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I social sono sempre più visuali

Cerchiamo di fare una rapida analisi del panorama mediale (online soprattutto) attuale. I social e le piattaforme testuali perdono attenzione e seguito; i contenuti che più si diffondono e creano engagement sono video, foto, GIF, video in diretta, post temporanei. Insomma, i contenuti più potenti in questo momento sono quelli che si guardano, ecco perché i social sono sempre più visuali. Meno testi (meno numericamente ma superiori qualitativamente), più video, più immagini, più GIF.

L’orientamento è questo, anche se ovviamente la scrittura continua ad essere preferita da un sacco di persone, e la sua non è una sconfitta, né una scomparsa: la scrittura è semplicemente davanti ad un punto di svolta in cui è necessaria un’evoluzione per stare dietro allo strapotere dei media visuali. Qualche esempio? Il boom negli anni di Snapchat, dei video su Facebook, ma soprattutto, ed è questo l’argomento di questo post, il boom di Instagram, che proprio da Snapchat ha preso spunto una delle funzionalità chiave e più innovative: le Stories.

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Fonte immagine: Wokandpix https://pixabay.com/it/users/Wokandapix-614097/

Perché Instagram funziona (e come)

Instagram è un sito di media sharing nato per la sola condivisione di fotografie quadrate. Con il passare del tempo (e soprattutto con l’acquisizione da parte di Facebook nel 2012, la piattaforma si è enormemente evoluta e diversificata, arrivando ad includere funzionalità di messaggistica (Direct), condivisione video, foto in landscape e portrait (orizzontali e verticali), e infine la novità più rivoluzionaria della storia della piattaforma: i contenuti temporanei (Instagram Stories) da cui poi sono derivati i video in diretta.

Notate qualcosa di ricorrente? Se non lo notate, ve lo dico io: le immagini, ma non quelle professionali e qualitativamente valorose, bensì sempre più informali. Questa è la tipologia di post che è possibile creare con le Stories, senza preoccuparsi troppo della perfezione del contenuto stesso, perché dopo 24 ore lo stesso non sarà più accessibile. Questo senza però trascurare la parte “di facciata” di un profilo. Immaginiamo un travel blogger, che può postare sul suo profilo le foto studiate, di qualità e su Instagram Stories il backstage: gli spostamenti, le attese, le file in stazione, ecc. La differenza nella tipologia è palese e il modo in cui due contenuti così differenti funzionino bene insieme non sempre.

Altro esempio: un personaggio famoso può essere conosciuto dal pubblico su Instagram nella sua vita pubblica (con le foto ed i video prima chiamati “di facciata”) e nella sua vita privata con le Stories (a pranzo, mentre passeggia, ecc.). Su Instagram si può trovare potenzialmente tutto di una persona che si desidera seguire – nel senso più social del termine – e con formati che vi si adattano al meglio, sempre nell’ambito dei contenuti visuali.

Una cosa è il profilo, una sono le Stories

Che tu sia un brand, un imprenditore, un blogger, un fotografo, un social media coso, devi avere in chiaro con quale mezzo puoi pubblicare un contenuto, con quale un altro. Non tutto va bene per tutto: per esempio, una cosa che trovo profondamente fastidiosa (e anche gli utenti visto che nei pochi tentativi le risposte sono state scarse) sono i post su Instagram che mostrano scritte, senza alcun contenuto visuale. Pagine di un libro, meme, citazioni, la risposta è NO. Per le scritte c’è la descrizione del post, ma se è un contenuto visuale deve essere visuale, non una finta.

Infine, bisogna fare molta attenzione a cosa va nel profilo e cosa nelle Stories. Come ho già accennato, le Stories devono accogliere contenuti più informali, meno filtrati e studiati – senza esagerare – mentre la massima attenzione e pianificazione è da dedicare al profilo. Nel profilo il contenuto deve essere creato per restare, per essere sempre valido, sempre qualitativamente alto. Ed in questo senso è fondamentale la pianificazione, almeno per il profilo, mentre per le Instagram Stories è comprensibile navigare più a vista. L’ideale? Un post nelle Stories ogni paio d’ore, 2-3 contenuti al giorno sul profilo.

