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Continua la nostra avventura con #DIDAYSGIRLPOWER: è il turno di Federica Miceli, siciliana innamorata del mondo. Nel 2015 ha fondato Social Media Change, azienda che si occupa di gestione strategica, consulenza e formazione nell’ambito del Social Media Marketing. Nello stesso anno, ha aperto la community Igers Siracusa che si occupa di promuovere il territorio attraverso la fotografia e Instagram. Oggi, è Regional Manager di Igers Sicilia e membro del social media team Igers Italia.

Raccontaci un po’ del tuo percorso e come sei arrivata nel mondo dei social media

Non è stato un percorso lineare, a dire il vero non avrei mai immaginato di fare questo lavoro oggi. Ho studiato Lingue e Culture Straniere perché ero curiosa di conoscere il mondo, poi invece mi sono dirottata nel mondo del turismo, specializzandomi all’Università Ca’ Foscari di Venezia e lavorando nell’hôtellerie per diversi anni, sia in Italia che all’estero. La mia grande occasione è stata il Consorzio Siracusa Turismo, dove mi occupavo di marketing territoriale per la mia città. Lì ho iniziato ad intuire lo sconfinato mondo di possibilità che offrivano i Social e non mi sono voluta fermare al classico lavoro d’ufficio. Volevo scoprire di più, mettermi alla prova e non accontentarmi. Ho dato le dimissioni e ho iniziato a lavorare in proprio, una scelta difficile e un percorso in salita, ma che intraprenderei altre mille volte.

Nel 2015 hai aperto la community Igers Siracusa che si occupa di promuovere il territorio. Oggi sei la Regional Manager di

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Instagramers Sicilia, un account di più di 60 mila followers. Che strategie usi per far crescere la community?

Quando ho fondato Instagramers Siracusa non avevo realizzato pienamente la potenza mediatica che una comunicazione di questo tipo potesse offrire. Sapevo che promuovere il territorio con un approccio che parte dal basso e che punta su chi vive il luogo come primo ambasciatore era un’idea vincente. La community mi ha dato tanto entusiasmo e ha creduto in me fin da subito, io ho solo messo in atto le mie competenze e le ho condite con la sana voglia di divertirmi e fare bene alla mia terra. In un mondo in cui tutto è reperibile e visibile online, noi trasportiamo la promozione del territorio offline, organizziamo eventi in cui i nick diventano nomi e le foto profilo diventano facce sorridenti. La chiave della crescita è stata questa, oltre ad un team di persone dislocate nella regione che insieme a me s’impegna quotidianamente per portare avanti con passione il progetto nella progetto realtà locale. Essere instagramer e raccontare con occhi sempre nuovi il territorio non è un proposito, il nostro è uno stile di vita!

Quali mezzi (cellulare o macchina fotografica) e programmi usi per arrivare alla foto definitiva?

Nel lavoro amo programmare e avere tutto sotto controllo, con il mio profilo mi concedo il lusso dell’improvvisazione. Se da un lato utilizzo foto scattate con la mia reflex, dall’altro spesso mi trovo a vivere un momento che ho voglia di immortalare e condividere in modo istantaneo. Sono ancora una romantica di Instagram e credo che spesso la spontaneità e la genuinità siano valori vincenti. Come Social Media Manager utilizzo Onlypult per la programmazione dei post, perché è ovvio che a livello aziendale sia fondamentale seguire un calendario editoriale strategico per raggiungere gli obiettivi di business.

Sul tuo profilo Linkedin scrivi “considero gli strumenti Social come facilitatori di rapporti umani offline”, cosa intendi?

Spesso ci dimentichiamo che “Social Network” vuol dire “Reti Sociali”. Al centro ci sono le persone, sempre. Sono piattaforme nate con e per gli utenti, anche se il potenziale per le aziende è enorme. Dietro gli smartphone ci sono facce, nomi, esigenze, emozioni e non semplicemente numeri. Il successo è decretato dalla qualità delle relazioni che s’instaurano. I numeri sono vuoti finché noi non diamo loro un significato.

5 consigli che vuoi dare a chi vuole iniziare a lavorare su Instagram e sui social media

Il presupposto è avere qualcosa da raccontare, un messaggio da diffondere, una personalità da comunicare. Oggi fare l’influencer è un mestiere ambito e spesso considerato banalmente “sponsorizzare prodotti che le aziende regalano”. Sfugge l’idea che i veri influencer sono persone considerate autorevoli da chi li segue, persone che nel tempo hanno coltivato una community che li apprezza per ciò che sono e per l’esempio che diffondono. Evitare l’emulazione, il copia-incolla, le mode ad ogni costo sono regole valide tanto per i profili personali quanto per le aziende. E questo mi porta dritto al secondo punto: non ossessionarsi con i numeri. Follower, like, visualizzazioni sono metriche di vanità se non corrispondono a un effettivo coinvolgimento e interesse delle persone. Focalizzarsi sulle relazioni di lungo periodo, considerare che online ti porti dietro tutto ciò che sei offline, non pensare soltanto a vendere e tantomeno credere che Instagram sia il fine ultimo della propria strategia. Questo è un canale, ma la promozione è fatta di diversi nodi (non solo online) che devono essere coerenti e coordinati tra loro affinché ci siano risultati.

Cosa ne pensi del gender gap all’interno del settore in cui lavori?

In primo luogo, credo che sia necessario parlarne per abbattere tanti degli stereotipi di cui ancora la società è colma. E il problema non è solo per le donne che si affacciano al mondo della tecnologia e spesso si vedono inondate di pregiudizi se provano ad emergere in questo settore in costante crescita, è la società stessa ad esserne vittima in quanto tende a non sfruttare tale enorme potenziale. Noi donne, dal canto nostro, dovremmo prendere più coraggio e lanciarci con maggiore facilità in nuove sfide, senza aspettare di ritenerci perfette per farlo.

Ritieni che sia necessario svolgere delle attivita’ per coinvolgere un numero maggiore di donne all’interno di esso? Se si come ? Hai delle idee che pensi possano essere supportate dalla community di Digital Innovation Days Italy?

Negli ultimi tempi, sto partecipando a molti eventi che hanno l’obiettivo dell’inclusione digitale delle donne, del networking, dell’incontro, dello scambio e della formazione. Ciò mi rende entusiasta perché (abbattiamo un altro stereotipo) noi donne siamo collaborative, sappiamo fare squadra e sappiamo essere alleate nelle grandi battaglie. Continuare a organizzare eventi locali e nazionali di questo tipo per accendere i riflettori sulle professioniste che hanno successo o vogliono ottenerlo nei campi tradizionalmente considerati  “maschili” è l’infrastruttura necessaria per mettere la parola fine agli stereotipi legati al genere e alla tecnologia.

