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Visto che crediamo ancora in Facebook, oggi abbiamo deciso di parlare su come utilizzare al meglio facebook per piccole e medie imprese.

Chi dice che questo social è morto si sbaglia di grosso. Solo in Italia, Facebook conta un numero di 35.7 milioni di utenti attivi ogni mese.
Ecco perché tutt’oggi Facebook rappresenta un grande bagaglio per tutte le imprese piccole o medie che siano, che vogliono iniziare a creare una buona immagine aziendale. E’ importante però ricordare che, vista la sua grande potenza, Facebook va utilizzato nel modo giusto e questo vuol dire sapere esattamente cosa è più giusto fare e perché. Facebook è in grado di arrivare ad una sezione molto ristretta di utenti (che abitano in una zona o che hanno delle preferenze su altre).
Come abbiamo più volte modo di sottolineare infatti, se lo si utilizza con le giuste accortezze, anche una semplice sponsorizzata può portare molti più profitti di quanti ce ne aspettiamo con un cartellone pubblicitario al centro di una grande piazza. Quello che fa la differenza è la possibilità di restringere il nostro pubblico da colpire e arrivare diretti al nostro ipotetico consumatore finale.

Avere una base profilata

Purtroppo, l’errore più comune per le pagine delle piccole imprese è quella di avere una fun base poco profilata. Generalmente infatti i follower tipo delle piccole imprese sono per lo più amici e parenti.
Penserete che “ok almeno qualche follower lo abbiamo” cosa ci sarà di tanto sbagliato? In questo modo, si innesca vortice che vi porterà nel breve del medio tempo a sempre meno engagement e sopratutto poche vendite (che è l’obbiettivo che dovete sempre tenere a mente). Perchè? Semplice: in questo modo la vostra pagina ha una profilazione completamente sballata.
Come capire se questo è il caso della vostra pagina? Quando pubblichi un post quante persone realmente interagiscono con questo? Se la risposta è poco o niente, questo è il risultato di non aver profilato i tuoi follower. Con il tempo il tuo profilo verrà svalutato anche da Facebook portando a sempre meno visibilità e sarà sempre più una perdita di tempo.
La soluzione a questo problema è nel profilare il cliente tipo e cercare in tutti i modi di avere questa ipotetica personalità all’interno della tua funpage.
Questo ti porterà a acquisire like e commenti profilati e far diventare la tua pagina una vera risorsa di business per il tuo lavoro. Se arrivi ad avere il tuo ipoteco cliente tipo all’interno della tua pagina è normale che questo sarà più interessato al prodotto che tu vendi e quindi più propenso a rimanere aggiornato sulle ultime novità della tua azienda.

Non solo like e commenti

Se pensi che il tuo lavoro possa essere misurato in base al numero di like e condivisioni ti sbagli di grosso. Quello che conta, per una piccola e media impresa è il fatturato e il fatturato arriva con la vendita e non certo con like e commenti (anche se questi possono aumentare notevolmente il tuo ego). Quindi non solo fare il numero delle persone che mettono like o commentano ma fare anche il punto su quello che questo sta portando sull’aspetto della vendita. E questo si traduce nel valutare quante di quelle persone risultano davvero intenzionate al nostro prodotto: tutto questo lo valutiamo in base alle interazioni che riceviamo nel nostro sito web, alla chiamate e alle mail di informazioni.

Non solo prodotto

Si, è vero che Facebook deve essere utilizzata come una vetrina di un ipotetico negozio ma ricorda che questo social è considerato al momento come un passatempo per la maggior parte delle persone. Questo vuol dire che nessuno (contrariamente ad un sito settoriale o meglio ancora un e-commerce) entra con l’intenzione di comprare. Quindi quello che devi fare è non solo vendere un prodotto ma convincere il tuo pubblico ad interessarsi intorno a quel prodotto e questo vuol dire coinvolgerlo. Tutti i social network funzionano, in questa prospettiva, un po alla stessa maniera: il coinvolgimento crea collegamento tra le persone e quindi interazione. La relazione personale deve sempre rimanere al primo posto.

Non pensiamo di ottenere risultati senza investire in Adv

Come abbiamo avuto modo di dire pubblico profilato, interazioni e like sono importanti ma tutto deve essere svolto con un’azione costante volta al miglioramento e alla massima profilazione dell’utente. E’ vero che Facebook è gratis ma non otterremo mai un pubblico e un engagement adeguato senza un minimo di sponsorizzazione tramite Ads. Quindi, che tu sia un negoziante, un libero professionista o una piccola azienda, metti in conto di investire una parte del tuo budget in pubblicità sui social. E’ una parte importante che va fatta molto bene e con una profilazione ben dettagliata per arrivare ad avere la “vera” clientela che stiamo cercando. Se fatto bene e in maniera costante, riceverai i risultati che ti aspetti.

Come investire in Adv in modo dettagliato

Molti piccoli imprenditori pensano (stupidamente) che basti cliccare sul tastino sotto i post “metti in evidenza” per avere in automatico un pubblico profilato. No! Non funziona proprio così. Se siete di corsa e proprio non avete modo di fare una profilazione va bene, ma non avrete mai i risultati che otterrete con una gestione meno automatizzata e più dettagliata. Come?
Tramite il pannello di gestione inserzione, potrete fare una profilazione molto più dettagliata della semplice automatizzazione di Facebook. In questa sezione infatti potrete selezionare ad hoc il pubblico alla quale far arrivare il vostro messaggio. Saper usare bene la profilazione attraverso il pannello di gestione vi consentirà di investire il vostro budget in modo specifico.

Conclusioni

Facebook se usato nella maniera giusta può davvero essere una grandissima fonte di pubblicità per la vostra attività. Ovviamente però, come tutte le cose, per essere fatte bene e ottenere dei risultati, richiedono conoscenza, strategia, costanza e attenzione. In caso contrario pubblicare rischia di diventare un’esclusiva perdita di tempo.


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Novità in casa Zuckerberg: Instagram ha lanciato una nuova funzione per la vendita direttamente all’interno dell’app. Checkout con Instagram consente ai clienti di toccare il prodotto, visualizzarlo e acquistare direttamente dal punto vendita di un marchio senza mai uscire dall’app stessa.

“Checkout con Instagram” è stato lanciato per il momento solo negli Stati Uniti in una versione beta con oltre 20 marchi principali tra cui Adidas, Kylie Cosmetics e Warby Parker, che non dovranno più indirizzare i clienti verso i loro siti Web per effettuare un acquisto.

