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Il nuovo sistema Instagram Creator Accounts, è rivolto in particolare agli influencer e ai personaggi pubblici con un alto numero di follower. Con questa nuova funzionalità si danno gli strumenti che consentono di utilizzare meglio la piattaforma per le proprie esigenze. Importante è la possibilità di attingere facilmente ai propri dati e connettersi meglio con il proprio pubblico.

Sembra infatti che questo piccolo gruppo di tester, abbia attualmente accesso a funzionalità specifiche per aiutarli a tracciare la crescita dei loro account. Si parla ad esempio della possibilità di analisi dei follow e degli unfollows (cosa molto utilizzata tra gli amanti dei bot). Gli approfondimenti forniranno loro un’immagine più chiara delle prestazioni dei loro contenuti.

I primi 50 influencer di Instagram da soli hanno 3,1 miliardi di follower, quindi non dovrebbe essere una sorpresa che Instagram voglia iniziare a fornire servizi a questi utenti di alto profilo.

Instagram era inizialmente solo un luogo in cui le persone potevano caricare immagini e condividerle tra loro. Tuttavia, in un modo simile alla traiettoria seguita da YouTube, Instagram è diventato un centro di contenuti. Ora ci sono persone che lavorano esclusivamente alla creazione di contenuti per Instagram.

Secondo alcune stime, il marketing di influencer prevede un valore di più di 10 miliardi di dollari entro il 2020 . Molti inserzionisti si rivolgono agli influencer perché considerano Instagram una piattaforma seria per guidare le vendite. Pertanto, non sorprende che la stessa abbia creato oggi strumenti orientati ad aiutare gli influencer a raggiungere un pubblico più ampio restando in contatto con chi li segue.

Secondo Holywood Reporter, questa nuova funzionalità chiamata appunto Instagram Creator Accounts, “è pensata per i talenti tradizionali, gli influencer digitali e gli artisti che proliferano sulla piattaforma di Instagram”.

Se infatti attualmente, gli influencer non verificati possono condividere dati con le aziende solo grazie all’impegno dei report delle Storie catturate con il semplice screenshot dal cellulare, ora potrebbe arrivare la svolta. Sembra infatti che questo nuovo sistema, consenta agli utenti, di condividere statistiche con i brand e dal lato dei marchi, permette loro di sapere come è il loro pubblico di riferimento e ciò che piace.

Nel dettaglio quindi, le funzionalità più importanti che permetterebbe Instagram Creator Accounts sono:

Statistiche sui follower: consentiranno di analizzare facilmente il modo in cui le persone interagiscono con il tuo account. In particolare chi ha iniziato a seguirti e chi ha appena fatto l’unfollow.

Strumenti di messaggistica diretta con filtro: questa nuova funzionalità consentirà di separare i messaggi in ricezione tra letti, non letti o segnalati. Anche le richieste di messaggi potranno venir classificate secondo un’opzione. Infatti le richieste in sospeso potranno essere categorizzate per rilevanza o tempo, in modo da non perdere richieste importanti.

Etichette flessibili: l’ Instagram Creator Accounts da la possibilità di modificare la call to action dell’account (generalmente impostata sulla chiamata o sull’email). Le etichette sui profili potranno infatti essere personalizzabili.

Analisi dei dati: last but not least (e forse una delle cose più importanti) è la capacità per gli Instagram Creator Accounts di creare un’ analisi integrata dettagliata. Questo permette di capire quali storie o post hanno dato migliori risultati e quali invece meno così da ottimizzare i contenuti. I report finali, possono essere scaricati su base giornaliera o settimanale.

Ashley Yuki, product manager di Instagram, ha aggiunto che questa nuova funzione è solo il primo passo nell’obbiettivo più ampio dell’azienda di rafforzare la sua fiducia nel piano di mercato.

Solo il mese scorso, Instagram ha iniziato un sistema di pulizia in tutta la piattaforma al fine di rimuovere i mi piace, i follow e i commenti non autorizzati forniti da app di terze parti. Instagram afferma che tali app violano le sue norme della community e rendono meno sicuri tutti gli account. La piattaforma, utilizzando strumenti di apprendimento automatico, sta identificando ed eliminando attività di coinvolgimento inautentiche.

Tornando al nostro Instagram Creator Accounts, attualmente è in fase di test con un numero limitato di utenti e probabilmente ci si può aspettare che venga lanciato nel 2019. Una cosa è certa.

Sempre più i social media e in questo caso Instagram ti consentirà di monitorare i tuoi dati e numeri in modo sicuro e dettagliato e sempre più i falsi influencer saranno messi alle strette.

 


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I social media sono in continua evoluzione. Le tecnologie rilasciate negli ultimi anni stanno già influenzando fortemente il mercato. Le aziende che forniscono innovazioni stanno comparendo ad un ritmo più veloce che mai, sconvolgendo il mondo della pubblicità come lo conosciamo.

Stare al passo con i cambiamenti e le evoluzioni nelle diverse piattaforme social vuol dire, per gli operatori di marketing, la possibilità di catturare il loro pubblico attraverso una serie di strumenti e tattiche. Importante è senza dubbio l’ottimizzazione dei servizi di Social Media Listening per ampliare la copertura di più Social Media restituendo contenuti veloci e precisi. In questo campo ci viene in aiuto la piattaforma numero uno per l’analisi: Talkwalker.

Ecco allora le principali tendenze sui social media a cui fare attenzione, nell’ormai vicino 2019.

LA COMUNICAZIONE PASSA ATTRAVERSO L’AI

Le aziende che sapranno emergere sono quelle che punteranno a trovare un equilibrio tra intelligenza artificiale ed emozionale. Dalle chatbot all’ottimizzazione degli annunci sui social media, piattaforme come Google, Amazon e Facebook hanno adottato rapidamente l’intelligenza artificiale per migliorare l’interazione con i clienti. I Millennials sembrano essere gli adattatori più rapidi delle esperienze dei clienti basate su chatbot. Secondo Huffington Post, il 60% della popolazione nata dopo il 2000 utilizza già i chatbot e il 71% di chi non lo utilizza, ha affermato che vorrebbero provare a utilizzarne uno. Il 2019 vedrà inoltre l’avvento di WhatsApp come principale canale di social customer service. Con il rilascio dell’API aziendale di WhatsApp nell’agosto 2018, le aziende potranno rispondere gratuitamente ai clienti entro 24 ore. La potenza di WhatsApp è davvero nelle mani dei consumatori. 

MULTIMEDIA SEARCH 

“Alexa, trovami una ricetta per la torta di mele.”