Spero che le mie indicazioni vi siano utili, e sfrutto l’occasione per invitarvi a seguirmi su Instagram dove mi trovate come @acareddu.


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Il metodo BEM VCM per creare e far crescere un brand di successo. (E non perderci soldi).

 

Tosic alla lecture del 15 marzo a Milano

“Il brand equity è il metodo più veloce di perdere soldi” si è aperta con questa affermazione l’ultima (per il momento) lecture milanese di Nikola Tosic, founder e partner, con Andrea Toniolo, di BEM apps.
Ma se Tosic e Toniolo hanno fondato la loro società– dove BEM è acronimo di Brand Equity Management – è perché una soluzione l’hanno trovata. E ora la propongono a chi sceglie di rivolgersi a loro per essere guidato passo passo nella costruzione della migliore strategia aziendale di gestione di un brand.

Obiettivo della lezione è stato riorganizzare le precedenti teorie e pratiche sul brand equity management e sulla brand strategy, suggerendo al contempo un nuovo, unico approccio alle questioni, a partire dai trend contemporanei in materia di management e business, che vedono sempre più centrali tematiche come la globalizzazione e la digitalizzazione.

BEM VCM è per ogni brand

Queste nozioni possono essere riassunte nel metodo BEM VCM (Valore, Comunicazione, Metodo). Uno degli elementi chiave del metodo consiste nell’essere in grado di parlare a tutti: non solo ad esperti di marketing, ma a chiunque possa contribuire con il suo lavoro, a tutti i livelli, al successo del brand preso in esame. Ed è interessante vedere come il metodo funzioni anche a tutti i livelli di grandezza di un brand. Nel corso delle 2 ore di lezione si è parlato quindi dei 4 principali elementi di relazione tra un’azienda e i suoi brand: business competition; brand definition; brand strategy e brand management.
E la lecture è solo la prima parte di un training online che BEM offre a investitori, proprietari d’azienda, manager, ingegneri, designer e a tutte le figure professionali interessate a una formazione di settore. Il corso insegna a conoscere ed applicare la corretta terminologia; prende poi in esame case study di successo, ma anche di fallimenti e si conclude con esercizi scritti.

 

 

Il 19 ottobre, durante il MASHABLE SOCIAL MEDIA DAY ITALIA + DIGITAL INNOVATION DAYS esploreremo la relazione tra il brand equity e i social media. BEM apps sarà infatti ospite dell’evento.

Nel suo speech Nikola Tosic analizzerà gli errori più comuni che si commettono quando si parla di brand strategy; spiegherà qual è il modo migliore per promuovere un brand in ambito digitale attraverso i social media, come conquistare la propria audience e portare il proprio brand al successo.

Nikola Tosic


Per approfondire:

Definizione di Brand Equity su Wikipedia
www.BEMapps.com
www.BEMdaily.com

BEM apps consiglia inoltre la lettura di:
What is strategy? – Michael E. Porter
Le 22 immutabili leggi del marketing. Se le ignorate, è a vostro rischio e pericolo!Al Ries

 

 

 

 


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Quanto comunichiamo, quanto siamo comunicativi? Questo il pensiero quotidiano nell’era dei social. Non facciamo altro che postare foto, storie, dirette, condividere stati d’animo; comunicando a più non posso ciò che succede durante la nostra giornata, usando tutti i social che abbiamo a disposizione dimenticando, a volte, il valore di questa azione.
Eppure, c’è chi pensa che comunicare sia tra le cose più belle al mondo e che tutti debbano poterlo fare nel modo migliore. Questa l’idea base che ha spinto alcuni ragazzi a dare vita a Beentouch, un’app di videochiamate innovativa, anzi “per comunicare senza confini” come si legge nel loro sito. Un’app che permette di vivere l’atto della comunicazione come un’esperienza unica, con qualsiasi tipologia di connessione e in qualsiasi parte del mondo. Le caratteristiche di Beentouch sono proprio consumi ridotti al minimo e una qualità dell’immagine e del suono impressionante. L’app permette, infatti, di poter comunicare anche in pessime condizioni internet, caratteristica che la rende unica nel suo genere.

