Blog


thought-catalog-579760-unsplash-1200x899.jpg

Instagram continua a cambiare a un ritmo esponenziale: nuovo algoritmo, nuove funzioni per lo shopping e le stories… E ha appena annunciato IGTV per i video da 1 ora! Ma andiamo con ordine.

Per raggiungere i tuoi obiettivi di marketing della tua azienda, ecco le 5 novità di Instagram del 2018:

Privacy
Quest’anno, anche Instagram sta dando priorità assoluta alla privacy e al benessere dei suoi utenti, rendendo l’app un luogo più sicuro in cui interagire con la famiglia, gli amici e le imprese.

 

  • I bot di Instagram sono ufficialmente morti
  • I Likes da profilo aziendale sono privati
  • Le app che ti aiutano ad analizzare i follower di Instagram o i follower di qualcun altro non funzionano più
  • Puoi pubblicare o eliminare commenti solo con un account personale
  • Puoi pianificare automaticamente i post di Instagram (Questo però non vale per Carousel o video, che dovranno comunque utilizzare il metodo di pubblicazione “notifiche” di Later o un tool esterno a pagamento)
  • Puoi disattivare i post dagli account che segui senza doverli effettivamente ignorare, grazie alla funzione “Muto”


Novità per le Aziende
Era solo una questione di tempo, ma Instagram è finalmente diventata una vera e propria piattaforma di e-commerce con la loro nuova funzione Shoppable Posts, che ora è disponibile a livello globale per gli utenti in 9 Paesi diversi. Sebbene questa funzione fosse limitata a un gruppo selezionato di rivenditori nel 2017, ora che è stata ampliata e disponibile per tutti gli account aziendali Instagram, ci aspettiamo che la tendenza di “fare acquisti su Instagram” diventi un trend in continua crescita.


Se sei una piccola azienda o un editore alla ricerca di un modo semplice per indirizzare il traffico verso il tuo sito web, l’utilizzo di una funzione come Linkin.bio potrebbe funzionare al meglio per te!

È perfetto per indirizzare il traffico dal tuo account Instagram alle tue pagine di prodotto, blog o sito web.

In precedenza, l’unico modo per pubblicare un post organico come annuncio era utilizzare il pulsante “Promuovi” in-app. Dopo il tanto atteso aggiornamento, Instagram ha implementato una nuova funzionalità che consente agli utenti di trasformare i post organici di Instagram esistenti in annunci all’interno di Power Editor e di Ads Manager.

Per il momento non sono ancora supportati:

  • i Carousel
  • le storie
  • i contenuti brandizzati
  • i post di Instagram Shopping

 

Le Stories
Le storie di Instagram stanno diventando strumenti indispensabili per le aziende che cercano di creare contenuti coinvolgenti raggiungendo i loro obiettivi di marketing.
Ecco tutte le funzionalità di quest’anno:


Condividi da Spotify e GoPro
In passato, gli utenti di Instagram dovevano condividere uno screenshot della loro canzone preferita, tuttavia, ciò non costituiva un’ottima esperienza utente poiché i follower non potevano effettivamente ascoltare la canzone.
Ora le copertine per l’album o la playlist che condividi appariranno nelle tue storie con un link sotto il tuo nome per i follower da ascoltare in Spotify.

La condivisione da GoPro è un punto di svolta per i blogger di viaggio che cercano di condividere il loro contenuto in movimento.
“Alcune delle nostre migliori storie accadono in luoghi o in momenti in cui semplicemente non utilizzi il tuo smartphone”, ha dichiarato Nick Woodman, fondatore e CEO di GoPro. “Ora che è più facile condividere direttamente con Instagram Stories, non vediamo l’ora di vedere cosa pubblicherà la community di GoPro.”