La nuova funzione di pagamento direttamente dall’app, consentirà ai consumatori di acquistare gli articoli desiderati mentre guardano ad esempio tutorial di bellezza, immagini di scarpe o altre aree di interesse, con meno problemi di quanti riscontrati finora con un ecommerce esterno.

Semplicemente toccando il post per rivelare il tag del prodotto, i clienti vedranno un pulsante Checkout con Instagram invece del vecchio pulsante “Visualizza sul sito web”. Vediamo più nel dettaglio.

Come funziona Checkout

Instagram stesso segnala come il numero di utenti che utilizzano i tag dei prodotti nell’app, nel giro di 30 giorni, è passato da 90 milioni lo scorso settembre a 130 milioni ora. Anche per questo motivo la nuova funzione di Instagram permette di semplificare l’acquisto e coinvolgere maggiormente il consumatore.

“Abbiamo iniziato a utilizzare i tag dei prodotti per rendere lo shopping più conveniente per i nostri clienti”, scrive il co-fondatore e co-CEO Warby Parker Neil Blumenthal. “Checkout porta a questa esperienza un ulteriore passo avanti, rendendolo ancora più intuitivo e senza soluzione di continuità per le persone che hanno scoperto prodotti che desiderano acquistare istantaneamente.”

Gli utenti toccando il tag di prodotto potranno visualizzarlo e acquistarlo direttamente.

Si potranno inoltre scegliere tra varie opzioni come dimensioni o colore e andare alla cassa direttamente da Instagram. Si possono anche ricevere notifiche di ordini e spedizioni.

La prima volta all’interno della sezione di Checkout, basterà inserire le informazioni di pagamento, che verranno archiviate per gli acquisti futuri. Con le informazioni di pagamento protette in un unico posto, gli utenti potranno acquistare i loro marchi preferiti senza dover accedere a siti esterni ed inserire le loro informazioni più volte.

La gestione degli ordini

Dopo che gli utenti hanno acquistato qualcosa su Instagram, saranno in grado di rintracciarlo da una nuova sezione “Ordini” del loro profilo che mostra loro lo stato di un ordine, oltre a opzioni per annullare, avviare un reso o contattare il commerciante.

Verrà ricevuta una notifica da Instagram nel momento in cui l’ordine verrà spedito.

I commercianti riceveranno solo i dettagli necessari per evadere un ordine, comprese le informazioni di contatto e l’indirizzo, ma non le informazioni di pagamento effettive. In questo caso, gli utenti avranno un’opzione aggiuntiva per far in modo di condividere il loro indirizzo email con il venditore a fini di marketing.

Un portavoce di Instagram ha dichiarato “introdurremo una commissione di vendita per compensare le spese legate alle transazioni. Instagram non rivelerà l’importo della commissione di vendita che rimarrà in accordo tra il venditore e l’app. Questo non porterà quindi ad un cambiamento sul prezzo degli articoli per i consumatori.”

Come pagare in Instagram

Gli utenti potranno pagare con PayPal,Visa, Mastercard, American Express o Discover. Instagram ha anche in programma di consentire ai commercianti di integrare Shopify, BigCommerce, ChannelAdvisor, CommerceHub e altri strumenti con la funzione Checkout.

Nel frattempo, Instagram conferma che l’interazione con la sezione Checkout sarà utilizzata anche per classificare i contenuti di visualizzazione.

Ecco l’elenco completo dei marchi partner di lancio: Adidas, Anastasia Beverly Hills, Balmain, Burberry, ColourPop, Dior, Huda Beauty, H & M, KKW Beauty, Kylie Cosmetics, MAC Cosmetics, Michael Kors, NARS, Nike, NYX Cosmetics, Oscar de la Renta, Outdoor Voices, Ouai Hair, Prada, Revolve, Uniqlo, Warby Parker e Zara. La società ha detto che renderà disponibile la funzione a più marchi nei prossimi mesi.

Conclusioni

Ora, con oltre un miliardo di utenti iscritti, Instagram riesce a mantenere l’attenzione dei suoi utenti all’interno dell’app. Con questa nuova funzione è finalmente pronto a vendere i suoi prodotti direttamente internamente all’app.

Instagram è impegnata da tempo a rendere la sua piattaforma più amichevole con l’e-commerce. Con il lancio di questa una funzione di checkout in-app, l’app sta chiudendo il ciclo delle sue ambizioni. La funzione per il momento è disponibile esclusivamente negli Stati Uniti, ma siamo sicuri che presto tutti avremo la possibilità di provarla.


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Grande novità in campo social media: Instagram sembra testare una funzionalità che consente alle aziende locali di mostrarsi meglio sulla piattaforma.

Tutto ha inizio qualche giorno fa sul profilo twitter dell’utente Raj Nijjer, che ha condiviso un tweet di quelle che sembrano essere pagine di profilo di attività locali in-app.

Raj Nijjer ha portato questa funzionalità alla luce fornendo diversi screenshot.

Come puoi vedere di seguito, le pagine sembrano molto simili ai pannelli di Google My Business per le attività commerciali locali.

Come è ben visibile dagli screenshot, i pannelli includono l’indirizzo dell’azienda, la categoria di attività, gli orari di apertura, i prezzi (simile alla configurazione di Google di questa funzione, in cui più segni di dollaro/euro indicano un luogo più costoso), sito Web e numero di telefono.

Naturalmente, in cima ci sono gli attributi specifici di Instagram dell’azienda, come un collegamento al profilo aziendale e tre immagini. In questo, non è chiaro se la pagina estrae le immagini dai tre post più recenti dalla pagina Instagram dell’azienda o se gli account manager possono sceglierne da soli.

Vedrai anche che le pagine hanno un pulsante “Reclamo” in alto a destra. Questo consente ai titolari delle attività commerciali di rivendicare un determinato luogo in modo che possano personalizzare il proprio profilo, in modo simile a Yelp o Foursquare.

Questo suggerisce che le pagine possono essere create automaticamente in base alle posizioni degli utenti tag (ma questo non è ancora chiaro).

Il collegamento alla sezione aziendale locale può essere fatto solo se esiste una pagina del profilo Facebook per l’attività.

Non è ancora noto se ci siano funzionalità aggiuntive che l’azienda può aggiungere una volta che una pagina viene rivendicata, ma sicuro dallo screenshot pubblicato sono alcune possibilità come un’opzione di menu, domande e risposte comuni o l’aggiunta di recensioni.

Perché non riesco a vedere questa funzione?