Il crescente uso della ricerca vocale ha reso importante per le aziende ripensare alle loro strategie di marketing digitale nel 2019. infatti, secondo i recenti studi, il 50% di tutte le ricerche riguarderà la ricerca vocale entro il 202 e il 20% delle query mobile su Google sono ricerche vocali. L’Intelligenza Artificiale sta molto migliorando e il numero di errori commessi dagli assistenti vocali come Alexa, Siri e Google è diminuito notevolmente negli ultimi periodi. Tieni presente che sempre più le aziende produrranno contenuti audio nella speranza di ottenere la consapevolezza del marchio. Ciò significa che potrai acquistare spazio pubblicitario vocale, ad esempio Google AdWords, ma per gli altoparlanti di casa.

L’IMPATTO DELLA REALTA’ AUMENTATA E DELLA REALTA’ VIRTUALE

L’utente di oggi vuole essenzialmente due cose: essere coinvolto e partecipare attivamente alla comunicazione di marca. Le realtà aumentate e quelle virtuali (AR e VR) possono soddisfare entrambe queste esigenze, offrendo ai marchi enormi opportunità nel campo dell’esperienza del cliente. Le realtà virtuali e aumentate stanno diventando sempre più comuni come uno strumento di marketing per i marchi. Si suppone che il mercato VR e AR valga 27 miliardi di dollari. Si prevede che in soli quattro anni raggiungerà addirittura le dimensioni di 209,2 miliardi di dollari. Ma non solo realtà aumentata ma anche realtà virtuale e in particolare ricerca visuale, in cui gli utenti possono caricare un’immagine per condurre una ricerca e ottenere risultati più specifici. Google Lens è un motore di ricerca visuale di Google, che riconosce visivamente oggetti, punti di riferimento e altre cose attraverso un’app per fotocamere (attualmente disponibile solo su alcuni dispositivi mobile). Pinterest (di cui sentiremo molto parlare nel nuovo anno), è da poco uscito con Lens , un nuovo strumento di ricerca visuale che consente agli utenti di scattare una foto di un oggetto per scoprire dove acquistarlo online, cercare prodotti simili o vedere le bacheche di articoli correlati.  

STREAM, STREAM E ANCORA STREAM

Sebbene il presente sia dominato da Netflix e Amazon nella divulgazione di contenuti streaming, sulla linea di partenza per i servizi di streaming del nuovo anno troviamo anche Facebook e Snapchat, pronte ad ampliare la loro offerta di contenuti video con contenuti originali. Apriamo qui una parentesi anche sullo streaming live che porta i canali video su un altro livello. Lo streaming live aiuta i professionisti del marketing non solo a dare ai potenziali clienti uno sguardo intimo a ciò che sta succedendo, ma anche a offrire un naturale invito all’azione. Un’approccio più intimo e vicino al marchio di riferimento.

PROTAGONISTE LE MICRO INFLUENCER 

Elemento predominante in questo 2018, che ritroveremo in crescita nel nuovo anno, saranno le campagne di Influencer marketing che continueranno con meno celebrity ma più micro Influencer. Fra l’altro, i brand amano lavorare con loro anche perché sono più facili da gestire e costano meno. Il loro essere così simili alle persone a cui si rivolgono li rende affidabili, familiari, ma soprattutto credibili. Il monitoraggio delle campagne è sicuramente rilevante per capire bene come muoversi a seconda del pubblico di riferimento. In questo caso ci viene in aiuto la nuova piattaforma Influencer One che ci permette di seguire ed analizzare tutte le fasi di relazione con gli influencer.

CAMBIAMENTI PER IL CUSTOMER JOURNEY 

Nel 2019 i social come Facebook e Instagram rappresenteranno il primo touchpoint per l’acquisizione del cliente. Facebook Messenger permetterà l’acquisto diretto  e così succederà anche per le Instagram stories dove le persone acquisteranno attraverso le DM…il social media marketing sarà come mai prima un elemento imprescindibile per le vendite. Social Selling infatti non significa vendere direttamente sui social network ma costruire una solida reputazione, usare cioè i canali social per creare frequenti punti di contatto e di interazione. I social media hanno cambiato gli utenti e gli utenti hanno permesso ai social media di evolvere in funzione delle necessità delle persone. Questo di conseguenza, ha stravolto la natura del processo di acquisto, da diretto a consulenziale. Sempre più aziende puntano a negozi pop-up e ad eventi presentativi che diventano così popolari se progettati con l’intenzione di essere condivisi sui social media.

BRAND PURPOSE

“Due terzi dei consumatori compreranno o boicotteranno un marchio a causa della sua posizione su un problema sociale o politico” ( Edelman 2018)

Come fai a fare la differenza in modo credibile? Quali sono le aree rischiose e quelle sicure da esplorare per i brand? Come scegli le giuste cause che riflettono i valori del tuo marchio e dei consumatori? In quest’epoca, comprare significa sostenere un marchio, soprattutto per quello che rappresenta. La gente si aspetta sempre più che i brand influenti forniscano qualcosa che va oltre il prodotto o servizio che offrono e promuovono. Le marche devono giocare la loro parte nella società, nella cura per le persone e il pianeta, e instillare, esprimere e ispirare un insieme di norme e valori. 

FUTURO ALLA GENERAZIONE Z

I giovani (anzi giovanissimi visto che comprendono i ragazzi tra i 15 e i 20 anni) della Generazione Z sono il target del futuro, quello che nei prossimi anni influenzerà di più le strategie di digital marketing delle aziende. È la prima generazione mobile-first della storia, che dà un’importanza centrale alla personalizzazione e alla rilevanza. I giovani della Generazione Z utilizzano una media di cinque dispositivi (contro i 3 dei Millennials): smartphone, desktop, notebook, TV e tablet o iPod. E’ su questa generazione che dovremo avere sempre un occhio di riguardo.

TWITTER IN RINASCITA

Twitter sta morendo? Tutt’altro, infatti si appresta a diventare più settoriale che mai. Come ci ha più volte sottolineato Luca Rallo durante i Social Media Days, “Twitter è morto, solo per chi non lo sa usare” quindi se pensate che non ne valga più la pena, vi consigliano di riprenderlo in mano perché ci saranno rilevanti novità in arrivo per il nuovo anno.

DATA TRANSPARENCY

Visti i trascorsi di questo 2018 e di tutto lo scandalo Cambridge Analytica è sicuro che nel 2019, temi come la sicurezza dei dati saranno al centro dell’attenzione. Avremo i primi effetti della GDPR in vigore ormai da qualche mese e sempre più le aziende dovranno organizzare i loro registri interni per adattarsi ai nuovi regolamenti.