Seguite Federica su Facebook, Instagram e Linkedin e sul suo bellissimo sito.


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Continua la nostra rubrica #DIDAYSGIRLPOWER con l’intervista a Veronica Benini aka Spora, una vera capitana del web che con la sua energia e il suo talento non solo è riuscita ad affermarsi ma è diventata una autentica fonte di ispirazione per molte donne

Da architetta a blogger a imprenditrice di successo. Qual è il denominatore comune che ha accompagnato le tue scelte professionali?

L’empowerment. Ogni cosa che io abbia intrapreso è partita da un bisogno di veicolare indipendenza, autostima, sicurezza. Lo faccio gratis nei licei e università con guest speech, lo faccio gratis su Instagram, lo faccio io e altre 9 Muse ad ogni edizione dell’evento d’ispirazione che teniamo due volte all’anno, e non per ultimo è strutturante per tutte le mie attività profit. Perché alla fine conta davvero il perché fai quello che fai. Guadagnarci è una delle conseguenze.

Il web è stato uno strumento determinante nella tua carriera. Com’è cambiato il tuo modo di comunicare nel tempo? E la tua community?

Ho cominciato con un blog su Splinder nel 2005, faccio parte della prima leva di blogger. Dopo un annetto avevo capito non solo la Community ma anche LE Community e le nicchie. Ho parlato fin da subito alle donne perché ho aperto il blog per fare prevenzione contro il papillomavirus: il web mi era sembrato il posto migliore per arrivare a più donne possibili, e così è stato. La mia Community si è evoluta negli anni perché mi sono evoluta anche io. Molte persone tornano adesso perché sentono parlare di me e mi dicono “Ma dai, ti seguivo su Splinder, guarda quanta strada hai fatto!” ed è molto bello. Diciamo che all’inizio vai a vista, poi inizi a capire certe dinamiche e le accompagni, spesso le induci. Quando la tua Community è abbastanza forte inizi a destare l’interesse dei brand e hai due scelte: la monetizzi tu o la vendi ai brand. Io ho deciso di monetizzarla da sola al 2010 con la creazione di Stiletto Academy, poi Insplagenda, le consulenze e infine Corsetty.

Non tutti sanno che dietro alla comunicazione di successo dell’Estetista Cinica c’è il tuo zampino. Ci racconti com’è nata l’idea delle vignette?

Cristina mi seguiva in un blog corale dove parlavo di sesso con ironia. È venuta a conoscermi ad un aperitivo e mi ha invitata nel suo Centro Medico Estetico, già avviato in Piazza Buonarroti. Mi disse che voleva fare delle vignette da appendere ai muri delle cabine con questa fantomatica Estetista Cinica che rispondeva tagliente alle domande assurde delle clienti. Mi disse il primo testo: “Sono gonfia” e la Cinica risponde: “No, sei grassa”. E lì vidi come in una carrellata velocissima delle illustrazioni su Facebook e le migliaia di condivisioni. Quello stesso pomeriggio le aprii la pagina disegnando la vignetta con quella facciozza che diventò il suo logo, e gliel’ho tenuta per un annetto e mezzo condividendo alla mia Community ogni vignetta per crearle il primo zoccolo duro di fan. Poi lei, capendo le dinamiche non solo di comunicazione ma anche di marketing applicate ai social ha continuato con video e newsletter fino a diventare quel mostro sacro delle stories. Non sarebbe diventata l’Estetista Cinica se non fosse una genia.

Hai mai avuto paura di fallire? Come hai affrontato un fallimento professionale?

Sono fallita molte volte ed è stato brutto ogni singola volta. Nel 2012 ho lanciato una linea di sandali trasformabili e non sono riuscita a far correggere dei problemi del modello. Ho dovuto “abortire” la startup dopo aver fatto il lancio stampa ed essere uscita su molti giornali e femminili. Ho scelto di raccontare il mio fallimento come facente parte del mio percorso, trovo che se non hai mai preso una musàta non capirai bene come s’intraprende, e il motivo è semplice: è meno grave di quel che si pensa, anche se doloroso per ego, tasche e immagine, quindi se non ti è mai successo avrai molta più paura e sarai molto meno ardita di qualcuno che è già fallito. Provateci e fallite e poi invece di far finta di niente: raccontatelo.

Quanto conta secondo te una laurea o un master in marketing o in comunicazione nella costruzione del proprio percorso professionale?

Non conta molto il dove impari perché le doti comunicative sono della persona, non sono dovute alla formazione, e poi perché in Italia non esiste una singolo ente formativo in grado di formare ai nuovi mestieri del web. Fanno teoria e mai pratica. Io stessa faccio formazione ma la oriento verso la pratica e verso lo sviluppo del pensiero laterale: bisogna imparare ad usare fantasia e premeditazione, immedesimazione ed empatia per creare una buona strategia comunicativa. Direi che un marketer o comunicatore di successo è 50% intelligenza emotiva, 40% viaggi ed esperienze di ogni genere, 10% formazione. Inutile raccontarci le balle: se non sei intelligente e se non hai aperto la tua mente al mondo non combini niente di eccezionale e ti ritrovi a fare CTA nelle pagine Facebook dei brand multinazionali.

Vale solo per i freelance o anche per chi vuole lavorare come dipendente magari in una grande azienda?

Vale più pre i freelance perché le aziende vogliono le CTA e gli influencer con i fan comprati.

Chi ti segue sa che nella tua impresa hai un’attenzione particolare anche al welfare. Quali “misure” adotti per favorire il benessere delle persone che lavorano per te?

Io ho lavorato fin da giovanissima e ho fatto di tutto: cameriera, lavapiatti, babysitter, ragazza alla pari, promoter, designer 3D in open space. Poi ho fatto carriera nell’Architettura ed Ingegneria e sono diventata manager internazionale. Essendo stata nella parte bassa della piramide lavorativa ho capito quali capi mi facevano sentir parte dell’azienda e quali no, e ho sempre cercato di mettere insieme tutte le cose belle insieme ad altre che mi sarebbero piaciute, perché se sei dipendente è difficile che tu voglia batterti con sangue sudore e lacrime per un fatturato non tuo: tu lo stipendio a fine mese lo vedi lo stesso, che ti sbatta il giusto o che tu ti sbatta molto di più.