Se ti stai chiedendo come mai non hai accesso a questa sezione non preoccuparti. Se non riesci a visualizzare questa pagina, non sei il solo. Sono molti utenti di Twitter che hanno affollato la mail di Raj Nijjer, chiedendo informazioni a riguardo di questa nuova funzione e alla motivazione per cui anche loro ancora non visualizzano questa sezione.

La mancanza di visibilità che circonda queste pagine è probabilmente dovuta al beta testing di questo strumento su Instagram, che questo utente di Twitter ha avuto la fortuna di essere tra i primi ad averlo provato.

Nijjer ha dichiarato al Search Engine Journal di aver trovato la funzione cercando nella posizione di un’azienda e facendo clic su un grande pulsante “visualizza informazioni” che appare sulla pagina.

Basandoci su questo, possiamo assumere che questa sarà una funzionalità basata sulla posizione, non necessariamente a livello aziendale. Ciò aiuterà a differenziare le aziende che hanno diverse sedi in un’area simile.

Non è ancora noto quando Instagram prevederà di implementare questa funzione per tutti gli utenti ma è sicuro che queste schermate sono le prove che almeno alcuni utenti stanno testando.

Cosa aspettarci nel mondo del marketing?

Molto semplice: se sei un’azienda locale, tieni d’occhio questa funzione per poter rivendicare la tua attività e iniziare a ottimizzarla.

Questo cambiamento porta forti novità in Instagram, consolidando il suo posto di piattaforma non solo social ma più come una una lifestyle.

Queste informazioni aggiuntive sull’azienda infatti, forniscono informazioni dettagliate sul business che consente ai consumatori di saperne di più su di loro senza dover lasciare la piattaforma. Capite subito quanto sia importante questa novità.

Facciamo un esempio: se stai cercando un ristorante, puoi sfogliare le foto dalla pagina del profilo aziendale insieme alle foto taggate, quindi visualizzare il profilo aziendale per ulteriori informazioni e persino chiamare e effettuare una prenotazione direttamente su Instagram per prenotare il tuo tavolo o vederne prima i prezzi.

Questo può valere anche per le aziende B2B. Se stai valutando uno spazio come un negozio e vuoi vedere di più su dove si trova e visualizzare le informazioni di contatto. Può anche essere ottimo per scopi di reclutamento: Instagram è ottimo per avere le informazioni di contatto direttamente dalla piattaforma e questo può aiutare a portare il visitatore direttamente alla tua pagina web per saperne di più sulla tua azienda (e magare scoprire che vendi anche online).

Nel corso dell’ultimo anno, Instagram ha aggiunto molte funzionalità che consentono alle aziende di chiudere meglio il ciclo di acquisto direttamente attraverso Instagram.

Dalla nuova funzione di acquisto aggiunta per soddisfare le piattaforme di e-commerce all’inizio del 2018, sembra che ora le cose si stiano espandendo ulteriormente per attrarre sempre di più le imprese locali.

Questo cambiamento porta una lezione importante a tutti i marketer: Instagram è una forza da non sottovalutare. La società non si sta accontentando solo di essere una piattaforma fotografica e con la sua base di utenti sempre più ampia e diversa.


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Il nuovo sistema Instagram Creator Accounts, è rivolto in particolare agli influencer e ai personaggi pubblici con un alto numero di follower. Con questa nuova funzionalità si danno gli strumenti che consentono di utilizzare meglio la piattaforma per le proprie esigenze. Importante è la possibilità di attingere facilmente ai propri dati e connettersi meglio con il proprio pubblico.

Sembra infatti che questo piccolo gruppo di tester, abbia attualmente accesso a funzionalità specifiche per aiutarli a tracciare la crescita dei loro account. Si parla ad esempio della possibilità di analisi dei follow e degli unfollows (cosa molto utilizzata tra gli amanti dei bot). Gli approfondimenti forniranno loro un’immagine più chiara delle prestazioni dei loro contenuti.

I primi 50 influencer di Instagram da soli hanno 3,1 miliardi di follower, quindi non dovrebbe essere una sorpresa che Instagram voglia iniziare a fornire servizi a questi utenti di alto profilo.

Instagram era inizialmente solo un luogo in cui le persone potevano caricare immagini e condividerle tra loro. Tuttavia, in un modo simile alla traiettoria seguita da YouTube, Instagram è diventato un centro di contenuti. Ora ci sono persone che lavorano esclusivamente alla creazione di contenuti per Instagram.

Secondo alcune stime, il marketing di influencer prevede un valore di più di 10 miliardi di dollari entro il 2020 . Molti inserzionisti si rivolgono agli influencer perché considerano Instagram una piattaforma seria per guidare le vendite. Pertanto, non sorprende che la stessa abbia creato oggi strumenti orientati ad aiutare gli influencer a raggiungere un pubblico più ampio restando in contatto con chi li segue.

Secondo Holywood Reporter, questa nuova funzionalità chiamata appunto Instagram Creator Accounts, “è pensata per i talenti tradizionali, gli influencer digitali e gli artisti che proliferano sulla piattaforma di Instagram”.

Se infatti attualmente, gli influencer non verificati possono condividere dati con le aziende solo grazie all’impegno dei report delle Storie catturate con il semplice screenshot dal cellulare, ora potrebbe arrivare la svolta. Sembra infatti che questo nuovo sistema, consenta agli utenti, di condividere statistiche con i brand e dal lato dei marchi, permette loro di sapere come è il loro pubblico di riferimento e ciò che piace.

Nel dettaglio quindi, le funzionalità più importanti che permetterebbe Instagram Creator Accounts sono:

Statistiche sui follower: consentiranno di analizzare facilmente il modo in cui le persone interagiscono con il tuo account. In particolare chi ha iniziato a seguirti e chi ha appena fatto l’unfollow.

Strumenti di messaggistica diretta con filtro: questa nuova funzionalità consentirà di separare i messaggi in ricezione tra letti, non letti o segnalati. Anche le richieste di messaggi potranno venir classificate secondo un’opzione. Infatti le richieste in sospeso potranno essere categorizzate per rilevanza o tempo, in modo da non perdere richieste importanti.

Etichette flessibili: l’ Instagram Creator Accounts da la possibilità di modificare la call to action dell’account (generalmente impostata sulla chiamata o sull’email). Le etichette sui profili potranno infatti essere personalizzabili.