FOCUS SUL CONVERSION RATE

Credo che nel 2019 più piccole e medie imprese si rivolgeranno a soluzioni di monitoraggio digitale e software per misurare l’impatto delle campagne PPC, poiché è giunto il momento di misurare il costo per conversione, non il costo per clic. I brand partiranno da esaustivi data set per definire la strategia e per portare avanti le attività day-by-day.

OBIETTIVO ALLA CRESCITA COSTANTE NEL TEMPO

Tutte le diverse tendenze sopra menzionate identificano in modo efficace gli aspetti principali per creare relazioni più coinvolgenti con i consumatori sui social media, il che a sua volta potrebbe aiutare il tuo marchio ad aumentare la sua presenza organica online, in un lavoro che punta al lungo termine.

Adesso che abbiamo scoperto cosa ci aspetta per l’anno nuovo, dobbiamo pensare come sfruttare al meglio la strategia digitale per il 2019!

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Non è un segreto,  Facebook conosce quasi tutto ciò che facciamo online e ancora peggio è il fatto che Facebook non dimentica mai (così come quasi tutto il mondo web). 

Lo scandalo di Cambridge Analytica e le successive scuse dell’amministratore delegato  Mark Zuckerberg, hanno attirato l’attenzione di tutti su una caratteristica poco conosciuta fino ad un anno fa e cioè la possibilità di scaricare tutto ciò che la rete di questo social media conosce su di noi.

Sappiamo bene infatti che Facebook memorizza praticamente ogni singola interazione che hai avuto da quando ti sei iscritto, incluso ogni volta che hai effettuato l’accesso, i tuoi amici, la tua città, gli eventi ai quali sei stato invitato, ogni volta che hai inviato o ricevuto un messaggio, gli annunci in cui hai fatto clic, un elenco delle persone che segui, ogni singolo aggiornamento di stato e molto altro ancora.

Ecco quindi una guida su come scaricare il tuo archivio personale di informazioni e scoprire tutto ciò che il social conosce su di te. Questo potrebbe esserti utile, specialmente se hai intenzione, come sta succedendo a molti ultimamente, di chiudere Facebook e portare con te alcuni di quei ricordi.

È sorprendente sapere quanti dati ci sono racchiusi dietro ogni singolo utente.

Se sei curioso di scoprire il tuo storico, ti serviranno solo un paio di click e un po ‘di pazienza, di seguito ti spieghiamo come.

Come scaricare il tuo archivio di Facebook

Come abbiamo appena detto è possibile scaricare il proprio archivio storico da Facebook. 

Ecco come:

  • Vai su facebook.com/settings
  • Tocca la terza sezione che trovi sul lato sinistro con la dicitura “le tue informazioni su Facebook”
  • Tocca visualizza dall’area “scarica le tue informazioni”
  • Qui puoi decidere di restringere la selezione ad un solo arco temporale o a tutto il tuo storico
  • Nella parte sottostante puoi includere o escludere delle parti di tuo interesse (post, foto e video, mi piace e reazioni, amici, …)
  • Decidi il formato (html o Json) e la qualità dei contenuti multimediali (alta, media o bassa)
  • Potrebbero essere necessari alcuni minuti
  • Quando la nuvoletta scrive che il file è pronto, fai nuovamente clic su “scarica archivio” e il file zip verrà scaricato sul tuo computer
  • Sfoglia l’archivio aprendo ogni file all’interno della cartella

Pensa che quello che troverai è un’intera storia della tua vita su Facebook.

Puoi usarlo come una copia del tuo profilo da tenere se hai intenzione di lasciare il social network o puoi usarlo anche solo come promemoria di quanto Facebook sa di te.

Un paio di anni fa, probabilmente questi dati non sarebbero stati utili a molti utenti di Facebook. Dopo tutto, elenchi di amici e registri di chat sono stati creati negli anni da noi stessi. 

Ma sulla scia dello scandalo di Cambridge Analytica, e in mezzo al movimento #DeleteFacebook, vedere questi dati potrebbe essere sufficiente per fare in modo che almeno alcuni dei due miliardi di membri di Facebook ci pensino due volte prima di continuare a usarlo.

 


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Facebook non si ferma mai ed ora è pronto a stupirci con le foto in 3D. Precisiamo subito che non sono delle vere e proprie foto in 3d in quanto l’immagine non sarà visibile da tutte le angolazioni ma semplicemente si potranno “muovere” spostando lo smartphone o il puntatore del mouse. Tutto nella sensazione di avere il soggetto davanti ai propri occhi e la percezione di osservare una maggiore profondità di campo.

Come in tutte le belle storie ci sono però delle limitazioni

Infatti, spiegano gli sviluppatori al servizio di Mark Zuckerberg, essenziale è possedere un dispositivo con la doppia fotocamera (sarà poi cosa secondaria ma di rilevante importanza l’acquisizione dell’immagine con la proprietà ritratto o portrait).

In questo modo le immagini catturate, grazie all’intelligenza artificiale di Facebook, mantengono una netta separazione tra i soggetti in primo piano, quelli in secondo piano e sfondo.

Ovviamente ci sono dei limiti, è richiesta sempre una certa distinzione tra sfondo e soggetto in primo piano (non vale fotografare una fragola rossa davanti ad una parete rossa, per intenderci).

L’altra nota dolente è che per il momento, gli stessi programmatori, menzionano esclusivamente terminali iOS.

Se entrambi non sono problemi che vi riguardano, allora vi basterà semplicemente procedere a caricare la vostra foto in 3d.

Una volta scattata la foto con la modalità ritratto, aprite Facebook e cliccate su «crea un nuovo post». Tra i comandi dovrebbe apparire Foto 3D (nel caso non vedete la scritta, aggiornate l’app all’ultima versione). Fatto questo il social avrà accesso alle nostra galleria e ci indicherà gli scatti a cui è possibile applicare la modalità tridimensionale. Scegliete la foto che vi interessa e condividetela.

L’effetto 3D dato alle vostre foto si basa completamente su un sistema di riconoscimento tra sfondo e primi piani. La doppia immagine rielaborata dall’app andrà a creare un effetto di percezione definito parallasse, che permetterà a Facebook di creare una sorta di «illusione» senza bisogno di occhialini.

Scorrendo all’interno dei feed di Facebook si noteranno foto un po’ diverse: semplicemente inclinando lo smartphone si vedranno nelle immagini l’effetto descritto, che dona alla foto più profondità.

La nuova funzionalità, vuole sottolineare Facebook, è in fase di distribuzione graduale e sarà raggiunta da tutti i dispositivi compatibili nell’arco delle prossime settimane.

Provare per credere.