Il team di Beentouch si costituisce nel 2014 e grazie alla call di Tim Wcap, sponsor della nuova edizione #SMDAYIT e ospiti alla startup competition dell’edizione 2016, l’idea è diventata realtà. Da novembre 2016 Beentouch è sul mercato internazionale a disposizione di tutti coloro che vogliono vivere la comunicazione come un’esperienza emozionale senza limiti di devices e distanze.

 

 

 

 

 

Per saperne di più, abbiamo incontrato Daniele Pecoraro, CMO di Beentouch, che ha risposto ad alcune nostre curiosità.

Come può Beentouch supportare il lavoro di un Social Media Manager e come si incastra nel variegato mondo dei social?
Siamo sempre attaccati allo smartphone, è vero o no? SMM e non, oggi questo oggetto è al centro della nostra comunicazione. È qui che agiamo con Beentouch. È ben più del solito software VoIP: abbiamo lavorato per renderlo molto performante anche dove altri software non funzionano. Immaginate di avere difficoltà a comunicare col vostro team o con i vostri clienti mentre state organizzando un piano editoriale o gestendo una crisi sui social media. Con Beentouch abbiamo sfornato un’app (presto sarà multipiattaforma) che permette di chiamare e videochiamare con una resa qualità/consumo migliore di altri concorrenti. Pensiamo ai paesi di Africa, Medio Oriente ed America Latina dove le connessioni non sono il massimo o, senza andare molto lontano, quando le nostre reti italiane lasciano un po’ a desiderare, soprattutto in mobilità.

Come nasce il team di Beentouch: come siete riusciti a lavorare insieme e dare vita alla vostra startup?
 La passione per la tecnologia e le competenze acquisite durante le lezioni di ingegneria informatica e le notti insonni passate a “smanettare” si incontrano con la voglia di mettersi in gioco. Con un pizzico di follia giovanile, Danilo e Alberto decidono di lanciarsi in questa avventura e ben presto attirano a sé Emanuele, Federica e Daniele. Ne abbiamo passate tante, dalle prime ricerche al prototipo, al percorso di accelerazione in TIM#WCAP, la gestione delle prime crisi, la cura delle relazioni con i partner (parliamo di TIM, Microsoft, Google, Facebook… e #SMDAYIT!). Oggi quel pizzico di follia si è trasformato in quantità industriali di entusiasmo e testardaggine. Siamo un team affiatato e ci sentiamo come una famiglia, di cui Beentouch stessa è componente.

Siete tutti molto giovani, dove vorreste essere tra 5 anni e quali sono le prospettive per Beentouch nell’immediato futuro e tra 5 anni?
ln Italia è facile dire che siamo giovani perché sommando le nostre età facciamo poco più di un secolo. In verità, se ci confrontiamo con i nostri colleghi nord-europei, americani ed asiatici siamo anche vecchiotti. L’età è un numero, quello che conta sono competenza e la determinazione! Con Beentouch nei due anni che sono passati abbiamo affrontato due lanci, uno in Italia ed uno globale, ed una lunga serie di soddisfazioni (con decine di problemi superati!). Adesso ci aspetta la parte più challenging: la distribuzione e la diffusione di Beentouch nel mondo, con maggiore attenzione nei mercati emergenti, focus del nostro lavoro. Tra cinque anni beh… ci vediamo felici di aver avuto un impatto positivo nella vita di milioni di persone grazie ad una comunicazione a distanza emozionale, affidabile e sicura, di cui un emisfero del mondo è stato privato fino ad oggi.