Analisi dei dati: last but not least (e forse una delle cose più importanti) è la capacità per gli Instagram Creator Accounts di creare un’ analisi integrata dettagliata. Questo permette di capire quali storie o post hanno dato migliori risultati e quali invece meno così da ottimizzare i contenuti. I report finali, possono essere scaricati su base giornaliera o settimanale.

Ashley Yuki, product manager di Instagram, ha aggiunto che questa nuova funzione è solo il primo passo nell’obbiettivo più ampio dell’azienda di rafforzare la sua fiducia nel piano di mercato.

Solo il mese scorso, Instagram ha iniziato un sistema di pulizia in tutta la piattaforma al fine di rimuovere i mi piace, i follow e i commenti non autorizzati forniti da app di terze parti. Instagram afferma che tali app violano le sue norme della community e rendono meno sicuri tutti gli account. La piattaforma, utilizzando strumenti di apprendimento automatico, sta identificando ed eliminando attività di coinvolgimento inautentiche.

Tornando al nostro Instagram Creator Accounts, attualmente è in fase di test con un numero limitato di utenti e probabilmente ci si può aspettare che venga lanciato nel 2019. Una cosa è certa.

Sempre più i social media e in questo caso Instagram ti consentirà di monitorare i tuoi dati e numeri in modo sicuro e dettagliato e sempre più i falsi influencer saranno messi alle strette.

 


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I social media sono in continua evoluzione. Le tecnologie rilasciate negli ultimi anni stanno già influenzando fortemente il mercato. Le aziende che forniscono innovazioni stanno comparendo ad un ritmo più veloce che mai, sconvolgendo il mondo della pubblicità come lo conosciamo.

Stare al passo con i cambiamenti e le evoluzioni nelle diverse piattaforme social vuol dire, per gli operatori di marketing, la possibilità di catturare il loro pubblico attraverso una serie di strumenti e tattiche. Importante è senza dubbio l’ottimizzazione dei servizi di Social Media Listening per ampliare la copertura di più Social Media restituendo contenuti veloci e precisi. In questo campo ci viene in aiuto la piattaforma numero uno per l’analisi: Talkwalker.

Ecco allora le principali tendenze sui social media a cui fare attenzione, nell’ormai vicino 2019.

LA COMUNICAZIONE PASSA ATTRAVERSO L’AI

Le aziende che sapranno emergere sono quelle che punteranno a trovare un equilibrio tra intelligenza artificiale ed emozionale. Dalle chatbot all’ottimizzazione degli annunci sui social media, piattaforme come Google, Amazon e Facebook hanno adottato rapidamente l’intelligenza artificiale per migliorare l’interazione con i clienti. I Millennials sembrano essere gli adattatori più rapidi delle esperienze dei clienti basate su chatbot. Secondo Huffington Post, il 60% della popolazione nata dopo il 2000 utilizza già i chatbot e il 71% di chi non lo utilizza, ha affermato che vorrebbero provare a utilizzarne uno. Il 2019 vedrà inoltre l’avvento di WhatsApp come principale canale di social customer service. Con il rilascio dell’API aziendale di WhatsApp nell’agosto 2018, le aziende potranno rispondere gratuitamente ai clienti entro 24 ore. La potenza di WhatsApp è davvero nelle mani dei consumatori. 

MULTIMEDIA SEARCH 

“Alexa, trovami una ricetta per la torta di mele.”

Il crescente uso della ricerca vocale ha reso importante per le aziende ripensare alle loro strategie di marketing digitale nel 2019. infatti, secondo i recenti studi, il 50% di tutte le ricerche riguarderà la ricerca vocale entro il 202 e il 20% delle query mobile su Google sono ricerche vocali. L’Intelligenza Artificiale sta molto migliorando e il numero di errori commessi dagli assistenti vocali come Alexa, Siri e Google è diminuito notevolmente negli ultimi periodi. Tieni presente che sempre più le aziende produrranno contenuti audio nella speranza di ottenere la consapevolezza del marchio. Ciò significa che potrai acquistare spazio pubblicitario vocale, ad esempio Google AdWords, ma per gli altoparlanti di casa.

L’IMPATTO DELLA REALTA’ AUMENTATA E DELLA REALTA’ VIRTUALE

L’utente di oggi vuole essenzialmente due cose: essere coinvolto e partecipare attivamente alla comunicazione di marca. Le realtà aumentate e quelle virtuali (AR e VR) possono soddisfare entrambe queste esigenze, offrendo ai marchi enormi opportunità nel campo dell’esperienza del cliente. Le realtà virtuali e aumentate stanno diventando sempre più comuni come uno strumento di marketing per i marchi. Si suppone che il mercato VR e AR valga 27 miliardi di dollari. Si prevede che in soli quattro anni raggiungerà addirittura le dimensioni di 209,2 miliardi di dollari. Ma non solo realtà aumentata ma anche realtà virtuale e in particolare ricerca visuale, in cui gli utenti possono caricare un’immagine per condurre una ricerca e ottenere risultati più specifici. Google Lens è un motore di ricerca visuale di Google, che riconosce visivamente oggetti, punti di riferimento e altre cose attraverso un’app per fotocamere (attualmente disponibile solo su alcuni dispositivi mobile). Pinterest (di cui sentiremo molto parlare nel nuovo anno), è da poco uscito con Lens , un nuovo strumento di ricerca visuale che consente agli utenti di scattare una foto di un oggetto per scoprire dove acquistarlo online, cercare prodotti simili o vedere le bacheche di articoli correlati.  

STREAM, STREAM E ANCORA STREAM

Sebbene il presente sia dominato da Netflix e Amazon nella divulgazione di contenuti streaming, sulla linea di partenza per i servizi di streaming del nuovo anno troviamo anche Facebook e Snapchat, pronte ad ampliare la loro offerta di contenuti video con contenuti originali. Apriamo qui una parentesi anche sullo streaming live che porta i canali video su un altro livello. Lo streaming live aiuta i professionisti del marketing non solo a dare ai potenziali clienti uno sguardo intimo a ciò che sta succedendo, ma anche a offrire un naturale invito all’azione. Un’approccio più intimo e vicino al marchio di riferimento.

PROTAGONISTE LE MICRO INFLUENCER 

Elemento predominante in questo 2018, che ritroveremo in crescita nel nuovo anno, saranno le campagne di Influencer marketing che continueranno con meno celebrity ma più micro Influencer. Fra l’altro, i brand amano lavorare con loro anche perché sono più facili da gestire e costano meno. Il loro essere così simili alle persone a cui si rivolgono li rende affidabili, familiari, ma soprattutto credibili. Il monitoraggio delle campagne è sicuramente rilevante per capire bene come muoversi a seconda del pubblico di riferimento. In questo caso ci viene in aiuto la nuova piattaforma Influencer One che ci permette di seguire ed analizzare tutte le fasi di relazione con gli influencer.