Quando ho capito che: ok che si lavora per i soldi, ma che si rimane in un posto per la cultura aziendale, ho deciso di creare la mia, e davvero a modo mio. A luglio 2018 ho aperto SPORA SRL in Corso Italia a Milano e mi sono detta che avrei creato un posto fighissimo con gente felice. Firmiamo i contratti con la penna unicorno, abbiamo introdotto e continueremo a introdurre cose gratuite come il macha nelle postazioni caffè, gli assorbenti e salvaslip in bagno, la trainer per tutte due volte a settimana nel bunker, mangiamo insieme quasi ogni venerdì ed ho un pranzo personale con ognuna una volta al mese per sentire come va.

Stiamo organizzando il viaggio annuale a Marrakech e le Salampiadi: le prime olimpiadi del lancio del salame nel corridoio perché ho sempre fatto impresa in modo affrettato (appunto come lanciare un salame in un corridoio) e voglio onorare l’incoscienza che mi ha permesso di creare 4 startup folli, tuttora attive e in crescita del 200-300% annuale. Portiamo i cani in ufficio, ogni tanto parte una canzone improbabile tipo “È grosso e non ci entra!!” e ci facciamo grasse risate in regia e montaggio dei corsi perché il mood è chiaro: noi ci divertiamo perché vogliamo che le nostre corsare si divertano mentre imparano. Gli sticker di Instagram fanno parte dei protocolli di lavoro per ogni progetto e devono essere fuori di testa. Non è facile trovare persone che incastrino nel nostro mood, ecco perché lo racconto: in questo modo quando si apre una posizione, la mia Community sa perfettamente come sia lavorare con noi e non perdiamo tempo con gente da CTA di cui sopra. Io guardo Richard Branson servire i caffè col rossetto sui suoi aerei e Elon Musk che regala un lanciafiamme e mi dico figa ragazze: se lo fanno loro allora possiamo farlo anche noi. E lo stiamo facendo.

Qual è l’ostacolo più grande che hai riscontrato nella tua attività come consulente tra le donne che vogliono lanciare un proprio business?

Molte credono che se chiami le influencer guadagni un sacco di soldi subito, non c’è cultura fra awareness e conversion; non capiscono la semina e la coda che può avere una campagna, anche nei mesi successivi. Non capiscono che stare sui social è un lavoro a tempo pieno e non puoi farlo solo ogni tanto o farlo fare a tuo cugggino; che Instagram non è un catalogo e che non si fanno le CTA (ce l’ho con le CTA, lo so). Ecco perché prendo in percorso personale solo chi ha già fatto almeno istafaiga on line e ha le basi. Dopotutto le mie ore sono limitate e preferisco lavorare con gente ben disposta, il resto mi fa fatica. A volte con la consulenza oraria mi trovo in studio una parlamentare, una dirigente di multinazionale, la CEO di un brand affermato, un giornale storico oppure una che fa torte a casa sua. È una montagna russa e ne usciamo sfinite ma frullatissime di idee, per me è una droga questa corsa all’orologio in 60 minuti per ribaltare un progetto, brand, prodotto e farlo ripartire non solo in chiave 2019 ma anche in grado di fermare il dito che scorre il feed. Sono una sensation seeker sempre al limite dell’ipomania e mi drogo con queste sfide. La mia tipologia di cliente cerca questo tipo di disruption.

Per concludere, quale consiglio daresti a una persona che lavora come dipendente ma sogna di creare una propria impresa?

Che non è per tutti e che ne proverai tante prima di quagliare giusto. Che hai 2 anni di sovrapposizione fra il lavoro dipendente di giorno e quello tuo la sera e i weekend. Che capirai che sei nella strada giusta se fare la roba tua non ti pesa e ti fa sentire un drago. Importantissimo: fattura bene prima di fare il Grande Salto, perché moltissimi pensano che la loro idea sia una bomba ma non fanno test di vendita reale, nel mercato reale, con gente e soldi reali e poi rimangono col culo a terra lanciandosi a caso. Raga, iniziate a vendere subito per vedere se funge, per aggiustare il prodotto e le dinamiche, ma non mollate il lavoro per darvi alla vostra startup, non funziona così. Ecco perché è per pochi personaggioni fuori di testa.

Io al momento ho un fisso mensile esorbitante, continuo ad assumere e spostare gente di ruolo e di uffici per ottimizzare sia l’azienda che le loro attitudini e sono serena, ma se siete del genere che si stressa e non ha un business model coi fiocchi, allora lasciate perdere perché il BM è tutto e siamo in un’era dove il Business Model te lo devi inventare di sana pianta. Un’altra cosa: i round d’investitori sembrano la roba più figa del mondo con le migliaia di euro che ti piombano magicamente nel conto, ma poi hai in casa gente che non solo ti possiede, ma mette bocca su tutto. Se hai davvero l’animo dell’imprenditore tu non vuoi gente fra le ovaie e vuoi fare di testa tua, anche se ti va male. Io ho una mentore di 59 anni che ogni tanto mi dice Vero, stai per fare una cazzata. Le racconto tutto ed è preziosa. Una volta a settimana vado anche dalla psy, perché mettere ordine in testa è il regalo più grande che possiamo farci e ti mette il turbo in modi che non avresti mai immaginato. E io non vedo perché debba negarmi di diventare la miglior versione di me stessa. Se volete fare i fighi sui palchi trovate un’idea scalabile virtualmente, fatevi il culo a strisce divertendovi con Salampiadi o similia e non fatevi incubare. Il mercato siamo noi, e noi siamo milioni di culi.


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Il nuovo sistema Instagram Creator Accounts, è rivolto in particolare agli influencer e ai personaggi pubblici con un alto numero di follower. Con questa nuova funzionalità si danno gli strumenti che consentono di utilizzare meglio la piattaforma per le proprie esigenze. Importante è la possibilità di attingere facilmente ai propri dati e connettersi meglio con il proprio pubblico.

Sembra infatti che questo piccolo gruppo di tester, abbia attualmente accesso a funzionalità specifiche per aiutarli a tracciare la crescita dei loro account. Si parla ad esempio della possibilità di analisi dei follow e degli unfollows (cosa molto utilizzata tra gli amanti dei bot). Gli approfondimenti forniranno loro un’immagine più chiara delle prestazioni dei loro contenuti.

I primi 50 influencer di Instagram da soli hanno 3,1 miliardi di follower, quindi non dovrebbe essere una sorpresa che Instagram voglia iniziare a fornire servizi a questi utenti di alto profilo.

Instagram era inizialmente solo un luogo in cui le persone potevano caricare immagini e condividerle tra loro. Tuttavia, in un modo simile alla traiettoria seguita da YouTube, Instagram è diventato un centro di contenuti. Ora ci sono persone che lavorano esclusivamente alla creazione di contenuti per Instagram.