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Sotto il sole di luglio, riparte il #SMDAYITONTHEROAD! Questa settimana, facciamo tappa a Milano per conoscere Patrick Abbattista, CEO di DesignWanted, nostro media partner per la prossima edizione del Mashable Social Media Day Italy!

 

  • Oggi Design Wanted è una piattaforma con una community di oltre 300 mila follower. Facciamo un salto indietro nel tempo, com’è nata l’idea e quali sono stati i primi passi che hai fatto per realizzarla?

Sono arrivato al Design totalmente per caso. Nel 2008 re-incontrai un amico di infanzia, con cui ero all’asilo e che non vedevo da circa 20 anni. Mi parlò del suo blog di design, me ne innamorai e decisi di dargli una mano lato marketing, che era poi la mia formazione.

Dopo 7 anni, decisi di ripartire da zero – ottobre 2015 – lasciando a lui il progetto e reinventandomi con una nuova realtà: DesignWanted.

A differenza della prima iniziativa, focalizzata sulla selezione dei progetti di design, DesignWanted ha unito la mia neonata passione per il design con le mie competenze di marketing. L’idea di fondo era ed è supportare i designer su ciò in cui sono meno preparati: gli aspetti di marketing e business.

 

  • Quali sono le principali difficoltà che hai dovuto affrontare per far crescere la piattaforma?

Considerato che lasciando il progetto precedente feci un parziale salto nel buio, la primissima preoccupazione che avevo era ricostruire la community che avevo precedentemente e la rete di collaborazioni internazionali che avevo messo in piedi in 7 anni di attività.

All’inizio, oltre al mio nome e al nuovo brand, non potevo contare su molto altro. Ero alla ricerca di una leva che mi potesse riportare all’attenzione dei big dell’industria del design.

 

  • Quanto occorre investire in termini di risorse ed energie per creare una piattaforma di successo?

Dal punto di vista monetario, non ho investito molto. Con circa mille euro sono riuscito a costruire una community che oggi conta oltre 400mila persone. Ho applicato quelle che chiamano tecniche di growth hacking nel periodo migliore di Instagram.

Lato competenze, invece, ho speso intere notti a studiare, mentre il giorno lo dedicavo alla pratica. Corsi su corsi, test su test, per trasformare Instagram in quella leva che cercavo, scoperta grazie a un amico, Stefano Mongardi.

Ero a casa con un ginocchio rotto, fermo a letto. Feci il suo corso, mi convinse, e decisi di ripartire da lì.

Non potevo permettermi di sbagliare, per questo ho dedicato anima e corpo e coltivare sia il canale che la community. Dovevo riprendere il passo con ciò che avevo lasciato.

 

  • Chi c’è dietro a DesignWanted? Presentaci il tuo team!

Oltre al sottoscritto, c’è una persona fondamentale in tutti i progetti che ho fatto sino a qui, quindi non solo DesignWanted: Giovanni De Carlo, co-founder, che segue tutti gli aspetti tecnologici.

Giovanni, oltre ad essere uno sviluppatore, è un formidabile problem solver. È grazie a lui se siamo riusciti nel tempo a far evolvere la piattaforma e a rispondere alle esigenze del nostro mercato di riferimento, rimanendo sempre snelli e scalabili. La nostra filosofia, che è poi tipica dei designer, è ‘keep it simple’.

 

  • Quali sono, secondo te,tre designer/creativi italiani che si distinguono per la propria strategia di marketing e comunicazione?

Devo essere sincero. Se penso ai giovani, non vedo un grandissimo dinamismo sul fronte della comunicazione. Questo, in parte, per quello che dicevo prima e che mi ha spinto a creare DesignWanted. I designer sono molto bravi a…disegnare, ma spesso si scordano gli altri aspetti, quelli che li porrebbero sotto i riflettori.

Detto ciò, vorrei citare un’azienda, più che un singolo, ovvero LAGO che, secondo me, è tra le migliori sul panorama Italiano a sfruttare il digital lato comunicazione.

Un altro esempio è un designer/creativo che, in realtà, fa più il manager: si tratta di Mauro Porcini, attualmente a capo del Design di PepsiCo. Mi piace sia per il boost che ha dato Pepsi da quando ricopre il suo ruolo, tra design ed experience design, sia per il tipo di comunicazione personale che fa. Capace di comunicare il mood, lo stile creativoche lo caratterizza.

L’ultima che cito è Virginia Di Giorgio, Siciliana e autrice del brand Virgola, che trovo splendido nella sua creatività e coerenza, visto che lo seguo da diversi anni. Grazie alla bellezza delle sue opere, oggi conta un seguito di 130mila persone solo su Instagram, e vende in tutto il mondo le sue creazioni e collaborazioni (https://www.instagram.com/virgola_)

 

  • Cosa ti ha spinto a diventare media partner di un evento come il Mashable?

Ad oggi, rappresenta l’evento più importante nel mondo digital Italiano. Riunisce realtà diverse, da spazio a case history assai interessanti ed è un palco prestigioso. In Italia, si sente tanto parlare di Digital, ma sono in pochi ad affrontare la materia in modo serio ed efficace. Ho conosciuto Eleonora Rocca e la passione che mette in questo progetto mi ha convinto a farne parte.

DesignWanted è una canale che parla di Design. Ma in senso ampio, è un progetto di digital marketing che trova le sue radici in un evento come il Mashable. Ho ritenuto sensato farne parte anche per questo.

  • Alla prossima edizione di #SMDAYIT + #DIDAYS sarà dedicato uno spazio particolare a blogger e influencer. Quanto può essere utile per un creativo/designer/architetto la collaborazione con influencer per far conoscere la propria attività? 

Credo sia fondamentale, e non solo perché l’Influencer genera visibilità, ma soprattutto perché qualifica il lavoro del designer o dell’azienda. Se l’Influencer è credibile, e lo si misura anche dalle collaborazioni che ha all’attivo, allora è essenziale che rientri nelle strategie di comunicazione di un qualsiasi business, che sia micro o una multinazionale.

Lo vedo quotidianamente su Instagram. Collaboro con pagine da oltre 1 milione di followers. In totale, siamo un gruppo di Instagrammer da oltre 13 milioni di contatti aggregati. Ci conosciamo quasi tutti. Quando uno di noi posta un progetto, è molto facile che gli altri lo riprendano sulle proprie pagine. Chiaramente, se l’idea è buona. Non si possono fare miracoli J

I designer e i creativi, più in generale, dovrebbero approfittare delle grandissime opportunità offerte da spazi come Instagram. Un’idea di valore può cambiare le sorti dell’autore nel giro di pochissimi mesi. In alcuni casi, settimane. Quando funzionano e piacciono, ci si impiega un attimo a diventare virali.