CAMBIAMENTI PER IL CUSTOMER JOURNEY 

Nel 2019 i social come Facebook e Instagram rappresenteranno il primo touchpoint per l’acquisizione del cliente. Facebook Messenger permetterà l’acquisto diretto  e così succederà anche per le Instagram stories dove le persone acquisteranno attraverso le DM…il social media marketing sarà come mai prima un elemento imprescindibile per le vendite. Social Selling infatti non significa vendere direttamente sui social network ma costruire una solida reputazione, usare cioè i canali social per creare frequenti punti di contatto e di interazione. I social media hanno cambiato gli utenti e gli utenti hanno permesso ai social media di evolvere in funzione delle necessità delle persone. Questo di conseguenza, ha stravolto la natura del processo di acquisto, da diretto a consulenziale. Sempre più aziende puntano a negozi pop-up e ad eventi presentativi che diventano così popolari se progettati con l’intenzione di essere condivisi sui social media.

BRAND PURPOSE

“Due terzi dei consumatori compreranno o boicotteranno un marchio a causa della sua posizione su un problema sociale o politico” ( Edelman 2018)

Come fai a fare la differenza in modo credibile? Quali sono le aree rischiose e quelle sicure da esplorare per i brand? Come scegli le giuste cause che riflettono i valori del tuo marchio e dei consumatori? In quest’epoca, comprare significa sostenere un marchio, soprattutto per quello che rappresenta. La gente si aspetta sempre più che i brand influenti forniscano qualcosa che va oltre il prodotto o servizio che offrono e promuovono. Le marche devono giocare la loro parte nella società, nella cura per le persone e il pianeta, e instillare, esprimere e ispirare un insieme di norme e valori. 

FUTURO ALLA GENERAZIONE Z

I giovani (anzi giovanissimi visto che comprendono i ragazzi tra i 15 e i 20 anni) della Generazione Z sono il target del futuro, quello che nei prossimi anni influenzerà di più le strategie di digital marketing delle aziende. È la prima generazione mobile-first della storia, che dà un’importanza centrale alla personalizzazione e alla rilevanza. I giovani della Generazione Z utilizzano una media di cinque dispositivi (contro i 3 dei Millennials): smartphone, desktop, notebook, TV e tablet o iPod. E’ su questa generazione che dovremo avere sempre un occhio di riguardo.

TWITTER IN RINASCITA

Twitter sta morendo? Tutt’altro, infatti si appresta a diventare più settoriale che mai. Come ci ha più volte sottolineato Luca Rallo durante i Social Media Days, “Twitter è morto, solo per chi non lo sa usare” quindi se pensate che non ne valga più la pena, vi consigliano di riprenderlo in mano perché ci saranno rilevanti novità in arrivo per il nuovo anno.

DATA TRANSPARENCY

Visti i trascorsi di questo 2018 e di tutto lo scandalo Cambridge Analytica è sicuro che nel 2019, temi come la sicurezza dei dati saranno al centro dell’attenzione. Avremo i primi effetti della GDPR in vigore ormai da qualche mese e sempre più le aziende dovranno organizzare i loro registri interni per adattarsi ai nuovi regolamenti.

FOCUS SUL CONVERSION RATE

Credo che nel 2019 più piccole e medie imprese si rivolgeranno a soluzioni di monitoraggio digitale e software per misurare l’impatto delle campagne PPC, poiché è giunto il momento di misurare il costo per conversione, non il costo per clic. I brand partiranno da esaustivi data set per definire la strategia e per portare avanti le attività day-by-day.

OBIETTIVO ALLA CRESCITA COSTANTE NEL TEMPO

Tutte le diverse tendenze sopra menzionate identificano in modo efficace gli aspetti principali per creare relazioni più coinvolgenti con i consumatori sui social media, il che a sua volta potrebbe aiutare il tuo marchio ad aumentare la sua presenza organica online, in un lavoro che punta al lungo termine.

Adesso che abbiamo scoperto cosa ci aspetta per l’anno nuovo, dobbiamo pensare come sfruttare al meglio la strategia digitale per il 2019!

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Non è un segreto,  Facebook conosce quasi tutto ciò che facciamo online e ancora peggio è il fatto che Facebook non dimentica mai (così come quasi tutto il mondo web). 

Lo scandalo di Cambridge Analytica e le successive scuse dell’amministratore delegato  Mark Zuckerberg, hanno attirato l’attenzione di tutti su una caratteristica poco conosciuta fino ad un anno fa e cioè la possibilità di scaricare tutto ciò che la rete di questo social media conosce su di noi.

Sappiamo bene infatti che Facebook memorizza praticamente ogni singola interazione che hai avuto da quando ti sei iscritto, incluso ogni volta che hai effettuato l’accesso, i tuoi amici, la tua città, gli eventi ai quali sei stato invitato, ogni volta che hai inviato o ricevuto un messaggio, gli annunci in cui hai fatto clic, un elenco delle persone che segui, ogni singolo aggiornamento di stato e molto altro ancora.

Ecco quindi una guida su come scaricare il tuo archivio personale di informazioni e scoprire tutto ciò che il social conosce su di te. Questo potrebbe esserti utile, specialmente se hai intenzione, come sta succedendo a molti ultimamente, di chiudere Facebook e portare con te alcuni di quei ricordi.

È sorprendente sapere quanti dati ci sono racchiusi dietro ogni singolo utente.

Se sei curioso di scoprire il tuo storico, ti serviranno solo un paio di click e un po ‘di pazienza, di seguito ti spieghiamo come.

Come scaricare il tuo archivio di Facebook

Come abbiamo appena detto è possibile scaricare il proprio archivio storico da Facebook. 

Ecco come:

  • Vai su facebook.com/settings
  • Tocca la terza sezione che trovi sul lato sinistro con la dicitura “le tue informazioni su Facebook”
  • Tocca visualizza dall’area “scarica le tue informazioni”
  • Qui puoi decidere di restringere la selezione ad un solo arco temporale o a tutto il tuo storico
  • Nella parte sottostante puoi includere o escludere delle parti di tuo interesse (post, foto e video, mi piace e reazioni, amici, …)
  • Decidi il formato (html o Json) e la qualità dei contenuti multimediali (alta, media o bassa)
  • Potrebbero essere necessari alcuni minuti
  • Quando la nuvoletta scrive che il file è pronto, fai nuovamente clic su “scarica archivio” e il file zip verrà scaricato sul tuo computer
  • Sfoglia l’archivio aprendo ogni file all’interno della cartella

Pensa che quello che troverai è un’intera storia della tua vita su Facebook.