Secondo alcune stime, il marketing di influencer prevede un valore di più di 10 miliardi di dollari entro il 2020 . Molti inserzionisti si rivolgono agli influencer perché considerano Instagram una piattaforma seria per guidare le vendite. Pertanto, non sorprende che la stessa abbia creato oggi strumenti orientati ad aiutare gli influencer a raggiungere un pubblico più ampio restando in contatto con chi li segue.

Secondo Holywood Reporter, questa nuova funzionalità chiamata appunto Instagram Creator Accounts, “è pensata per i talenti tradizionali, gli influencer digitali e gli artisti che proliferano sulla piattaforma di Instagram”.

Se infatti attualmente, gli influencer non verificati possono condividere dati con le aziende solo grazie all’impegno dei report delle Storie catturate con il semplice screenshot dal cellulare, ora potrebbe arrivare la svolta. Sembra infatti che questo nuovo sistema, consenta agli utenti, di condividere statistiche con i brand e dal lato dei marchi, permette loro di sapere come è il loro pubblico di riferimento e ciò che piace.

Nel dettaglio quindi, le funzionalità più importanti che permetterebbe Instagram Creator Accounts sono:

Statistiche sui follower: consentiranno di analizzare facilmente il modo in cui le persone interagiscono con il tuo account. In particolare chi ha iniziato a seguirti e chi ha appena fatto l’unfollow.

Strumenti di messaggistica diretta con filtro: questa nuova funzionalità consentirà di separare i messaggi in ricezione tra letti, non letti o segnalati. Anche le richieste di messaggi potranno venir classificate secondo un’opzione. Infatti le richieste in sospeso potranno essere categorizzate per rilevanza o tempo, in modo da non perdere richieste importanti.

Etichette flessibili: l’ Instagram Creator Accounts da la possibilità di modificare la call to action dell’account (generalmente impostata sulla chiamata o sull’email). Le etichette sui profili potranno infatti essere personalizzabili.

Analisi dei dati: last but not least (e forse una delle cose più importanti) è la capacità per gli Instagram Creator Accounts di creare un’ analisi integrata dettagliata. Questo permette di capire quali storie o post hanno dato migliori risultati e quali invece meno così da ottimizzare i contenuti. I report finali, possono essere scaricati su base giornaliera o settimanale.

Ashley Yuki, product manager di Instagram, ha aggiunto che questa nuova funzione è solo il primo passo nell’obbiettivo più ampio dell’azienda di rafforzare la sua fiducia nel piano di mercato.

Solo il mese scorso, Instagram ha iniziato un sistema di pulizia in tutta la piattaforma al fine di rimuovere i mi piace, i follow e i commenti non autorizzati forniti da app di terze parti. Instagram afferma che tali app violano le sue norme della community e rendono meno sicuri tutti gli account. La piattaforma, utilizzando strumenti di apprendimento automatico, sta identificando ed eliminando attività di coinvolgimento inautentiche.

Tornando al nostro Instagram Creator Accounts, attualmente è in fase di test con un numero limitato di utenti e probabilmente ci si può aspettare che venga lanciato nel 2019. Una cosa è certa.

Sempre più i social media e in questo caso Instagram ti consentirà di monitorare i tuoi dati e numeri in modo sicuro e dettagliato e sempre più i falsi influencer saranno messi alle strette.

 


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A poche settimane dal Mashable Social Media Day Italy, #smdayitontheroad fa tappa in Germania, per conoscere Annamaria Maisto e il suo progetto, un incubatore di talenti per far conoscere creativi e designer.

Creativa, sognatrice sei molto attiva sui social network per promuovere artisti e designer. Ci racconti com’ è nato il tuo impegno online?

Più che impegno la chiamo passione, erano gli anni in cui non si parlava ancora di influencer e i social, nello specifico Instagram era ancora usato solo per una comunicazione puramente visiva, gli anni in cui le fashion blogger iniziavano a inondare i brand/designer con le famose richieste di collaborazione in cambio di pubblicità, malcostume che é arrivato fino ad oggi, ecco, da quel modus operandi che non condividevo nacque la voglia di creare uno “spazio” da concedere senza vincoli e “scambi” ai creativi.

Quali obiettivi  senti di aver raggiunto e quali vorresti raggiungere con i tuoi progetti?

Questo é stato l’anno della consapevolezza, non mi sono mai posta un obiettivo preciso con il mio progetto, o meglio sono stata sempre e solo certa di non voler copiare o proporre ciò che già esisteva, il traguardo inaspettato é stato l’essere scelta come membro della giuria in un importante evento/fiera qui in Germania di design e Moda a Marzo, ed essermi ritrovata insieme a famosi Designer e Art director internazionali mi ha fatto capire quanto valesse la mia voce ed il mio giudizio. Lo stesso vale per tutte le volte che in questi anni mi mi sono stati chiesti pareri e/o consigli, che si trattasse di store, privati, designer o artisti, credo che valga molto sapere di poter essere d’aiuto. Negli anni sono arrivate collaborazioni con/per altre piattaforme e store (in via ufficiale ed ufficiosa). L’essere anche Art director di un magazine online ( Nouvellefactory.com) mi ha fatto crescere molto. Per il futuro mi auguro di continuare più che ad influenzare a connettere, creare un flusso continuo fra spettatori ed Creativi.

Raccontaci in un tweet il tuo progetto #imnotafaschionblog!

#Imnotafashionblog é in primis uno stato mentale, non é un blog, ne un magazine, é un incubatore di talenti, l’arte visuale che si unisce allo scouting, libero da vincoli e modi operandi che circondano il mondo della promozione. 

www.instagram.com/imnotafashionblog

www.facebook.com/imnotafashionblog

Sei stata definita l’anticristo delle fashion blogger, ti ritrovi in questa definizione?

Questa frase uscì per caso durante un’intervista radio dell’anno scorso, in cui si parlava di Influencer, Fashion blogger, Ferragni & co.  non mi sono mai definita, anche perché con il tempo non sono ancora stata capace di dare un titolo a ciò che faccio, c’é chi mi ha definito un’ Artista (visuale), chi una mecenate, chi una talent scout, non riesco ad inquadrarmi in nessuna definizione anche se forse faccio parte di tutte allo stesso qual modo.

Ami la moda ma sei molto critica verso quello che è il fashion system. Come vivi questo contrasto?

Sará il mio background artistico (ho frequentato l’Accademia Di Belle Arti e fatto mostre in Italia ) che mi porta a vedere la moda come una forma d’arte al pari della pittura della danza o della musica, l’espressione di un pensiero. Amo il design ed il connubio fra i due. Diverso é il discorso sul Fashionsystem che la/li circonda, purtroppo continuo a non concepire ancora certe dinamiche legate più al profitto rispetto al merito, ciò che accade anche nel campo delle mostre d’Arte per intenderci, ma capisco che per alcuni conta di più il primo, mi piacerebbe vedere più chiarezza e più supporto concreto nel momento in cui si percepisce di avere di fronte un talento, ecco che mi ricollego a quel sognatrice nella prima domanda. Detto questo sopravvivo al contrasto continuando imperterrita sulla via che mi sono scelta.