Da ultimo, un Influencer ha il polso della situazione nella sua nicchia di riferimento. Se consolidato, conosce istintivamente il sentiment della sua community, sa indirizzare l’azienda verso i contenuti che funzionano meglio, l’aiuta a trasformarli in catalizzatori di attenzione e leads. Senza mai perdere di vista i dati, si intende.

Per farti un esempio, sono spesso in contatto con Sarah Wayne Callies,attrice Hollywoodiana (co-protagonista di Prison Break e altri), che di tanto in tanto mi chiede informazioni sui progetti pubblicati. In diverse situazioni, le ho indicato designer o aziende in linea con i suoi gusti. Ed è più facile che indichi realtà che già conosco e con cui collaboro, per il semplice motivo che il loro nome è già nella mia testa.

 

  • Quale futuro sogni per DesignWanted?

Un punto di riferimento per chi si occupa di design. Una tappa obbligata per capire come strutturare un design business e come farlo crescere, per imparare da chi l’ha già fatto. Una fonte di risorse e opportunità imprescindibile per chiunque sia in questo settore.

Voglio che diventi un ecosistema in grado di supportare attivamente sia i designer che le aziende, su scala internazionale, creando opportunità reciproche.

La mia ambizione è che anche il designer che vive nell’angolo più remoto di questo pianeta abbia le stesse opportunità di esprimere il proprio talento di uno che vive a Milano, Londra o New York. Credo nel talento, a prescindere. E la cosa che più mi affascina è l’impatto sociale che il buon Design ha. Non è auto-referenziale, ma migliora effettivamente la vita delle persone.

 

  • Per concludere: c’è qualche domanda che non ti fanno mai a cui vorresti rispondere?

Eheh di solito mi circondo di persone che mi chiedono tutto o fanno osservazioni anche scomode. Amo il confronto.

Comunque, se dovessi trovarne una prima dell’evento, prometto che me la farò direttamente li, un pò alla Marzullo, dai.

Grazie, ci vediamo a Milano!

 

Intervista di Ilenia Dalmasso


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Twitter ha deciso di intensificare i meccanismi di verifica al fine di combattere spam, troll e account dannosi sulla sua piattaforma.

“Ogni giorno, le persone vengono su Twitter per vedere cosa sta succedendo. Una delle parti più importanti della nostra attenzione al miglioramento delle conversazioni su Twitter è garantire alle persone l’accesso a informazioni credibili, pertinenti e di alta qualità su Twitter. Per contribuire a raggiungere questo obiettivo, abbiamo introdotto nuove misure per combattere abusi e troll, nuove politiche contro l’odio e l’estremismo violento, e stiamo introducendo nuove tecnologie e personale per combattere lo spam e gli abusi.

Ma sappiamo che c’è ancora molto lavoro da fare. Gli account non autentici, lo spam e l’automazione dannosa interrompono l’esperienza di tutti su Twitter, e abbiamo  fatto degli sforzi per identificare e prevenire i tentativi di manipolare le conversazioni sulla nostra piattaforma.

Siamo entusiasti di condividere alcuni recenti progressi e nuove misure su come gestiamo lo spam, l’automazione dannosa e la manipolazione della piattaforma.”

L’annuncio è arrivato in via ufficiale in questi giorni sul blog del social. Tra le novità misure di sicurezza e verifica per i nuovi iscritti e l’acquisizione di una start up per combattere i bot.

Cos’ha portato l’amministratore delegato Jack Dorsey a riconoscere che la sua società ha inavvertitamente contribuito a diffondere disinformazione, molestie e manipolazioni tramite bot e account automatizzati.

Twitter da sempre per sua natura si è posta come piattaforma per il libero scambio di informazioni e notizie, una polis mediatica dove tutti possono twittare la propria opinione. Nell’ultimo periodo però Twitter è stato più volte accusato di non tutelare i propri utenti contro Hater e fake news. Un caso clamoroso è stata l’organizzazione non governativa Amnesty International che ha condannato Twitter per non aver tutelato abbastanza l’utenza al femminile. Si aggiunge anche la scoperta che alcuni account russi hanno influenzato l’opinione pubblica sul social durante le elezioni presidenziali americane del 2016.

Vediamo nel dettaglio le contromisure adottate da Twitter.

#1 – Miglioramento del processo d’iscrizione

Per rendere più difficile la vita degli account spam è stata introdotta la richiesta di un indirizzo email o un numero di telefono al momento dell’iscrizione. Tutto per evitare iscrizioni automatiche, le nuove protezioni hanno già preventivato oltre 50.000 registrazioni di spam al giorno.

Per aumentare e garantire la sicurezza dei già iscritti al social è stata introdotta l’autenticazione a due fattori. Invece di inserire solo una password per accedere, sarà necessario inserire anche un codice che viene inviato via SMS. Questa verifica aiuta a essere sicuro di esser l’unico ad accedere al proprio account.

https://twitter.com/TwitterSafety/status/1011685302635671552

 

#2 – Aggiornamento delle metriche dell’account in tempo reale

Lo spam e gli automatismi sono sempre accomunati da comportamenti simili e di massa.

Spesso gli account coinvolti in queste attività vengono catturati con successo dagli strumenti di rilevamento automatico e rimossi dalle metriche dell’utente attivo, poco dopo l’inizio del comportamento sospetto. Twitter ha quindi annunciato che inizierà ad aggiornare le metriche dell’account in tempo quasi reale: ad esempio, il numero di follower di un account o il numero di Mi Piace o Retweet ricevuti su un tweet. Gli account sospetti verranno messi in uno stato di sola lettura, in cui l’account non può interagire con altri o twittare, essi verrà rimosso dalle cifre dei follower e dai conteggi degli ingaggi finché non conferma un numero di telefono.

Inoltre sugli account in questione verrà visualizzato un avviso di sola lettura e che impedisce ai nuovi account di seguirli per aiutare a prevenire l’esposizione involontaria a contenuti potenzialmente dannosi. Twitter sta automatizzando alcuni processi quando emergono attività sospette dell’account, ad esempio tweeting a volume elevato con lo stesso hashtag o utilizzando lo stesso @tag senza una risposta dall’account che si sta citando. Questi test variano in intensità e a un livello semplice possono coinvolgere il proprietario dell’account che completa il processo con semplice reCAPTCHA o una richiesta di reimpostazione della password. Casi più complessi vengono automaticamente passati al team di revisione.

Inoltre Twitter sta sviluppando algoritmi di apprendimento automatico che individuano gli account sospetti, invece di aspettare che un utente reale li segnali. Le misure adottate, secondo i responsabili della sicurezza, hanno ridotto del 10% le segnalazioni, da una media di 25 mila al giorno nel mese di marzo, a circa 17 mila di maggio.