Breaking News: Esplora e IGTV
Instagram non ha fornito dettagli sulla data di rilascio, ma afferma che la nuova pagina Esplora è prevista per le prossime settimane, con una nuova funzione: i canali! Questi canali saranno basati sul tuo interesse personale: invece di vedere quali contenuti di Instagram pensi che ti interessano, potrai effettivamente scegliere la categoria di contenuti con cui vuoi interagire.

Il 20 Giugno Instagram ha presentato IGTV, una nuova funzionalità per estendere la durata del video dagli attuali 60 secondi a 60 minuti per i creatori di contenuti e il pubblico in generale.
Attenzione però: la condivisione dei contenuti da 60 minuti sarà possibile solo per chi ha almeno 10k follower, gli altri utenti potranno condividere al massimo 10 minuti.

Instagram ha dichiarato che l’app IGTV sarà disponibile a livello globale nelle prossime settimane su Android e iOS.

Sempre mercoledì, Systrom ha annunciato che Instagram ha 1 miliardo di utenti mensili, contro gli 800 milioni di settembre 2017.

Instagram ha definito la crescita “un risultato importante” dal momento che la community di foto e condivisione di foto è fiorita e cresciuta costantemente dal suo lancio nel 2010.

E tu sei pronto a cogliere le opportunità di questo trend?


Ph-┬®-Marco-Menghi-Bar-Copernico-Centrale-5-1200x900.jpg

Oggi parliamo del lavoro di freelance, professionisti, nomadi digitali e sturtup connessi ai nuovi spazi e alle agevolazioni messe in atto da Copernico per venire incontro alle esigenze dei suoi smart worker.

Le statistiche indicano che il lavoro autonomo è in costante aumento. Questo perché negli ultimi 10 anni si è assistita in America così come in Europa ad una radicale trasformazione di massa: quella dai lavoratori dipendenti in freelance. 

Un paio di anni fa  un’analisi di Edelman Intelligence per i network Freelancers Union e Upwork aveva calcolato che poco meno di un terzo dei lavoratori statunitensi si poteva già considerare un freelance. In USA oggi ci sono 53 milioni di freelance e si prevede un esponenziale aumento fino al 50 % della forza lavoro entro il 2020.

Ciò porta all’aumento degli spazi di coworking, che stanno crescendo rapidamente in tutto il mondo diventando il punto di riferimento per i liberi professionisti.

Se anche tu fai parte della categoria dei freelance, ti sarai più volte accorto che lavorare da casa può essere vantaggioso (a livello economico e di privacy), ma può anche lasciarti isolato e soggetto a distrazioni che possono influire sulla tua produttività. Proprio sulla base di queste teorie ti sarai più volte chiesto come sarebbe lavorare in uno spazio dedicato allo smart working.

I vantaggi sono molti e tra i predominanti c’è sicuramente il legame alla community di altri freelance e professionisti come te oltre all’aspetto del livello economico (in un coworking il prezzo per lo spazio dell’ufficio è molto inferiore a quello che dovresti affrontare nel prendere in gestione un ufficio).

copernico centrale coworking milano

Copernico, tutt’oggi è la più grande piattaforma per lo smart working d’Italia, con oltre 60.000 mq di spazio offre ai suoi freelance tantissimi servizi tra cui ristorante, parco, lounge, teatro e palestra. La possibilità ulteriore è quella di poter usufruire degli spazi Copernico anche nelle altri sedi sparse in Italia a seconda dei tuoi viaggi di lavoro o dei tuoi spostamenti.

La prima sede di Copernico è nata a Milano, città capitale della moda, nel 2015 con il MainHub di Copernico Centrale nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Centrale di nome e di fatto: tutt’oggi comprende oltre 1300 members e 280 aziende. La presenza di Copernico a Milano comprende attualmente ben 8 building con una ClubHouse (Brera), quattro MainHub e tre MiniHub.

ClubHouse Brera, situata nel cuore della città e invece un member club con una business community varia e stimolante. Uno spazio elegante e chic dove poter incontrare i clienti per un pranzo di lavoro o un meeting importante e poter usufruire di tutti i servizi messi a disposizione dalla struttura.