Come selezioni i creativi da far conoscere?

L’impatto visivo é alla base di tutto, non guardo i nomi, non seguo le mode (anche se sembra un paradosso) c’è molta ricerca, molto tempo impiegato a scrutare profili, immagini a capire la storia che si cela dietro l’opera nel caso di un’Artista o la collezione se si tratta di un Designer, sono attratta sopratutto da tagli e forme, amo le strutture lavorate, é per quello che punto molto su pezzi che siano innanzitutto design che poi siano indossabili nel caso della moda é un valore aggiunto, credo di aver mostrato nel mio progetto solo il 50% fino ad ora di quanta meraviglia si celi in questo mondo.

Da sei anni vivi in Germania, quali differenze hai riscontrato a livello professionale con l’Italia?

Diciamo che qui in Germania sono molto più importanti i titoli e gli attestati rispetto all’esperienza, con questo non discuto sul valore di studi o corsi, ma credo nel risultato finale e sinceramente la produzione di un soggetto con anni di esperienza rispetto a quella acerba di un giovane, anche se titolato, ha la sua differenza, qui i freelance non avrebbero vita facile, premettendo che non mi piace il termine, oramai usato a sproposito da molti, ma ritengo che le continue ricerche, prove, esperienze e fallimenti costituiscano le basi di un professionista.

Cosa significa per te fare rete?

Connettere, che sia un soggetto con un brand, uno store con un Designer, un Artista count fotografo, #imnotafashionblog e gli altri progetti di cui mi occupo servono a questo, a unire in un solo spazio, in un solo lavoro visivo più arti. e farle confluire in un’unica cerchia di spettatori attenti.

Cinque artisti o creativi che ci consigli di seguire sui social?

Una Fotografa: Alexandra Von Fuerst

Un Artista: Marco Rea 

Un Brand: Demanumea

Una Designer: Caroline Holzhuber

Un Creativo: Boris Peianov

Grazie, ci vediamo a Milano!


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Nell’epoca in cui ognuno di noi cerca informazioni e fa le proprie valutazioni sul web prima di scegliere un hotel, piuttosto che un ristorante o una qualsiasi altra tipologia di prodotto e servizio, il social media marketing gioca un ruolo cruciale.

Essere presenti in rete, in modo capillare e strutturato, è fondamentale per farsi trovare in tutti quei micromomenti in cui l’utente cerca di raccogliere informazioni e opinioni utili per prendere la propria decisione d’acquisto, in fase di progettazione di un viaggio, per esempio.
Ad influenzare maggiormente ogni nostra scelta sono i pareri delle altre persone che hanno già vissuto una determinata experience con un prodotto o servizio.
Ci si fida sempre meno della pubblicità e si cerca di intercettare sempre di più l’informazione reale, vera.

Ed ecco che entrano in gioco i social: il loro punto di forza sembra proprio essere il desiderio di condivisione.
Tutti i contenuti pubblicati in rete dagli utenti, in spazi come forum piuttosto che blog o portali di review, in un settore come quello dell’hospitality, hanno un’influenza decisiva per un potenziale cliente in fase di prenotazione.

E’ in questo preciso istante che l’hotel si gioca le sue carte vincenti: attraverso contenuti di qualità e grazie ad una presenza digital strategica, potrà avere maggiori possibilità rispetto ai propri competitors.

La moda del momento impone l’essere social. Per molti – che si tratti di una persona, di un’azienda o di un brand – se non sei social, se non hai un tuo profilo/account, sei fuori dal mondo: non esisti!

Essere presenti sui social media è importante per dimostrare la propria esistenza e, soprattutto, la propria volontà di creare una relazione e di essere disposti ad un confronto.
Presidiare le piattaforme e farlo in modo corretto è quindi indispensabile per dimostrare il proprio desiderio di entrare in contatto con il cliente, per sviluppare un rapporto di fiducia.

Gruppo Mini Hotel ha scelto di essere presente su diverse piattaforme, perché secondo noi i social sono un importante elemento per promuovere l’accoglienza e l’ospitalità: il viaggiatore è sempre più attratto dalle immagini, rispetto al contenuto testuale, a tal punto da esserne condizionato nella scelta.
E poi: non sono forse gli smartphone i device più utilizzati da chi si trova in viaggio, potendo essere connessi ovunque ci si trovi?

Sulle nostre pagine Facebook condividiamo immagini delle rooms e di tutti i servizi offerti dal Gruppo, ma anche informazioni su eventi ed iniziative, supportando l’attività turistica della città di Milano.

La filosofia alla base di tutta la nostra attività è far sentire le persone a casa.
Lo stesso cerchiamo di fare sui social network, dove sono benvenuti i commenti e le recensioni, perché crediamo nel valore aggiunto che può portare lo sviluppo della relazione tra le persone e il brand.

Curiamo anche la realtà di Instagram perché è il social perfetto da utilizzare durante un viaggio, e perché siamo consapevoli che le persone amano condividere e sono alla ricerca continua dell’autenticità della struttura e del lato umano del posto in cui andranno a soggiornare; sul nostro profilo Instagram condividiamo anche molto l’architettura della città, angoli nascosti che vale la pena assolutamente di scoprire.

Quando Eleonora Rocca, CEO di Mashable, ci ha proposto la collaborazione con l’evento Mashable Social Media Day e Didays abbiamo sposato da subito il progetto, diventando Main Sponsor e Hospitality Partner dell’evento digital per eccellenza.

Il progetto è diventato negli ultimi anni uno dei più importanti nel panorama internazionale degli eventi di formazione dedicati all’innovazione digitale.

Durante questo appuntamento siamo certi di poter imparare ancora tantissimo: vorremmo capire sempre di più come le aziende turistiche possano sfruttare il più possibile i social media nella condivisione di contenuti idonei a raggiungere clienti in tutto il mondo o capire per esempio se anche l’implementazione di strategie di influencer marketing può rivelarsi chiave per le aziende turistiche che vogliono allargare il bacino di utenza, non solo italiano ma anche internazionale.

Grazie all’aiuto di tutti gli esperti e di menti brillanti che interverranno, sarà una preziosa occasione per ampliare il nostro know-how al fine di gestire sempre meglio le piattaforme di social media marketing, promuovere l’accoglienza rendendo sempre più “social” i nostri hotel.