Perché un SMM dovrebbe scegliere Beentouch nella sua quotidianità lavorativa?
Il lavoro del SMM, e di chi si occupa di marketing digitale in generale, richiede elasticità e versatilità. Tra la creazione di contenuti e la gestione dei canali on the go, il concetto di “ufficio mobile” è comune più che mai, senza contare il lavoro in remoto. Comunicare a distanza in maniera affidabile ed efficace è fondamentale per poter svolgere il lavoro di tutti i giorni senza intralci. Beentouch nasce come app per chiamare e videochiamare con internet anche quando la connettività non è delle migliori. Si incastra perfettamente nel lavoro del SMM e nei team delle startup, i quali già oggi adottano Beentouch per i meeting a distanza in alta qualità, consumando anche poco internet durante le lunghe sessioni di brainstorming e di confronto.

Da questa chiacchierata sembra proprio che abbiamo a disposizione un nuovo strumento per comunicare senza limiti  e distanze. Un’idea che non è solo innovativa ma che può davvero cambiare la comunicazione di migliaia di persone, in un periodo storico dove tutti comunichiamo ma veramente pochi ci tengono a farlo bene.

Cosa fare adesso? Semplice, scarica Beentouch e provalo!


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La battaglia è ormai in atto: Instagram ha davvero messo in ombra Snapchat. Questo a causa di un piccolo aggiornamento chiamato “Instagram Stories”. Snapchat ha visto il suo business crescere grazie alla funzione che consente agli utenti di girare dei brevi video da condividere con i propri amici ogni volta che ne hanno voglia. Poi un giorno, dal nulla, Instagram ha deciso di voler fare la stessa cosa. Molti utenti di Instagram hanno condiviso storie aggiungendo testo ed emoji, ma Snapchat ha ancora la meglio grazie ai filtri (si teme sia solo una questione di tempo).

 Naturalmente questi avvenimenti hanno scatenato un dibattito in tutto il settore: sarà questa la fine di Snapchat? Alla fine cederanno anche gli utenti che si ribellano contro il copia e incolla di Instagram?

Analizziamo Snapchat e Instagram

 Snapchat è più o meno… come mandare SMS con le immagini! I genitori sono preoccupati perché i bambini passano molto tempo su Snapchat per condividere immagini e video. Ogni sessione dura pochi secondi e, quando passano 24 ore, i dati condivisi vengono cancellati. In questo modo molti giovani si sentono al sicuro, ma le politiche sulla privacy all’interno dei social network vengono spesso accettate volontariamente senza che l’utente le legga realmente e quindi conosca quali rischi sta correndo.

 Un pericolo significativo che corrono i ragazzi accettando la privacy policy di Snapchat è quella che permette al social di utilizzare i propri dati. Snapchat offre l’opportunità di creare delle Stories o degli Snap. Le storie sono video o immagini che l’utente condivide con numerose persone e possono essere visualizzati un numero illimitato di volte prima che la sessione scada dopo 24 ore. Gli Snaps sono delle immagini o dei video che un utente condivide con una sola persona, anche se chiunque può salvare le immagini con uno screenshot e condividerle con estrema facilità. È importante dunque tenere bene a mente che qualsiasi immagine condivisa su Snapchat è accessibile universalmente.

 Avete mai incontrato una persona che non ha nulla a che fare con la vostra vita, ma di cui sapete tante cose? La risposta è sicuramente sì. Viviamo nel 2017, i social network hanno reso tutto accessibile e a portata di mano. Gli appassionati di Instagram condividono la loro quotidianità sotto forma di foto tramite questa app, in particolare ciò che stanno mangiando, con determinati hashtag popolari. Gli utenti sono totalmente ossessionati dagli hashtag, tanto da usarli anche in maniera errata. Secondo la policy di Instagram, le immagini degli utenti possono essere pubbliche o private, in base alla preferenza espressa dagli utenti. Gli utenti quindi condividono le loro foto che sono ricercabili tramite hashtag.

 Instagram quindi costruisce una libreria di immagini per gli utenti, mentre la caratteristica di fondo di Snapchat è che i dati condivisi dagli utenti non sono permanenti anche se può essere facilmente violata la privacy di chi condivide.

