprenditore e Angel Investor, che per  l’occasione sarà affiancato da RoboThespian, il robot umanoide,  poliglotta e user friendly progettato per interagire con l’uomo.

“Sono tanto orgogliosa di avere una squadra così incredibile con cui lavorare. È solo un piccolo team, ma tutti abbiamo lavorato instancabilmente per creare un evento di cui Dublino sarà fiera – ha dichiarato Noelle O’Reilly, CEO di DTS – abbiamo riunito i maggiori esperti per parlare delle ultime tendenze tecnologiche: dalla gestione dei dati personali, alla sicurezza informatica, fino a intelligenza artificiale, medicina, moneta digitale, moda e internet of thing”.

Tra gli altri relatori d’eccezione attesi a Dublino, si segnalano inoltre Fino Faida – CEO di Adblock Plus – che interverrà sul rapporto tra media e advertising nell’era digitale; Jimmy Chamberlin – co-fondatore e batterista degli Smashing Pumpkins e CEO di Blu J Strategies – che insieme a  Matthew Luhn – Story Veteran di Pixar – parlerà dei rapporti tra il digitale e il mondo dell’arte, del cinema e della musica e Cindy Gallop – CEO di IfWeRanTheWorld & MakeLoveNotPorn – che parlerà di sextech, uno dei settori indicati tra i più promettenti.
Si affronterà poi il tema dello sviluppo digitale della Pubblica Amministrazione: relatore chiave sarà Jonathan Reichental – CIO del Comune di Palo Alto – che racconterà come l’istituzione che rappresenta abbia introdotto una serie di programmi che hanno rivoluzionato il modo in cui i cittadini interagiscono con le autorità locali.
Di software open source parlerà invece Meagen Eisenberg – CMO di MongoDB; tra gli speaker chiamati a raccontare i nuovi trend tecnologici, vanno ricordati ancora Maria Martinez – Presidente global Customer Succes di Salesforce; Bruce Daisley – EMEA Vice President di Twitter; Louise Phelan – Vice Presidente di Global Operations PayPal; Dongbai Guo – CTO di AliExpress; Donal Byrne – CEO di Corvil e James Kretchmar – CTO EMEA di Akamai.

Per sottolineare la forte presenza delle donne nel futuro del digitale in tutte le sue sfaccettature, al DTS è anche previsto un dibattito sulla leadership al femminile.
Il programma completo dell’evento è consultabile su  www.dublintechsummit.com.


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Pronti per la prossima rivoluzione digitale?

Back to the future: è l’immagine della locandina del film di Zemeckis ad aprire l’incontro Chatbot – Get Ready for the Next Digital Revolution organizzato da Deloitte Digital e da Hej a Milano.
Al posto di ‘Doc’ Emmett Brown, alla guida della DeLorean c’è Andrea Febbraio, co-founder di Teads e lead investor di Hej!, agenzia creativa focalizzata sulla creazione di chatbot per brand.
E si parte tutti con lui, in viaggio con sognatori e scienziati pazzi, tra robot che imparano a camminare da soli e software in grado di scoprire per conto proprio le regole e i trucchi per giocare ad Atari Breakout. È il Deep Learning, bellezza.

Con 1.4 miliardi di smartphone venduti nel 2015 e 4.8 di utilizzatori entro la fine dell’anno in corso, siamo sempre più connessi e interconnessi, con persone e brand. È Luigi Esposito – Senior Manager di Deloitte Digital – a segnalare a tal proposito che il sorpasso è già avvenuto: la gente usa più i principali sistemi di messaggistica che i social network e sembra essere sempre meno interessata a nuove app. La strada da intraprendere è quindi quella dell’integrazione di servizi nei vari Whatsapp, Facebook Messenger e WeChat.
Si pensi che proprio sul Messenger di Zuckerberg, dal lancio ad aprile 2016 sono stati già sviluppati più di 35 mila chatbot; mentre Oracle ha pubblicato uno studio che prevede che, tra meno di 4 anni, più dell’80% dei brand utilizzeranno i chatbot per comunicare con i loro utenti.


Ruolo essenziale nel successo dei chatbot sarà l’inserimento di tale strumento all’interno di una chiara strategia di marketing. Sul punto lo stesso Esposito sottolinea che “Per rendere efficace il processo di lancio e adozione dei chatbot per le aziende, sarà necessario prima di tutto articolare una chiara value proposition, quindi limitare lo scope a specifici prodotti e/o servizi, assicurarsi di disporre di dati rilevanti e infine creare dei meccanismi di ‘learn & adapt’”. ‘Money follows eyeballs’, la finanza fiuta le opportunità e i fondi di Venture Capital hanno già investito in questo settore più di 170 milioni di dollari USA.
Dalla tavola rotonda con Hej!, TheBigBow, Sky, FCA, WeAreSocial e Kettydo a emergere è invece per tutti l’importanza della creatività a supporto della tecnologia. Un chatbot senza personalità è inutile: quella è la prossima sfida, su quello ci si batterà per conquistarsi fette di mercato.


Stefano Argiolas, co-founder e CEO di Hej!, spiega “puntiamo sulla creatività: abbiamo costruito un team composto da scrittori, storyteller e sceneggiatori per creare veri e propri personaggi, che abbiano una storia e una personalità definita in linea con il marchio. I brand potranno così interagire con i loro utenti in linguaggio naturale, ingaggiarli ed emozionarli”.
La rivoluzione è iniziata.