Gruppo Mini Hotel


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Nata nel 2012 come start-up innovativa, Teamleader è oggi la scale-up belga più premiata d’Europa, con oltre 150 dipendenti e un parco clienti soddisfatti che supera 10.000 PMI e 30mila utenti.

Attraverso l’omonima piattaforma ed al motto di “Work Smarter”,  Teamleader favorisce il processo di digital transformation di agenzie di comunicazione, Startup, PMI e professionisti,  erogando una soluzione all in one – che abbina un potente CRM ad una serie di strumenti per gestire vendite, progetti e fatturazione – pensata in particolare per un settore ad alto tasso di innovazione come quello della comunicazione e del marketing, in cui è cruciale monitorare, organizzare e gestire in modo integrato e coerente ogni fase, dalle attività di contatto fino alla finalizzazione e fatturazione dell’ordine.  Tutto questo insieme ad un prezzo estremamente accessibile, ad un’interfaccia semplice e intuitiva e ad un servizio di assistenza 100% gratuito, in italiano.

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Promozioni Speciali Riservate a Te che Fai Parte della Community del Mashable Social Media Day Italy + Digital Innovation Days!

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Copernico, la più grande piattaforma per lo smart working d’Italia, con ben 8 building solo su Milano, più Torino e Roma, offre ai suoi clienti tantissimi servizi tra cui ristorante, parco, lounge, teatro e palestra.

Copernico offre dei piani membership declinati in tre possibilità d’uso:

Puoi usufruire di uno sconto del 15 % sul pacchetto Membership Cross usando il codice sconto SMDAYIT.

 

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Con la video presentazione animata SORPASSA la concorrenza!

Per la community di #SMDAYIT + #DIDAYS uno sconto speciale del 15% indicando il codice sconto SMDAY18 in fase di contatto.

 

Il Gruppo MiniHotel ha una storia alle spalle di circa 70 anni di impresa, frutto della visione di un imprenditore, Edoardo Cocini, delle sue intuizioni e dei suoi valori.

Il Gruppo MiniHotel comprende 5 Hotel:
Hotel Tiziano
Hotel Portello
Hotel La Spezia
Hotel Ornato
Hotel Aosta

Grazie alla partnership tra Mashable Social Media Day e Gruppo MiniHotel, la community di #SMDAYIT + #DIDAYS ha uno sconto del 15% sui soggiorni presso alcune delle strutture*.

COME USUFRUIRE DELLO SCONTO:
1. Visita il sito www.minihotel.it
2. Scegli uno tra gli hotel convenzionati*
3. Clicca su “Prenota”
4. Inserisci il codice SMDAY18 nel campo “Special Code”

*Strutture convenzionate: Hotel Tiziano, Hotel La Spezia, Hotel Portello, Hotel Ornato.

CONDIZIONI:

  • Offerta valida per soggiorni del 17 al 21 Ottobre 2018
  • La prenotazione non è cancellabile
  • Colazione inclusa / esclusa Tassa di Soggiorno
  • WiFi gratuito
  • Offerta prenotabile fino al giorno prima della data d’arrivo

Per maggiori informazioni serravalle@minihotel.it

 

Housers è il primo crowdfunding immobiliare nato in Spagna nel 2015. È la piattaforma di risparmio e investimento che ha rivoluzionato le regole del gioco rendendo possibile la democratizzazione degli investimenti in attivi tangibili. Oggi, grazie ad Housers, decine di migliaia di investitori possono garantirsi un futuro e ottenere il massimo rendimento sui propri risparmi con una semplicità e una diversificazione come mai avresti immaginato prima.

Housers Italia ha saputo creare un’opportunità unica all’interno del mercato immobiliare. Ogni persona, infatti, può investire in immobili in tutta Europa, direttamente dal proprio PC, e ottenere un rendimento costante derivante dai canoni di affitto e una rivalorizzazione futura della proprietà alla vendita.

Con il codice promozionale HOUSERSMASHABLE puoi iscriverti gratuitamente al sito housers.it e ottonere un bonus di 25€ dopo il tuo primo investimento.

 

MiMoto lo scooter sharing elettrico che rivoluziona il concetto di mobilità urbana, con i suoi pratici e-scooter da prenotare tramite Aoo senza vincoli di stazioni di ricarica.

MiMoto conta di avere entro la fine del 2018 una flotta di 500 e-scooter, il servizio è disponibile a Milano.

Per la community di #SMDAYIT + #DIDAYS, MiMoto metterà a disposizione:

  • 10 e-scooter saranno presenti nell’area di IULM durante le date dell’evento
  • sconto speciale sull’attivazione, 0,99€ invece di 9,90€
  • 15 minuti di corsa gratis

 

DriveNow è il carsharing service di BMW, presente in 9 paesi europei con 6 mila veicoli, a Milano è presente con 500 nuove BMW e MINI, di 8 modelli diversi.

DriveNow garantisce la presenza di auto (BMW e MINI) a copertura dell’evento nelle vicinanze di IULM Open Space.

Per la Community di #SMDAYIT + #DIDAYS già iscritti a DriveNow, in regalo minuti di utilizzo presentandosi al banchetto DriveNow.

 

Devi inaugurare il tuo negozio, fare una festa o un evento aziendale oppure ti servono foto per l’evento di qualche tuo cliente?

Hai appena ristrutturato casa e vuoi affittarla o venderla oppure sei un architetto e vuoi far vedere il tuo lavoro?

Vuoi far vedere i concerti che organizzi oppure fai parte di una band e ti servono foto delle nostro esibizioni?

Se hai risposto SI ad almeno una delle precedenti domande, Sara Soldano può aiutarti.

Per la community di #SMDAYIT + #DIDAYS è previsto uno sconto speciale del 10%, basta scrivere a sarasoldano@gmail.com con oggetto “MashableYo” per ricevere lo sconto.

 

Teamleader è una soluzione integrata e modulare per il CRM, la fatturazione e la gestione dei progetti. Teamleader CRM si interfaccia con i vostri software aziendali, facendovi risparmiare tempo e denaro.

Esperto di tecnologia o principiante assoluto? Nessun problema, abbiamo pensato a tutti. Teamleader è un CRM facilissimo da usare, paghi solo ciò di cui hai bisogno. Abbonamento da 25€ al mese con due utenti inclusi.

Con Teamleader puoi:

  • centralizzare tutti i tuoi contatti
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  • creare e inviare fatture in pochi click
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Il Gruppo MiniHotel ha una storia alle spalle di circa 70 anni di impresa, frutto della visione di un imprenditore, Edoardo Cocini, delle sue intuizioni e dei suoi valori.