Puoi usarlo come una copia del tuo profilo da tenere se hai intenzione di lasciare il social network o puoi usarlo anche solo come promemoria di quanto Facebook sa di te.

Un paio di anni fa, probabilmente questi dati non sarebbero stati utili a molti utenti di Facebook. Dopo tutto, elenchi di amici e registri di chat sono stati creati negli anni da noi stessi. 

Ma sulla scia dello scandalo di Cambridge Analytica, e in mezzo al movimento #DeleteFacebook, vedere questi dati potrebbe essere sufficiente per fare in modo che almeno alcuni dei due miliardi di membri di Facebook ci pensino due volte prima di continuare a usarlo.

 


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Facebook non si ferma mai ed ora è pronto a stupirci con le foto in 3D. Precisiamo subito che non sono delle vere e proprie foto in 3d in quanto l’immagine non sarà visibile da tutte le angolazioni ma semplicemente si potranno “muovere” spostando lo smartphone o il puntatore del mouse. Tutto nella sensazione di avere il soggetto davanti ai propri occhi e la percezione di osservare una maggiore profondità di campo.

Come in tutte le belle storie ci sono però delle limitazioni

Infatti, spiegano gli sviluppatori al servizio di Mark Zuckerberg, essenziale è possedere un dispositivo con la doppia fotocamera (sarà poi cosa secondaria ma di rilevante importanza l’acquisizione dell’immagine con la proprietà ritratto o portrait).

In questo modo le immagini catturate, grazie all’intelligenza artificiale di Facebook, mantengono una netta separazione tra i soggetti in primo piano, quelli in secondo piano e sfondo.

Ovviamente ci sono dei limiti, è richiesta sempre una certa distinzione tra sfondo e soggetto in primo piano (non vale fotografare una fragola rossa davanti ad una parete rossa, per intenderci).

L’altra nota dolente è che per il momento, gli stessi programmatori, menzionano esclusivamente terminali iOS.

Se entrambi non sono problemi che vi riguardano, allora vi basterà semplicemente procedere a caricare la vostra foto in 3d.

Una volta scattata la foto con la modalità ritratto, aprite Facebook e cliccate su «crea un nuovo post». Tra i comandi dovrebbe apparire Foto 3D (nel caso non vedete la scritta, aggiornate l’app all’ultima versione). Fatto questo il social avrà accesso alle nostra galleria e ci indicherà gli scatti a cui è possibile applicare la modalità tridimensionale. Scegliete la foto che vi interessa e condividetela.

L’effetto 3D dato alle vostre foto si basa completamente su un sistema di riconoscimento tra sfondo e primi piani. La doppia immagine rielaborata dall’app andrà a creare un effetto di percezione definito parallasse, che permetterà a Facebook di creare una sorta di «illusione» senza bisogno di occhialini.

Scorrendo all’interno dei feed di Facebook si noteranno foto un po’ diverse: semplicemente inclinando lo smartphone si vedranno nelle immagini l’effetto descritto, che dona alla foto più profondità.

La nuova funzionalità, vuole sottolineare Facebook, è in fase di distribuzione graduale e sarà raggiunta da tutti i dispositivi compatibili nell’arco delle prossime settimane.

Provare per credere.


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Sotto il sole di luglio, riparte il #SMDAYITONTHEROAD! Questa settimana, facciamo tappa a Milano per conoscere Patrick Abbattista, CEO di DesignWanted, nostro media partner per la prossima edizione del Mashable Social Media Day Italy!

 

  • Oggi Design Wanted è una piattaforma con una community di oltre 300 mila follower. Facciamo un salto indietro nel tempo, com’è nata l’idea e quali sono stati i primi passi che hai fatto per realizzarla?

Sono arrivato al Design totalmente per caso. Nel 2008 re-incontrai un amico di infanzia, con cui ero all’asilo e che non vedevo da circa 20 anni. Mi parlò del suo blog di design, me ne innamorai e decisi di dargli una mano lato marketing, che era poi la mia formazione.

Dopo 7 anni, decisi di ripartire da zero – ottobre 2015 – lasciando a lui il progetto e reinventandomi con una nuova realtà: DesignWanted.

A differenza della prima iniziativa, focalizzata sulla selezione dei progetti di design, DesignWanted ha unito la mia neonata passione per il design con le mie competenze di marketing. L’idea di fondo era ed è supportare i designer su ciò in cui sono meno preparati: gli aspetti di marketing e business.

 

  • Quali sono le principali difficoltà che hai dovuto affrontare per far crescere la piattaforma?

Considerato che lasciando il progetto precedente feci un parziale salto nel buio, la primissima preoccupazione che avevo era ricostruire la community che avevo precedentemente e la rete di collaborazioni internazionali che avevo messo in piedi in 7 anni di attività.

All’inizio, oltre al mio nome e al nuovo brand, non potevo contare su molto altro. Ero alla ricerca di una leva che mi potesse riportare all’attenzione dei big dell’industria del design.

 

  • Quanto occorre investire in termini di risorse ed energie per creare una piattaforma di successo?

Dal punto di vista monetario, non ho investito molto. Con circa mille euro sono riuscito a costruire una community che oggi conta oltre 400mila persone. Ho applicato quelle che chiamano tecniche di growth hacking nel periodo migliore di Instagram.

Lato competenze, invece, ho speso intere notti a studiare, mentre il giorno lo dedicavo alla pratica. Corsi su corsi, test su test, per trasformare Instagram in quella leva che cercavo, scoperta grazie a un amico, Stefano Mongardi.

Ero a casa con un ginocchio rotto, fermo a letto. Feci il suo corso, mi convinse, e decisi di ripartire da lì.

Non potevo permettermi di sbagliare, per questo ho dedicato anima e corpo e coltivare sia il canale che la community. Dovevo riprendere il passo con ciò che avevo lasciato.

 

  • Chi c’è dietro a DesignWanted? Presentaci il tuo team!

Oltre al sottoscritto, c’è una persona fondamentale in tutti i progetti che ho fatto sino a qui, quindi non solo DesignWanted: Giovanni De Carlo, co-founder, che segue tutti gli aspetti tecnologici.