 Mettiamo fine all’eterna sfida tra Snapchat e Instagram

 Facilità d’uso: la prima domanda da porsi per capire quale delle due applicazioni dominerà l’altra è “in realtà gli utenti quale hanno intenzione di usare?”. Snapchat si sta diffondendo nel tempo, ma anche Instagram non scherza affatto. La maggior parte degli utenti hanno su Instagram molti più seguaci di quanti non ne riescano ad ottenere su Snapchat, quindi è quasi inevitabile che preferiscano la strada più facile. La vittoria per questo round quindi va ad Instagram, ma attenzione: Snapchat ha comunque uno slancio che non può essere ignorato.

 Dove sono le celebrities: i social media sono il modo che le persone famose usano per comunicare con i propri fans. Ci sono alcune celebrities che preferiscono Snapchat ed altre che sono pesantemente Instagram addicted. La Kardashian è praticamente un’ambasciatrice di Snapchat e l’applicazione può vantare addirittura Michelle Obama tra i suoi fan. Dal momento che Instagram ha lanciato le Stories, star come Taylor Swift e John Legend sono saltate a bordo!

 I fattori tech: i millenials hanno degli standard molto elevati. Se quindi si ha intenzione di flirtare con loro tramite la creazione di un’applicazione, bisogna integrare alcune caratteristiche molto “sgargianti”. Questa caratteristica è molto vicina a Snapchat che consente di aggiungere la propria posizione, la temperatura e adesivi bizzarri. Il carattere di Instagram è semplicemente troppo freddo per una certa fascia d’età. I millenials vogliono storie piene di fantasia.

Selfie

 Più adatto per i selfie: da aggiungere a quanto appena scritto rispetto alle preferenze dei millenials è l’arte dei selfie. E nei tempi di risposta fulminei delle storie, dove difficilmente si ha il tempo di Photoshoppare se stessi, il chiaro vincitore è il filtro aerografia istantanea di Snapchat. Si tratta fondamentalmente di un modo di mostrare come si sarebbe con l’intervento di un truccatore professionista.

 Condividere video di cui ci si potrebbe pentire: siete in un club e decidete di voler condividere un video della bottiglia di vodka. Aprite Snapchat ed è possibile selezionare con molta attenzione chi sono le persone che potranno vederlo. Aprite Instagram e condividete la storia con tutto il mondo con un semplice click. Ops.

 Pubblicità meno fastidiose: le Stories non sono online da molto tempo, tra quanto vedremo dei pop-up interstiziali che domineranno anche questo piccolo spazio virtuale che sembra dedicato solo a noi?

 Non Millenial friendly: Snapchat, divertente come è, è molto popolare tra un pubblico che si trova sotto i 25 anni. Basta chiedere a qualsiasi liceale si trova per strada.

 Dunque chi vince? Da questi fattori analizzati, Snapchat ne esce sicuramente vittorioso. Nonostante la continua minaccia rappresentata da Instagram, il fantastico giallo continua a convincere il suo pubblico in target e non solo. Ma Instagram conta dalla sua parte una solida base di utenti e la possibilità di una visibilità maggiore. Per due diverse audience, ci sono due diverse risposte alle esigenze. Perché continuare a chiedersi “chi vincerà?”.



 

 

A Milano in via Vincenzo Capelli
dal 3 al 5 marzo, ore 11-20 / INGRESSO LIBERO

 

Google Cardboard

Fino a domenica a Milano sarà possibile visitare Future Viewing, la prima mostra temporanea di opere in realtà virtuale sul tema della sicurezza online realizzata da Google in Italia.
I visitatori avranno la possibilità di accedere gratuitamente al percorso espositivo, formato da 10 opere visibili attraverso Google Cardboard.