Nei primi anni ‘80 vengono avviate le prime iniziative alberghiere e nasce allora il marchio “MiniHotel”, una catena di Hotel di medio-piccole dimensioni, ma con tutte quelle comodità e standard di qualità proprie di un albergo di alto livello.

Una delle caratteristiche vincenti del progetto fu la scelta di non aggregare l’attività di ristorazione, concentrandosi sull’evoluzione in atto nella ricettività alberghiera; il grande pregio di Edoardo Cocini fu quello di avere forte sensibilità e un “sesto senso”, intuendo l’evoluzione delle diverse attività economiche in generale. Dotato di una visione che anticipasse i tempi e cogliesse bisogni futuri, ha saputo spingersi oltre e costruire la realtà esperienziale che oggi viene portata avanti nell’ambito familiare.

Storie e tradizioni vengono tramandate come spesso accade nel corso del tempo, in questo caso ben tre generazioni si sono alternate con la stessa passione diventata stile di vita, spirito di accoglienza ed ospitalità.

Il desiderio di offrire sempre il meglio ha fatto sì che nel 2015, in occasione dell’Expo, Il Gruppo Mini Hotel rinnovasse gli ambienti, con una ristrutturazione negli arredi e nella decorazione interna delle camere, con progetti freschi e spesso accattivanti, allineando l’intera immagine del Gruppo.

Le atmosfere e i momenti vissuti con Gruppo Mini Hotel e con il fidato consolidato staff continuano a scrivere ogni giorno la loro storia.

Il Gruppo vanta oggi cinque hotel e quattro residence, posizionati nei punti nevralgici della città di Milano, ideali non solo per turismo e business ma per immergersi nell’autenticità di un luogo  dove cultura, innovazione e tradizioni si fondano nella storia di un territorio e dei suoi abitanti che li ha visti nascere ed evolvere nel tempo.

La filosofia del Gruppo si fonda su tre punti cardine dell’ospitalità: il servizio, con una ricerca continua di efficienza ed un innalzamento degli standard qualitativi offerti agli ospiti, la location di ciascuna struttura posizionata strategicamente per ogni tipo di esigenza, la passione delle persone che quotidianamente si dedicano alle attività del Gruppo.

La sensazione familiare di riconoscersi, il comfort e la rassicurazione di sentirsi accolti, si riassume perfettamente nel loro claim:

“Benvenuti a casa” !

Scoprite il Gruppo Mini Hotel!

Hotel Tiziano

In una delle zone più esclusive ed eleganti della città, c’è una Milano bellissima e nascosta, con un’oasi verde immersa nel quartiere business della città.
Il suo parco privato di circa 4000 m regala momenti di tranquillità, lontani dal ritmo frenetico di Milano.

Hotel Portello

Business e shopping: ci troviamo nel cuore di Milano.

A due passi dalla Fiera Milano City, MiCo, City Life Shopping District, via Marghera e Corso Vercelli, posizionato in uno dei quartieri più esclusivi della città, con bar, ristoranti e prestigiosi negozi.

Hotel La Spezia

Flessibilità, comfort ed eccellenti servizi per gli eventi business, grazie alla sua posizione strategica, ma anche leisure perché in prossimità di una delle zone più ricche di fascino di Milano, i Navigli con la Darsena, che la recente ristrutturazione ha portato a nuova vita.


Hotel Ornato

Tra il quartiere Niguarda, con il suo Parco Nord vero polmone verde, ed il quartiere Bicocca, in costante evoluzione, diventa Top location di Milano Nord: evoluzione, rapidità, movimento alle porte di Milano.

Hotel Aosta

A Milano e vicino a…dove vuoi tu! In stazione centrale, punto di arrivo e di partenza.
Location pensata per quei viaggiatori alla ricerca di una soluzione pratica ma che desiderano un alto livello di qualità dei servizi, sia che si tratti di un viaggio di piacere, che business.

 

 

Scritto da Rossella Guido


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Creare contenuti su Snapchat risulta abbastanza semplice. La prima cosa che appare quando apri l’applicazione, infatti, è proprio la fotocamera: ti basta cliccare un pulsante per scattare una foto o registrare un video et voilà! il gioco è fatto. La collezione delle immagini e dei video (snap) pubblicati ha un ciclo di vita di 24 ore e va a formare quella che viene definita “storia”.
Con l’introduzione delle storie, Snapchat ha di fatto inventato un vero e proprio linguaggio basato sull’immediatezza e sul flusso, un modo di comunicare online che si è sostituito al concetto – tipico degli altri social media – di accumulazione di contenuti e informazioni all’interno di un “profilo”.
Da un lato la volatilità dei contenuti su Snapchat crea un’urgenza (guardare le storie prima che spariscano una volta trascorse le 24 ore), dall’altro lato emergere nel grande mare dei social media e portare le persone a seguire dall’inizio alla fine i nostri contenuti diventa una vera e propria sfida.
Vediamo, quindi, 3 consigli tecnici che ti aiuteranno a migliorare la creazione di storie su Snapchat e aumentare il tempo di visione, invogliando il tuo pubblico a seguirti dal primo all’ultimo snap.
1. Crea più storie di breve durata
Anziché creare snap in continuazione per tutto l’arco della giornata (una storia che inizia quando ti svegli la mattina e finisce quando vai a letto la sera) focalizzati sul creare più storie di minor durata. Dividi la narrazione e crea micro storie che abbiano un inizio, uno svolgimento e una conclusione.
Secondo una ricerca di Snaplytics: [http://blog.snaplytics.io/followers-on-snapchat-are-watching-less-of-your-content/]
– le storie composte da massimo 10 snap sono seguite dall’inizio alla fine dall’85% delle persone, il che vuol dire che su 100 persone 85 ti seguiranno dal primo all’ultimo snap;
– le storie composte da 11 – 20 snap sono seguite dall’inizio alla fine dall’80% delle persone;
– le storie composte da 20 – 30 snap – che durano, in media, più di 4 minuti – sono seguite dall’inizio alla fine solo dal 66% delle persone.
Più aumenta il numero degli snap che pubblichi, più aumenta la durata della tua storia e più diminuisce la possibilità che le persone ti seguano dall’inizio alla fine.
Il primo consiglio è, quindi, di mantenere le tue storie sotto i 10 snap. Ciò non vuol dire che creando storie più lunghe tu non riesca a mantenere alta l’attenzione di chi ti segue: tutto dipende da quanto la tua community è affezionata e interessata a ciò che stai raccontando, nonché dal modo in cui lo racconti.
Credo però nel rispetto del tempo delle persone e, soprattutto, mi chiedo sempre: “Che ruolo ha il mio snap all’interno della storia che sto raccontando? Il contenuto del mio snap è rilevante per il mio pubblico?”.
Se la risposta è negativa, ti consiglio di eliminare il superfluo.
2. Utilizza i primi snap per catturare l’attenzione
Su Snapchat l’attenzione si gioca tutta nei primi 2-3 secondi, quando le persone decidono se sono interessate o meno allo snap che hanno davanti.
In generale i primi snap sono determinanti per catturare l’attenzione del pubblico e personalmente utilizzo due tecniche: introdurre l’argomento senza svelare troppo oppure fare qualcosa di inaspettato e che incuriosisca.
Un’altra tattica interessante è quella di Al Jazeera English [https://digiday.com/uk/al-jazeera-learned-posting-snapchat-stories-30-countries/], la quale consiste nel creare uno storyboard per pianificare in anticipo l’introduzione delle storie: snap brevi, che alternano immagini e video e che funzionano da apripista per lo sviluppo dei successivi contenuti che vengono lasciati all’improvvisazione e all’immediatezza.
3. Supporta la narrazione con i testi
1 utente su 3 guarda le storie di Snapchat senza il volume attivo [https://www.wsj.com/articles/snapchat-says-more-than-two-thirds-of-video-ads-play-with-sound-on-1465466400]. Questo accade per svariate ragioni, come semplicemente il fatto di essere in un luogo pubblico e non avere le cuffiette.
In questo senso i testi assumono un ruolo fondamentale per guidare il pubblico alla comprensione della tua storia. Citando ancora il caso di Al Jazeera English, l’uso dei testi ha portato ad aumentare dal 45% al 90% la percentuale delle persone che seguono le storie dall’inizio alla fine.
Una tattica che utilizzo personalmente – e che ti consiglio se vuoi sfruttare al massimo il potere dei testi – è evidenziare le parole chiave dello snap cercando di far comprendere anche a chi utilizza Snapchat senza l’audio che cosa sto raccontando.
Questi consigli possono darti qualche spunto per migliorare la creazione delle tue storie. Per saperne di più ti aspettiamo sull’account ufficiale del Mashable Social Media Day @smdayit_didays [http://snapchat.com/add/smdayit_didays] dove potrai restare aggiornato sul mondo di Snapchat e, soprattutto, potrai scoprire in anteprima tante news esclusive sull’evento.