#3 – Acquisizione della start up Smyte

La scorsa settimana twitter ha acquisito Smyte, una startup specializzata in sicurezza. Fondata nel 2014 da Pete Hunt, Julian Tempelsman e Josh Yudaken, ex ingegneri che vantano esperienza in aziende come Google, Facebook e Instagram.

 

 

Smyte aiuta i propri clienti a classificare in tempo reale i comportamenti virtuosi o dannosi sulle loro app. Tra i suoi clienti troviamo Quora, TaskRabbit e Meetup.

“I loro strumenti e processi di revisione si uniranno alle nostre tecnologie che aiutano a mantenere Twitter un posto sicuro. […] Il team Smyte ha affrontato molti problemi che riguardano la sicurezza online e crede nello stesso approccio proattivo che stiamo adottando per Twitter: fermare comportamenti abusivi prima che incidano sull’esperienza di chiunque ”

il team twitter su blog

Ma non è tutto, sono state coinvolte anche applicazioni collegate al social network, ritenute responsabili di circa 130 milioni di tweet spam e di bassa qualità. Sono infatti più di 142 mila quelle cancellate e solo nei mesi di aprile e maggio sono state eliminate 49 mila applicazioni malware al mese.

Dall’inizio di quest’anno è stata rafforzata anche la lotta ai bot: più di 9,9 milioni quelli identificati e rimossi nell’ultimo mese. Infatti, i programmi informatici che inviano messaggi in modo automatico, sono considerati tra i primi responsabili della diffusione di propaganda, anche politica, sui social network.

Come preannunciato sul blog, Twitter non smetterà di investire in questa direzione, con l’obiettivo di sanare la salute pubblica della conversazione sul social.


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Instagram continua a cambiare a un ritmo esponenziale: nuovo algoritmo, nuove funzioni per lo shopping e le stories… E ha appena annunciato IGTV per i video da 1 ora! Ma andiamo con ordine.

Per raggiungere i tuoi obiettivi di marketing della tua azienda, ecco le 5 novità di Instagram del 2018:

Privacy
Quest’anno, anche Instagram sta dando priorità assoluta alla privacy e al benessere dei suoi utenti, rendendo l’app un luogo più sicuro in cui interagire con la famiglia, gli amici e le imprese.

 

  • I bot di Instagram sono ufficialmente morti
  • I Likes da profilo aziendale sono privati
  • Le app che ti aiutano ad analizzare i follower di Instagram o i follower di qualcun altro non funzionano più
  • Puoi pubblicare o eliminare commenti solo con un account personale
  • Puoi pianificare automaticamente i post di Instagram (Questo però non vale per Carousel o video, che dovranno comunque utilizzare il metodo di pubblicazione “notifiche” di Later o un tool esterno a pagamento)
  • Puoi disattivare i post dagli account che segui senza doverli effettivamente ignorare, grazie alla funzione “Muto”


Novità per le Aziende
Era solo una questione di tempo, ma Instagram è finalmente diventata una vera e propria piattaforma di e-commerce con la loro nuova funzione Shoppable Posts, che ora è disponibile a livello globale per gli utenti in 9 Paesi diversi. Sebbene questa funzione fosse limitata a un gruppo selezionato di rivenditori nel 2017, ora che è stata ampliata e disponibile per tutti gli account aziendali Instagram, ci aspettiamo che la tendenza di “fare acquisti su Instagram” diventi un trend in continua crescita.


Se sei una piccola azienda o un editore alla ricerca di un modo semplice per indirizzare il traffico verso il tuo sito web, l’utilizzo di una funzione come Linkin.bio potrebbe funzionare al meglio per te!

È perfetto per indirizzare il traffico dal tuo account Instagram alle tue pagine di prodotto, blog o sito web.

In precedenza, l’unico modo per pubblicare un post organico come annuncio era utilizzare il pulsante “Promuovi” in-app. Dopo il tanto atteso aggiornamento, Instagram ha implementato una nuova funzionalità che consente agli utenti di trasformare i post organici di Instagram esistenti in annunci all’interno di Power Editor e di Ads Manager.

Per il momento non sono ancora supportati:

  • i Carousel
  • le storie
  • i contenuti brandizzati
  • i post di Instagram Shopping

 

Le Stories
Le storie di Instagram stanno diventando strumenti indispensabili per le aziende che cercano di creare contenuti coinvolgenti raggiungendo i loro obiettivi di marketing.
Ecco tutte le funzionalità di quest’anno:


Condividi da Spotify e GoPro
In passato, gli utenti di Instagram dovevano condividere uno screenshot della loro canzone preferita, tuttavia, ciò non costituiva un’ottima esperienza utente poiché i follower non potevano effettivamente ascoltare la canzone.
Ora le copertine per l’album o la playlist che condividi appariranno nelle tue storie con un link sotto il tuo nome per i follower da ascoltare in Spotify.

La condivisione da GoPro è un punto di svolta per i blogger di viaggio che cercano di condividere il loro contenuto in movimento.
“Alcune delle nostre migliori storie accadono in luoghi o in momenti in cui semplicemente non utilizzi il tuo smartphone”, ha dichiarato Nick Woodman, fondatore e CEO di GoPro. “Ora che è più facile condividere direttamente con Instagram Stories, non vediamo l’ora di vedere cosa pubblicherà la community di GoPro.”

Breaking News: Esplora e IGTV
Instagram non ha fornito dettagli sulla data di rilascio, ma afferma che la nuova pagina Esplora è prevista per le prossime settimane, con una nuova funzione: i canali! Questi canali saranno basati sul tuo interesse personale: invece di vedere quali contenuti di Instagram pensi che ti interessano, potrai effettivamente scegliere la categoria di contenuti con cui vuoi interagire.

Il 20 Giugno Instagram ha presentato IGTV, una nuova funzionalità per estendere la durata del video dagli attuali 60 secondi a 60 minuti per i creatori di contenuti e il pubblico in generale.
Attenzione però: la condivisione dei contenuti da 60 minuti sarà possibile solo per chi ha almeno 10k follower, gli altri utenti potranno condividere al massimo 10 minuti.

Instagram ha dichiarato che l’app IGTV sarà disponibile a livello globale nelle prossime settimane su Android e iOS.

Sempre mercoledì, Systrom ha annunciato che Instagram ha 1 miliardo di utenti mensili, contro gli 800 milioni di settembre 2017.

Instagram ha definito la crescita “un risultato importante” dal momento che la community di foto e condivisione di foto è fiorita e cresciuta costantemente dal suo lancio nel 2010.