Blend Power in Piazza IV Novembre 7, oltre che essere “letteralmente” davanti alla stazione Centrale di Milano, dà la possibilità con i suoi undici piani di uffici, di avere a disposizione sale meeting e lounge in un contesto che parla con un nuovo modo di lavorare.

La nuova sede in Martesana, si trova al centro della nuova rivalutazione dell’area Nord Milanese. Comoda per la possibilità di trovarsi nella via principale di ingresso alla città con una grande aria parcheggio e ferrovie nelle vicinanze, il MainHub comprende 6.500 mq di spazio in tre building distinti ma interconnessi in cui si respira socialità e condivisione. 

Copernico Tortona 33, in uno dei quartieri più cool di Milano, è uno spazio dinamico in cui il meeting si tiene nella lounge, la call si fa nel phone-boot, l’aperitivo da Me.nu, lo smart working cafè Copernico (menu.copernic.co); il tutto in un ambiente dai materiali naturali grazie all’utilizzo in tutto l’edificio di pitture Airlite.

Last but not least, Copernico Isola for S32: nel cuore del quartiere che meglio ha saputo rinascere e reinventarsi negli ultimi anni, Isola. Questa è la sede fisica del Fintech District milanese che nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema specializzato nelle tecnologie per i servizi finanziari (progetto promosso da SellaLab, piattaforma di innovazione del Gruppo Banca Sella e Copernico). 

Copernico Torino Garibaldi, Copernico Roma Barberini e D’amico ve le lasciamo scoprire sul portale coperni.co.

copernico s32 coworking

Ma parliamo di prezzi: per venire incontro agli smart worker, Copernico offre dei piani membership declinati in tre possibilità d’uso:

Membership Daily per l’uso giornaliero degli spazi

Membership Boost per lavorare dove sei più comodo 

Membership Cross* per seguirti ovunque si muova il tuo business.

Questi pacchetti sono esattamente tutto quello di cui hai bisogno per il meglio del tuo lavoro da freelance

Grazie alla partnership tra Mashable Social Media Day e Copernico,  oggi ti diamo la possibilità di usufruire di tutti i vantaggi offerti con un favoloso sconto.

*Infatti potrai usufruire di uno sconto del 15 % sul pacchetto Membership Cross usando il codice sconto SMDAYIT

Questa Membership offre ai propri iscritti la possibilità di utilizzare tutte le location Copernico in cui Wifi a banda larga, reception, area caffè, lounge e library sono solo una minima parte di tutto quello che la community di Copernico può offrirti.

Quindi cosa state aspettando? Una community di smart worker vi sta aspettando.


timothy-eberly-515801-unsplash-1200x800.jpg

Circa un anno fa su Facebook sono state implementate una serie di strumenti per segnalare i contenuti, per lo più fotografici, in modo che la piattaforma attraverso il foto-matching ne eviti ulteriori caricamenti all’interno dei suoi servizi, includendo nella mischia anche Messenger e Instagram. È da qui che è partito il progetto per combattere il revenge porn, avviato e testato, al momento, solo in alcuni paesi: Australia, Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Il processo è davvero molto semplice: le potenziali vittime possono fornire al social le immagini ritenute a rischio affinché vengano rimosse in caso di caricamento. Ecco come Facebook prova ad anticipare il cyberbullismo, provando a intervenire prima ancora che le foto vengano pubblicate.