 


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I diffusori wireless premium dal suono straordinario a 360º, profondo e straordinariamente potente

Sono arrivati negli store i nuovi diffusori Bluetooth SoundLink® Revolve e SoundLink® Revolve+ di Bose.

Il design è completamente rinnovato per assicurare un suono omnidirezionale e avvolgente, gli speaker Revolve diffondono un suono profondo e sorprendente a 360° – a partire da una case in alluminio senza giunture.
“Quando il primo diffusore della famiglia SoundLink® è stato lanciato, ha subito conquistato il mercato – spiega Glenn Gomes-Casseres, wireless speaker product director di Bose – Non volevamo fermarci soltanto a migliorarne le capacità audio. Il nostro intento è stato quello di riuscire ad apportare una trasformazione che lasciasse il segno, al punto da riprodurre una sola canzone per sentire il miglior suono mai generato da uno speaker di quelle dimensioni”.
Gli ingegneri di Bose hanno ripercorso la fase progettuale da zero, per poter ridefinire il rapporto tra le dimensioni, il suono e la potenza della batteria. È stato inoltre sviluppato un pacchetto acustico interamente nuovo, successivamente abbinato a una case in alluminio monoblocco a forma cilindrica.
I diffusori SoundLink® Revolve non hanno una parte frontale e una posteriore e non devono essere rivolti a favore di una direzione specifica. Questa linea di prodotti include al suo interno una combinazione di radiatori passivi opposti, potenti e ultra efficienti trasduttori contrapposti e un nuovo deflettore acustico brevettato.
Grazie all’integrazione di un “pressure trap” per eliminare la distorsione, il risultato è sorprendente. Il suono si diffonde uniformemente in tutte le direzioni, con bassi ricchi e profondi e senza punti deboli e interruzioni di frequenza, tipici dei più convenzionali diffusori a 360º. Qualsiasi sia la sua collocazione, che sia al centro della stanza o vicino a una parete, il diffusore SoundLink® Revolve è in grado di garantire la stessa esperienza d’ascolto a qualsiasi utente. La musica è diffusa, nitida, e se lo si desidera, straordinariamente potente.

Entrambi i modelli Revolve sono adatti sia all’ambiente casalingo, sia a quello esterno. I dispositivi sono dotati di certificazione IPX4 che ne assicura la resistenza a eventuali schizzi di acqua a bordo piscina, spruzzi o dalla pioggia, mentre il case in alluminio li rende resistenti a urti, cadute e movimenti bruschi. L’attacco universale filettato appositamente allocato sul fondo di ogni modello ne rende facile il montaggio su un treppiedi, utile ad esempio per un comodo ascolto in cortile o durante un party all’aperto.

Il nuovo diffusore SoundLink® Revolve misura 15,2 x 8,2 cm, e
pesa solamente 0,66 Kg e grazie alla batteria ricaricabile agli ioni di litio consente fino a 12 ore di riproduzione. Il diffusore

SoundLink® Revolve+ è leggermente più grande, per garantire maggiori prestazioni, con una dimensione di 18,4 x 10,5 cm, un peso di 0,9 Kg e una batteria che offre fino a 16 ore di riproduzione. Entrambi i modelli consentono il pairing NFC e un set-up intuitivo grazie a comandi vocali in diverse lingue. Il vivavoce integrato consente di ricevere le chiamate e accedere a Siri e Google Now™ direttamente dal diffusore.

L’App Bose Connect consente inoltre di sincronizzare contemporaneamente due diffusori SoundLink, anche di modello differente, a partire dal nuovo SoundLink Color II, permettendo così di passare a un ascolto in modalità stereo, grazie a un pairing destra-sinistra o alla nuova modalità party, che permette di riprodurre lo stesso brano su due diffusori contemporaneamente.

I diffusori Bose SoundLink® sono riconosciuti da anni a livello mondiale come standard per uno streaming audio di qualità da mobile. SoundLink® Revolve e SoundLink® Revolve+ rivoluzioneranno la prossima generazione di diffusori, proprio grazie all’ossessione per la qualità del suono che ha reso tutto ciò possibile e che ha dato vita al diffusore wireless premium più piccolo di sempre.

I diffusori SoundLink® Revolve Bluetooth® e SoundLink® Revolve+ Bluetooth® sono già disponibili per i preordini nei i Bose store, sul sito Bose.it e presso i rivenditori autorizzati.