E tu sei pronto a cogliere le opportunità di questo trend?


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Oggi parliamo del lavoro di freelance, professionisti, nomadi digitali e sturtup connessi ai nuovi spazi e alle agevolazioni messe in atto da Copernico per venire incontro alle esigenze dei suoi smart worker.

Le statistiche indicano che il lavoro autonomo è in costante aumento. Questo perché negli ultimi 10 anni si è assistita in America così come in Europa ad una radicale trasformazione di massa: quella dai lavoratori dipendenti in freelance. 

Un paio di anni fa  un’analisi di Edelman Intelligence per i network Freelancers Union e Upwork aveva calcolato che poco meno di un terzo dei lavoratori statunitensi si poteva già considerare un freelance. In USA oggi ci sono 53 milioni di freelance e si prevede un esponenziale aumento fino al 50 % della forza lavoro entro il 2020.

Ciò porta all’aumento degli spazi di coworking, che stanno crescendo rapidamente in tutto il mondo diventando il punto di riferimento per i liberi professionisti.

Se anche tu fai parte della categoria dei freelance, ti sarai più volte accorto che lavorare da casa può essere vantaggioso (a livello economico e di privacy), ma può anche lasciarti isolato e soggetto a distrazioni che possono influire sulla tua produttività. Proprio sulla base di queste teorie ti sarai più volte chiesto come sarebbe lavorare in uno spazio dedicato allo smart working.

I vantaggi sono molti e tra i predominanti c’è sicuramente il legame alla community di altri freelance e professionisti come te oltre all’aspetto del livello economico (in un coworking il prezzo per lo spazio dell’ufficio è molto inferiore a quello che dovresti affrontare nel prendere in gestione un ufficio).

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Copernico, tutt’oggi è la più grande piattaforma per lo smart working d’Italia, con oltre 60.000 mq di spazio offre ai suoi freelance tantissimi servizi tra cui ristorante, parco, lounge, teatro e palestra. La possibilità ulteriore è quella di poter usufruire degli spazi Copernico anche nelle altri sedi sparse in Italia a seconda dei tuoi viaggi di lavoro o dei tuoi spostamenti.

La prima sede di Copernico è nata a Milano, città capitale della moda, nel 2015 con il MainHub di Copernico Centrale nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Centrale di nome e di fatto: tutt’oggi comprende oltre 1300 members e 280 aziende. La presenza di Copernico a Milano comprende attualmente ben 8 building con una ClubHouse (Brera), quattro MainHub e tre MiniHub.

ClubHouse Brera, situata nel cuore della città e invece un member club con una business community varia e stimolante. Uno spazio elegante e chic dove poter incontrare i clienti per un pranzo di lavoro o un meeting importante e poter usufruire di tutti i servizi messi a disposizione dalla struttura.

Blend Power in Piazza IV Novembre 7, oltre che essere “letteralmente” davanti alla stazione Centrale di Milano, dà la possibilità con i suoi undici piani di uffici, di avere a disposizione sale meeting e lounge in un contesto che parla con un nuovo modo di lavorare.

La nuova sede in Martesana, si trova al centro della nuova rivalutazione dell’area Nord Milanese. Comoda per la possibilità di trovarsi nella via principale di ingresso alla città con una grande aria parcheggio e ferrovie nelle vicinanze, il MainHub comprende 6.500 mq di spazio in tre building distinti ma interconnessi in cui si respira socialità e condivisione. 

Copernico Tortona 33, in uno dei quartieri più cool di Milano, è uno spazio dinamico in cui il meeting si tiene nella lounge, la call si fa nel phone-boot, l’aperitivo da Me.nu, lo smart working cafè Copernico (menu.copernic.co); il tutto in un ambiente dai materiali naturali grazie all’utilizzo in tutto l’edificio di pitture Airlite.

Last but not least, Copernico Isola for S32: nel cuore del quartiere che meglio ha saputo rinascere e reinventarsi negli ultimi anni, Isola. Questa è la sede fisica del Fintech District milanese che nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema specializzato nelle tecnologie per i servizi finanziari (progetto promosso da SellaLab, piattaforma di innovazione del Gruppo Banca Sella e Copernico). 

Copernico Torino Garibaldi, Copernico Roma Barberini e D’amico ve le lasciamo scoprire sul portale coperni.co.

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Ma parliamo di prezzi: per venire incontro agli smart worker, Copernico offre dei piani membership declinati in tre possibilità d’uso:

Membership Daily per l’uso giornaliero degli spazi

Membership Boost per lavorare dove sei più comodo 

Membership Cross* per seguirti ovunque si muova il tuo business.

Questi pacchetti sono esattamente tutto quello di cui hai bisogno per il meglio del tuo lavoro da freelance

Grazie alla partnership tra Mashable Social Media Day e Copernico,  oggi ti diamo la possibilità di usufruire di tutti i vantaggi offerti con un favoloso sconto.

*Infatti potrai usufruire di uno sconto del 15 % sul pacchetto Membership Cross usando il codice sconto SMDAYIT

Questa Membership offre ai propri iscritti la possibilità di utilizzare tutte le location Copernico in cui Wifi a banda larga, reception, area caffè, lounge e library sono solo una minima parte di tutto quello che la community di Copernico può offrirti.

Quindi cosa state aspettando? Una community di smart worker vi sta aspettando.


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Circa un anno fa su Facebook sono state implementate una serie di strumenti per segnalare i contenuti, per lo più fotografici, in modo che la piattaforma attraverso il foto-matching ne eviti ulteriori caricamenti all’interno dei suoi servizi, includendo nella mischia anche Messenger e Instagram. È da qui che è partito il progetto per combattere il revenge porn, avviato e testato, al momento, solo in alcuni paesi: Australia, Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Il processo è davvero molto semplice: le potenziali vittime possono fornire al social le immagini ritenute a rischio affinché vengano rimosse in caso di caricamento. Ecco come Facebook prova ad anticipare il cyberbullismo, provando a intervenire prima ancora che le foto vengano pubblicate.