I primi passi di questo progetto sono stati fatti in Australia, e la scelta del paese non è stata di certo casuale. Pare infatti che nello stato dei canguri la revenge porn sia quasi un’epidemia e uno studio lo conferma. Addirittura un australiano su cinque, di età compresa tra 16 e 49 anni è stato colpito almeno una volta da questa triste sfumatura del cyberbullismo. Ma cosa significa esattamente revenge porn? Letteralmente vendetta porno sta ad indicare la condivisione pubblica attraverso internet di immagini o video dai contenunti esplicitamente sessuali senza il consenso del soggetto protagonista. Come la definizione ci fa capire la pubblicazione avviene principalmente con lo scopo di umiliare la persona coinvolta per ritorsione (in questo caso parliamo di sextortion) o vendetta. Non si tratta certo di una novità dell’ultima ora, e non si deve neppure pensare che visti i numeri australiani sia una realtà lontana dal nostro paese. Tristemente noto il caso della giovane Tiziana Cantone , morta suicida a 31 anni perché non reggeva più il peso della vergogna, dopo aver combattuto per un anno e mezzo chiedendo disperatamente la rimozione di immagini e video hot. Nè il primo nè l’ultimo caso in Italia dove purtroppo la situazione è veramente preoccupante.

Ma è giusto combattere il revenge porn chiedendo proprio alle vittime, o potenziali tali, di caricare su Facebook le proprie foto intime? In effetti sembra una cosa assurda, inoltre scandali come Cambrige Analityca di certo non invogliano gli utenti a fidarsi e a fornire contenuti privati e sessualmente espliciti in termini “difensivi” al social network ultimamento tanto discusso. C’è davvero la certezza e l’assicurazione che tali scatti saranno poi rimossi totalmente dai server della società? Intanto c’è una cosa da chiarire una cosa, il team di Facebook è costantemente aiutato e supportato nel lavoro da istituzioni locali e dai centri di Sicurezza Informatica (eSecurity Office) dei singoli Paesi. In Australia c’è un apposito portale nazionale Esafety  dove i cittadini potranno indicare le foto che ritengono possano essere ingiustamente diffuse. Da lì, le foto saranno segnalate all’ufficio di eSafety, che comunicherà quindi a Facebook di impedirne l’upload.

Tempo fa Antigone Davis, a capo della divisione globale per la sicurezza, ha spiegato come Facebook stia prendendo accordi con organizzazioni che si occupano del tema per lavorare insieme al meglio.  Per ora le immagini possono essere caricate in modo sicuro, con un link usa e getta, facendo una richiesta a una delle associazioni coinvolte. Il sistema che utilizza il social network è molto semplice. Le foto saranno trasformate in una sorta di impronta digitale che la piattaforma confronterà con gli scatti caricati dagli utenti. L’impronta digitale sarà, dunque, utilizzata per bloccare tutte le foto che presentino corrispondenze. Un  team umano verificherà le foto manualmente per certificare che il loro contenuto violi effettivamente i termini di servizio della piattaforma e che siano davvero immagini intime non consensuali. Una volta create queste stringhe univoche associate alle foto Facebook notifica via email alla vittima eventuali caricamenti ed elimina le immagini dai server in non più di sette giorni. E il processo si ripete ogni qual volta quella foto, non importa se rinominata o modificata, verrà rilanciata in Facebook e le altre app di proprietà.  

 

Non sappiamo se questa sia davvero la soluzione al problema della porn revenge, certo è che è un primo importante passo in avanti. Uno su otto utenti di social media americani è stato un bersaglio di pornografia non convenzionale, secondo uno studio del 2017. Purtroppo si tratta di un fenomeno sovrannazionale e sia gli uomini che le donne sono vittime di molestie online, ma è molto più probabile che le donne ricevano forme sessuali di abuso online. Secondo un’altra indagine pare che ci siano addirittura 54mila casi di revenge porn ogni mese. Quindi ci viene da chiedere se ci sia prima di tutto un problema di volume. I contenuti inappropriati possono essere segnalati da sempre sui social network ma sono milioni le richieste di revisione ogni settimana, si finisce quindi per far passare anche contenuti inadatti per velocizzare il lavoro. Coinvolgendo le istituzioni nel processo Facebook vuole prevenire anzichè curare: rendere possibile la segnalazione di immagini potenzialmente pericolose ancora prima che vengano pubblicate.