Le opere di Future Viewing sono state realizzate da una selezione di artisti emergenti, nel corso del progetto Vivi Internet al sicuro, realizzato da Google insieme alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e Altroconsumo per sensibilizzare e formare gli Italiani all’utilizzo di strumenti per la tutela della sicurezza sul web.
“Abbiamo percorso oltre 2.600 km con il nostro bus, incontrando insieme ai partner migliaia di persone in cinque città italiane – Milano, Cagliari, Napoli, Bologna e Roma –  dove abbiamo effettuato oltre 4 mila controlli di sicurezza degli account Google. Oggi con Future Viewing, torniamo a ricordare agli italiani quanto sia importante dedicare anche pochi minuti alla verifica delle proprie impostazioni di privacy e sicurezza” ha dichiarato Vincenzo Riili, direttore marketing di Google in Italia.
Maggiori informazioni sul progetto Vivi Internet al Sicuro, qui https://italia.googleblog.com/2016/10/vivi-internet-al-sicuro-con-il-minuto.html

Grazie a Tilt Brush – l’app per la realtà virtuale disponibile per HTC Vive e Oculus Rift che permette di dipingere in 3D – tutti potranno poi dare sfogo alla creatività realizzando la propria opera d’arte virtuale. Con Tilt Brush basterà scegliere colori e pennello e con semplici gesti della mano si potrà cominciare a creare. Lo spazio attorno sarà la tela in cui muoversi e spostarsi. E, visto che si tratta di realtà virtuale, sarà possibile dipingere anche con il fuoco, le stelle o i fiocchi di neve.

Accanto al percorso espositivo, sarà possibile ricevere i suggerimenti degli esperti Google per stare sicuri online ed effettuare un controllo sicurezza del proprio account.

L’appuntamento è per il 3, 4 e 5 marzo, dalle 11 alle 20 in via Vincenzo Capelli a Milano (accanto a piazza Gae Aulenti).
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Marianna Ghirlanda

IL PROSSIMO 19 OTTOBRE GOOGLE SARÀ L’OSPITE D’APERTURA DEL MASHABLE SOCIAL MEDIA DAY ITALIA + DIGITAL INNOVATION DAYS.
A partire dal fatto che il video è il più grande trend della comunicazione digitale e che YouTube si è affermato come strumento indispensabile per chi oggi vuole comunicare con successo, Marianna GhirlandaHead of Creative Agencies di Google Italia – spiegherà alla platea Come avere successo grazie a YouTube, senza formule magiche, ma con tanta creatività e con la capacità di stupire con soluzioni inattese.

E LE SORPRESE NON FINIRANNO QUI!



Eppela.com
La pagina dedicata ai progetti di crowdfunding civico del Comune di Milano su Eppela.com

 

In 9 mesi raccolti più di 300 mila Euro per finanziare idee volte all’inclusione sociale e a migliorare la qualità di vita dei milanesi.
Grande successo per il primo esperimento di crowdfunding civico del Comune di Milano, che in soli 9 mesi ha portato alla raccolta di circa 330 mila euro per finanziare idee volte all’inclusione sociale e al miglioramento della qualità di vita dei milanesi.

LA CASA SULL’ALBERO dello spazio Gorlini – che rende lo spazio più attrattivo con attività per stimolare la partecipazione e la socializzazione; i POMODORTI URBANI – di via Baschenis a Quarto Oggiaro; IL CANTIERE DELL’ORTICA – una moderna officina delle arti per offrire strumenti avanzati e innovativi ai futuri talenti; CN-SMART L’HUB – la smart city concepita dall’associazione Comunità Nuova di Don Gino Rigoldi e MEDICINEMA – il progetto che utilizza pellicole famose come terapia di sollievo nelle strutture ospedaliere, con programmi mirati per pazienti e familiari sono solo 5 delle 16 idee (in calce l’elenco dei progetti) cofinanziate dagli utenti della rete e dal Comune di Milano tramite la piattaforma Eppela – prima in Italia per il crowdfunding reward based – scelta come partner dell’iniziativa con una gara d’appalto.

Assessore Cristina Tajani
Assessore Cristina Tajani

18 progetti proposti selezionati originariamente sono stati divisi in 4 gruppi e pubblicati in 4 momenti diversi dell’anno all’interno di un’area appositamente creata per l’iniziativa su eppela.com. Ogni idea ha avuto a disposizione 50 giorni per la raccolta fondi. 16 su 18 di queste idee imprenditoriali hanno raccolto un finanziamento almeno pari alla metà dell’importo complessivo previsto per la propria realizzazione e ora beneficeranno di un contributo da parte dell’Amministrazione comunale a coprire la parte restante – fino a 50 mila euro massimo per singolo progetto – per un totale di circa 660 mila Euro investiti. A presentare i risultati l’assessore alle Politiche per il Lavoro e le Attività produttive Cristina Tajani e l’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino.