Giovanni, oltre ad essere uno sviluppatore, è un formidabile problem solver. È grazie a lui se siamo riusciti nel tempo a far evolvere la piattaforma e a rispondere alle esigenze del nostro mercato di riferimento, rimanendo sempre snelli e scalabili. La nostra filosofia, che è poi tipica dei designer, è ‘keep it simple’.

 

  • Quali sono, secondo te,tre designer/creativi italiani che si distinguono per la propria strategia di marketing e comunicazione?

Devo essere sincero. Se penso ai giovani, non vedo un grandissimo dinamismo sul fronte della comunicazione. Questo, in parte, per quello che dicevo prima e che mi ha spinto a creare DesignWanted. I designer sono molto bravi a…disegnare, ma spesso si scordano gli altri aspetti, quelli che li porrebbero sotto i riflettori.

Detto ciò, vorrei citare un’azienda, più che un singolo, ovvero LAGO che, secondo me, è tra le migliori sul panorama Italiano a sfruttare il digital lato comunicazione.

Un altro esempio è un designer/creativo che, in realtà, fa più il manager: si tratta di Mauro Porcini, attualmente a capo del Design di PepsiCo. Mi piace sia per il boost che ha dato Pepsi da quando ricopre il suo ruolo, tra design ed experience design, sia per il tipo di comunicazione personale che fa. Capace di comunicare il mood, lo stile creativoche lo caratterizza.

L’ultima che cito è Virginia Di Giorgio, Siciliana e autrice del brand Virgola, che trovo splendido nella sua creatività e coerenza, visto che lo seguo da diversi anni. Grazie alla bellezza delle sue opere, oggi conta un seguito di 130mila persone solo su Instagram, e vende in tutto il mondo le sue creazioni e collaborazioni (https://www.instagram.com/virgola_)

 

  • Cosa ti ha spinto a diventare media partner di un evento come il Mashable?

Ad oggi, rappresenta l’evento più importante nel mondo digital Italiano. Riunisce realtà diverse, da spazio a case history assai interessanti ed è un palco prestigioso. In Italia, si sente tanto parlare di Digital, ma sono in pochi ad affrontare la materia in modo serio ed efficace. Ho conosciuto Eleonora Rocca e la passione che mette in questo progetto mi ha convinto a farne parte.

DesignWanted è una canale che parla di Design. Ma in senso ampio, è un progetto di digital marketing che trova le sue radici in un evento come il Mashable. Ho ritenuto sensato farne parte anche per questo.

  • Alla prossima edizione di #SMDAYIT + #DIDAYS sarà dedicato uno spazio particolare a blogger e influencer. Quanto può essere utile per un creativo/designer/architetto la collaborazione con influencer per far conoscere la propria attività? 

Credo sia fondamentale, e non solo perché l’Influencer genera visibilità, ma soprattutto perché qualifica il lavoro del designer o dell’azienda. Se l’Influencer è credibile, e lo si misura anche dalle collaborazioni che ha all’attivo, allora è essenziale che rientri nelle strategie di comunicazione di un qualsiasi business, che sia micro o una multinazionale.

Lo vedo quotidianamente su Instagram. Collaboro con pagine da oltre 1 milione di followers. In totale, siamo un gruppo di Instagrammer da oltre 13 milioni di contatti aggregati. Ci conosciamo quasi tutti. Quando uno di noi posta un progetto, è molto facile che gli altri lo riprendano sulle proprie pagine. Chiaramente, se l’idea è buona. Non si possono fare miracoli J

I designer e i creativi, più in generale, dovrebbero approfittare delle grandissime opportunità offerte da spazi come Instagram. Un’idea di valore può cambiare le sorti dell’autore nel giro di pochissimi mesi. In alcuni casi, settimane. Quando funzionano e piacciono, ci si impiega un attimo a diventare virali.

Da ultimo, un Influencer ha il polso della situazione nella sua nicchia di riferimento. Se consolidato, conosce istintivamente il sentiment della sua community, sa indirizzare l’azienda verso i contenuti che funzionano meglio, l’aiuta a trasformarli in catalizzatori di attenzione e leads. Senza mai perdere di vista i dati, si intende.

Per farti un esempio, sono spesso in contatto con Sarah Wayne Callies,attrice Hollywoodiana (co-protagonista di Prison Break e altri), che di tanto in tanto mi chiede informazioni sui progetti pubblicati. In diverse situazioni, le ho indicato designer o aziende in linea con i suoi gusti. Ed è più facile che indichi realtà che già conosco e con cui collaboro, per il semplice motivo che il loro nome è già nella mia testa.

 

  • Quale futuro sogni per DesignWanted?

Un punto di riferimento per chi si occupa di design. Una tappa obbligata per capire come strutturare un design business e come farlo crescere, per imparare da chi l’ha già fatto. Una fonte di risorse e opportunità imprescindibile per chiunque sia in questo settore.

Voglio che diventi un ecosistema in grado di supportare attivamente sia i designer che le aziende, su scala internazionale, creando opportunità reciproche.

La mia ambizione è che anche il designer che vive nell’angolo più remoto di questo pianeta abbia le stesse opportunità di esprimere il proprio talento di uno che vive a Milano, Londra o New York. Credo nel talento, a prescindere. E la cosa che più mi affascina è l’impatto sociale che il buon Design ha. Non è auto-referenziale, ma migliora effettivamente la vita delle persone.

 

  • Per concludere: c’è qualche domanda che non ti fanno mai a cui vorresti rispondere?

Eheh di solito mi circondo di persone che mi chiedono tutto o fanno osservazioni anche scomode. Amo il confronto.

Comunque, se dovessi trovarne una prima dell’evento, prometto che me la farò direttamente li, un pò alla Marzullo, dai.

Grazie, ci vediamo a Milano!

 

Intervista di Ilenia Dalmasso


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Twitter ha deciso di intensificare i meccanismi di verifica al fine di combattere spam, troll e account dannosi sulla sua piattaforma.

“Ogni giorno, le persone vengono su Twitter per vedere cosa sta succedendo. Una delle parti più importanti della nostra attenzione al miglioramento delle conversazioni su Twitter è garantire alle persone l’accesso a informazioni credibili, pertinenti e di alta qualità su Twitter. Per contribuire a raggiungere questo obiettivo, abbiamo introdotto nuove misure per combattere abusi e troll, nuove politiche contro l’odio e l’estremismo violento, e stiamo introducendo nuove tecnologie e personale per combattere lo spam e gli abusi.