I primi passi di questo progetto sono stati fatti in Australia, e la scelta del paese non è stata di certo casuale. Pare infatti che nello stato dei canguri la revenge porn sia quasi un’epidemia e uno studio lo conferma. Addirittura un australiano su cinque, di età compresa tra 16 e 49 anni è stato colpito almeno una volta da questa triste sfumatura del cyberbullismo. Ma cosa significa esattamente revenge porn? Letteralmente vendetta porno sta ad indicare la condivisione pubblica attraverso internet di immagini o video dai contenunti esplicitamente sessuali senza il consenso del soggetto protagonista. Come la definizione ci fa capire la pubblicazione avviene principalmente con lo scopo di umiliare la persona coinvolta per ritorsione (in questo caso parliamo di sextortion) o vendetta. Non si tratta certo di una novità dell’ultima ora, e non si deve neppure pensare che visti i numeri australiani sia una realtà lontana dal nostro paese. Tristemente noto il caso della giovane Tiziana Cantone , morta suicida a 31 anni perché non reggeva più il peso della vergogna, dopo aver combattuto per un anno e mezzo chiedendo disperatamente la rimozione di immagini e video hot. Nè il primo nè l’ultimo caso in Italia dove purtroppo la situazione è veramente preoccupante.

Ma è giusto combattere il revenge porn chiedendo proprio alle vittime, o potenziali tali, di caricare su Facebook le proprie foto intime? In effetti sembra una cosa assurda, inoltre scandali come Cambrige Analityca di certo non invogliano gli utenti a fidarsi e a fornire contenuti privati e sessualmente espliciti in termini “difensivi” al social network ultimamento tanto discusso. C’è davvero la certezza e l’assicurazione che tali scatti saranno poi rimossi totalmente dai server della società? Intanto c’è una cosa da chiarire una cosa, il team di Facebook è costantemente aiutato e supportato nel lavoro da istituzioni locali e dai centri di Sicurezza Informatica (eSecurity Office) dei singoli Paesi. In Australia c’è un apposito portale nazionale Esafety  dove i cittadini potranno indicare le foto che ritengono possano essere ingiustamente diffuse. Da lì, le foto saranno segnalate all’ufficio di eSafety, che comunicherà quindi a Facebook di impedirne l’upload.

Tempo fa Antigone Davis, a capo della divisione globale per la sicurezza, ha spiegato come Facebook stia prendendo accordi con organizzazioni che si occupano del tema per lavorare insieme al meglio.  Per ora le immagini possono essere caricate in modo sicuro, con un link usa e getta, facendo una richiesta a una delle associazioni coinvolte. Il sistema che utilizza il social network è molto semplice. Le foto saranno trasformate in una sorta di impronta digitale che la piattaforma confronterà con gli scatti caricati dagli utenti. L’impronta digitale sarà, dunque, utilizzata per bloccare tutte le foto che presentino corrispondenze. Un  team umano verificherà le foto manualmente per certificare che il loro contenuto violi effettivamente i termini di servizio della piattaforma e che siano davvero immagini intime non consensuali. Una volta create queste stringhe univoche associate alle foto Facebook notifica via email alla vittima eventuali caricamenti ed elimina le immagini dai server in non più di sette giorni. E il processo si ripete ogni qual volta quella foto, non importa se rinominata o modificata, verrà rilanciata in Facebook e le altre app di proprietà.  

 

Non sappiamo se questa sia davvero la soluzione al problema della porn revenge, certo è che è un primo importante passo in avanti. Uno su otto utenti di social media americani è stato un bersaglio di pornografia non convenzionale, secondo uno studio del 2017. Purtroppo si tratta di un fenomeno sovrannazionale e sia gli uomini che le donne sono vittime di molestie online, ma è molto più probabile che le donne ricevano forme sessuali di abuso online. Secondo un’altra indagine pare che ci siano addirittura 54mila casi di revenge porn ogni mese. Quindi ci viene da chiedere se ci sia prima di tutto un problema di volume. I contenuti inappropriati possono essere segnalati da sempre sui social network ma sono milioni le richieste di revisione ogni settimana, si finisce quindi per far passare anche contenuti inadatti per velocizzare il lavoro. Coinvolgendo le istituzioni nel processo Facebook vuole prevenire anzichè curare: rendere possibile la segnalazione di immagini potenzialmente pericolose ancora prima che vengano pubblicate.


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Scorsa settimana è stata presentata presso la sala stampa della Santa Sede, il documento che dispone le regole di vita delle suore di clausura. E fino a qui vi chiederete perché stiamo scrivendo di questo. Niente di interessante se non fosse che in questa nuova Istruzione “Cor Orans” della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, su incarico del Papa, si da l’accesso per le suore di clausura ai social media. In realtà questo era possibile già da qualche anno e per questo la Santa sede ha deciso di fare un po di chiarezza e precisazioni.

Attualmente i Benedettini e le Clarisse registrano un boom di presenze su Facebook; più forti i monaci che hanno addirittura un incremento del 37,5% rispetto agli ultimi anni. Ai Benedettini tengono testa le Clarisse la cui presenza sul web registra un incremento del 30%.

Sull’utilizzo dei social, sembra che sia stato lo stesso Papa Francesco lo scorso 22 luglio 2016 a fare richiesta tramite la Costituzione apostolica Vultum Dei Quaerere.

La stessa istruzione indica che “tali mezzi devono essere usati con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione, affinchè siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione della vita fraterna».

Quindi «l’uso dei mezzi di comunicazione, per motivo di informazione, di formazione o di lavoro, può essere consentito nel monastero, con prudente discernimento, ad utilità comune», sono le indicazioni date.

Non ci stupisce visto che è lo stesso Bergoglio ad essere presente e assiduo frequentatore di Twitter, ritenuto a suo parere un mezzo di comunicazione vantaggioso per avvicinare la chiesa ai giovani.

Come lo stesso ha avuto modo di dire in favore della questione, le suore di clausura (ad oggi 37.970 nel mondo ) potranno accedere ai media e utilizzare i social ma solo «con sobrietà e discrezione» perché il rischio altrimenti è «svuotare il silenzio contemplativo quando si riempie la clausura di rumori, di notizie e di parole».

Il fenomeno delle suore che utilizzano i social era esploso già anni fa (nel 2015 per la precisione), portando ad una spaccatura dell’opinione pubblica.

Aveva infatti fatto riflettere (e anche sorridere) la risposta social delle clarisse cappuccine di Napoli alla comica Luciana Littizzetto la quale aveva commentato con una battuta un video diventato virale “non si capisce se le suore erano incontro al Papa perché non avevano mai visto un Papa, o perché non avevano mai visto un uomo”.

Nel filmato era ripresa la scena di alcune suore che “assalivano” papa Francesco durante una sua tappa nel Duomo di Napoli.

Poco dopo la battuta della comica in tv era arrivata la altrettanto ironica replica social della madre badessa Suor Rosa “non abbiamo saputo resistere, la sua vista ci ha estasiate”.

In generale, comunque, sono sempre di più le parrocchie che sbarcano sui social visto che nella hit parade generale l’utilizzo dei social da parte della chiesa ha avuto un incremento del 26,6%.

Staremo a vedere.