“I risultati  positivi raggiunti in questi nove di mesi di sperimentazione, con l’89% di progetti proposti promossi dalla rete e oltre 300 mila Euro raccolti tra gli utenti del web, dimostrano come oggi sia possibile, grazie al crowdfunding, ipotizzare scenari di finanziamento diversi dal contributo pubblico per  supportare i progetti sociali e nuove start-up – cosi l’assessore alle Politiche per il lavoro, Attività produttive e Commercio  Cristina Tajani che prosegue – Il crowdfunding civico si è rivelato una risorsa preziosa, non solo per la possibilità di raccogliere dei fondi, ma anche per la diffusione attraverso la rete delle iniziative in corso d’opera. Una sorta di amplificatore in chiave social di idee, progetti e iniziative pensate da associazioni no profit e soggetti che nei prossimi mesi opereranno concretamente nel sociale per migliorare la vita dei milanesi”.

“Dall’unione pubblico/privato – aggiunge l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – possono nascere grandi progetti e questa prima esperienza di crowdfunding comunale ne è la dimostrazione. La cifra raccolta, che il Comune raddoppierà, permetterà lo sviluppo di idee nuove nell’ambito dei servizi alla persona, della rigenerazione culturale e sociale urbana, del recupero e della riqualificazione di luoghi della città”.
Majorino, concludendo, si è detto particolarmente soddisfatto per il risultato conseguito dal progetto Facciamo Festa alla Mafia, che permetterà far rinascere Casa Chiaravalle e i suoi terreni, il più grande bene sequestrato e confiscato a Milano, che diventerà luogo di laboratori didattici sulla legalità, feste ed eventi culturali per il quartiere e la città.

1492 utenti (624 donne e 714 uomini) e 154 tra società private, associazioni, cooperative o altri soggetti giuridici hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi di raccolta con la loro offerta su Eppela.
La donazione singola più alta è stata di 6 mila Euro donati da una cooperativa sociale al progetto “Il cantiere dell’Ortica”, mentre la donazione più bassa è stata di 5 Euro. Il progetto che ha raccolto la cifra più alta con le sole donazioni è stato “Cinewall”, con oltre 50 mila Euro.

“Il nostro esperimento – ha dichiarato infine Nicola Lencioni, amministratore delegato di Eppela – ha inaugurato una nuova via per riavvicinare i cittadini e le comunità locali all’amministrazione pubblica”.


Armando Mattei, CEO @PlanBee
Armando Mattei, CEO @PlanBee

SI PARLERÀ DI CROWDFUNDING CIVICO ANCHE DURANTE LA PROSSIMA EDIZIONE DEL MASHABLE #SMDAYIT + DIDAYS 2017.
L’ APPUNTAMENTO CON ARMANDO MATTEI, CEO DI PLANBEEE – E CON IL SUO SPEECH IL CROWDFUNDING CIVICO DI PLANBEE: L’IMPORTANZA DELLA COMUNITÀ.
PLANBEE È LA PRIMA PIATTAFORMA WEB DI CROWDFUNDING CIVICO GRAZIE ALLA QUALE CITTADINI, AZIENDE E ISTITUZIONI SONO COINVOLTI CON L’OBIETTIVO DI MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA IN ITALIA – È PER SABATO 21 OTTOBRE. 
Lo speech sarà volto a portare l’audience in viaggio attraverso questa  pungente piattaforma che si ispira al comportamento delle api ed al loro spiccato senso della comunità. Verranno analizzate numerose case study sul tema, sviluppate dall’azienda insieme ai suoi partner più importanti, tra i quali, Enel.

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Di seguito i 16 progetti promossi e finanziati grazie al primo crowdfunding civico del Comune di Milano su Eppela:
LA CASA SULL’ALBERO, 6.500 Euro raccolti per la costruzione partecipata dello spazio Gorlini. Una casa sull’albero che rende lo spazio più attrattivo con attività per stimolare la partecipazione e la socializzazione.
CHILD EXPLORER – 10 mila Euro per ideare una app, uno smartwatch e un pervasive game per realizzare un servizio per la protezione e monitoraggio dei bambini all’interno della città.
ECOLAB: LA FABBRICA DELLE IDEE  – ha raccolto 15 mila Euro per realizzare un mercato agricolo che integra la vendita on line dei prodotti biologici con attività legate all’apprendimento e alle startup della green economy.
POMODORTI URBANI – 20 mila Euro per ideare un orto condiviso che recupera lo spazio abbandonato presso via Baschenis a Quarto Oggiaro.
GLI ALTRI SIAMO NOI – ha ottenuto 20 mila Euro dalla rete per realizzare una mostra interattiva che coinvolge le scuole e che ha per tema i pregiudizi e la discriminazione.
#TIFACILITALAVITA –  20 mila Euro per concretizzare la promozione di luoghi di ricomposizione delle risorse e spazi di ascolto proattivo, in via Capuana 3 e in corso San Gottardo 41.
COSTRUIRE L’IMPROVVISO –  28 mila Euro per dar vita a uno spazio pubblico di aggregazione nella cascina Torrette con tre aree: green, ICT e sviluppo di comunità, per restituire alla città uno spazio che favorisca processi di incontro e relazione.
LE ISOLE DI WENDY – 30 mila Euro per creare uno spazio pensato per le mamme che dopo la maternità vogliono incontrarsi, confrontarsi, reinventarsi e progettare nuovi percorsi.
SO LUNCH – 40 mila Euro per realizzare una piattaforma che mette in contatto chi è a casa all’ora di pranzo e cucina con chi lavora nelle vicinanze e vuole mangiare in maniera genuina e conviviale.
SICUREZZA D’ARGENTO – 44 mila Euro per comporre un servizio professionale di sicurezza, a distanza, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dedicato ad anziani autosufficienti, ma potenzialmente fragili e soli in casa.
IL CANTIERE DELL’ORTICA – 44.500 Euro per un luogo dove professionisti del mondo dello spettacolo accoglieranno e coltiveranno le passioni e le idee di potenziali artisti nei settori più vari, dalla musica al teatro, dalla poesia alla pittura.  Una moderna officina delle arti per offrire strumenti avanzati e innovativi ai futuri talenti.
GALLAB – 50 mila Euro per un laboratorio di falegnameria e officina, progettato dal network creativo Non Riservato, dove si potrà sistemare l’anta di un armadio, realizzare uno sgabello o un boomerang, allungare un tavolo da cucina, o semplicemente stare in compagnia.
CN-SMART L’HUB – 60 mila Euro per la smart city concepita dall’Associazione comunità Nuova di Don Gino Rigoldi, per la realizzazione di laboratori di formazione professionale, improntati ai mestieri tradizionali, una piattaforma web per generare opportunità di lavoro e una Scuola delle competenze, per condividere esperienze e ricevere in cambio servizi.
MEDICINEMA – 70 mila Euro per il cinema in corsia. Il progetto che utilizza pellicole famose come terapia di sollievo nelle strutture ospedaliere, con programmi mirati per pazienti e familiari.
FACCIAMO LA FESTA ALLA MAFIA! – 98 mila Euro per realizzare un ‘Giardino Accogliente’, trasformando i terreni incolti attorno a Casa Chiaravalle – bene confiscato alla criminalità organizzata – in un’area verde dove dar vita a laboratori didattici, feste, concerti e eventi per tutti.
CINEWALL – 100 mila Euro per un progetto di realizzazione di uno spazio non convenzionale nel quale promuovere la cultura del cinema, adattando l’offerta a domande particolari, come le comunità linguistiche diverse.

Per maggiori informazioni: www.eppela.com/it/mentors/comunemilano