Ma sappiamo che c’è ancora molto lavoro da fare. Gli account non autentici, lo spam e l’automazione dannosa interrompono l’esperienza di tutti su Twitter, e abbiamo  fatto degli sforzi per identificare e prevenire i tentativi di manipolare le conversazioni sulla nostra piattaforma.

Siamo entusiasti di condividere alcuni recenti progressi e nuove misure su come gestiamo lo spam, l’automazione dannosa e la manipolazione della piattaforma.”

L’annuncio è arrivato in via ufficiale in questi giorni sul blog del social. Tra le novità misure di sicurezza e verifica per i nuovi iscritti e l’acquisizione di una start up per combattere i bot.

Cos’ha portato l’amministratore delegato Jack Dorsey a riconoscere che la sua società ha inavvertitamente contribuito a diffondere disinformazione, molestie e manipolazioni tramite bot e account automatizzati.

Twitter da sempre per sua natura si è posta come piattaforma per il libero scambio di informazioni e notizie, una polis mediatica dove tutti possono twittare la propria opinione. Nell’ultimo periodo però Twitter è stato più volte accusato di non tutelare i propri utenti contro Hater e fake news. Un caso clamoroso è stata l’organizzazione non governativa Amnesty International che ha condannato Twitter per non aver tutelato abbastanza l’utenza al femminile. Si aggiunge anche la scoperta che alcuni account russi hanno influenzato l’opinione pubblica sul social durante le elezioni presidenziali americane del 2016.

Vediamo nel dettaglio le contromisure adottate da Twitter.

#1 – Miglioramento del processo d’iscrizione

Per rendere più difficile la vita degli account spam è stata introdotta la richiesta di un indirizzo email o un numero di telefono al momento dell’iscrizione. Tutto per evitare iscrizioni automatiche, le nuove protezioni hanno già preventivato oltre 50.000 registrazioni di spam al giorno.

Per aumentare e garantire la sicurezza dei già iscritti al social è stata introdotta l’autenticazione a due fattori. Invece di inserire solo una password per accedere, sarà necessario inserire anche un codice che viene inviato via SMS. Questa verifica aiuta a essere sicuro di esser l’unico ad accedere al proprio account.

https://twitter.com/TwitterSafety/status/1011685302635671552

 

#2 – Aggiornamento delle metriche dell’account in tempo reale

Lo spam e gli automatismi sono sempre accomunati da comportamenti simili e di massa.

Spesso gli account coinvolti in queste attività vengono catturati con successo dagli strumenti di rilevamento automatico e rimossi dalle metriche dell’utente attivo, poco dopo l’inizio del comportamento sospetto. Twitter ha quindi annunciato che inizierà ad aggiornare le metriche dell’account in tempo quasi reale: ad esempio, il numero di follower di un account o il numero di Mi Piace o Retweet ricevuti su un tweet. Gli account sospetti verranno messi in uno stato di sola lettura, in cui l’account non può interagire con altri o twittare, essi verrà rimosso dalle cifre dei follower e dai conteggi degli ingaggi finché non conferma un numero di telefono.

Inoltre sugli account in questione verrà visualizzato un avviso di sola lettura e che impedisce ai nuovi account di seguirli per aiutare a prevenire l’esposizione involontaria a contenuti potenzialmente dannosi. Twitter sta automatizzando alcuni processi quando emergono attività sospette dell’account, ad esempio tweeting a volume elevato con lo stesso hashtag o utilizzando lo stesso @tag senza una risposta dall’account che si sta citando. Questi test variano in intensità e a un livello semplice possono coinvolgere il proprietario dell’account che completa il processo con semplice reCAPTCHA o una richiesta di reimpostazione della password. Casi più complessi vengono automaticamente passati al team di revisione.

Inoltre Twitter sta sviluppando algoritmi di apprendimento automatico che individuano gli account sospetti, invece di aspettare che un utente reale li segnali. Le misure adottate, secondo i responsabili della sicurezza, hanno ridotto del 10% le segnalazioni, da una media di 25 mila al giorno nel mese di marzo, a circa 17 mila di maggio.

#3 – Acquisizione della start up Smyte

La scorsa settimana twitter ha acquisito Smyte, una startup specializzata in sicurezza. Fondata nel 2014 da Pete Hunt, Julian Tempelsman e Josh Yudaken, ex ingegneri che vantano esperienza in aziende come Google, Facebook e Instagram.

 

 

Smyte aiuta i propri clienti a classificare in tempo reale i comportamenti virtuosi o dannosi sulle loro app. Tra i suoi clienti troviamo Quora, TaskRabbit e Meetup.

“I loro strumenti e processi di revisione si uniranno alle nostre tecnologie che aiutano a mantenere Twitter un posto sicuro. […] Il team Smyte ha affrontato molti problemi che riguardano la sicurezza online e crede nello stesso approccio proattivo che stiamo adottando per Twitter: fermare comportamenti abusivi prima che incidano sull’esperienza di chiunque ”

il team twitter su blog

Ma non è tutto, sono state coinvolte anche applicazioni collegate al social network, ritenute responsabili di circa 130 milioni di tweet spam e di bassa qualità. Sono infatti più di 142 mila quelle cancellate e solo nei mesi di aprile e maggio sono state eliminate 49 mila applicazioni malware al mese.

Dall’inizio di quest’anno è stata rafforzata anche la lotta ai bot: più di 9,9 milioni quelli identificati e rimossi nell’ultimo mese. Infatti, i programmi informatici che inviano messaggi in modo automatico, sono considerati tra i primi responsabili della diffusione di propaganda, anche politica, sui social network.

Come preannunciato sul blog, Twitter non smetterà di investire in questa direzione, con l’obiettivo di sanare la salute pubblica della conversazione sul social.


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Instagram continua a cambiare a un ritmo esponenziale: nuovo algoritmo, nuove funzioni per lo shopping e le stories… E ha appena annunciato IGTV per i video da 1 ora! Ma andiamo con ordine.

Per raggiungere i tuoi obiettivi di marketing della tua azienda, ecco le 5 novità di Instagram del 2018:

Privacy
Quest’anno, anche Instagram sta dando priorità assoluta alla privacy e al benessere dei suoi utenti, rendendo l’app un luogo più sicuro in cui interagire con la famiglia, gli amici e le imprese.

 

  • I bot di Instagram sono ufficialmente morti
  • I Likes da profilo aziendale sono privati
  • Le app che ti aiutano ad analizzare i follower di Instagram o i follower di qualcun altro non funzionano più
  • Puoi pubblicare o eliminare commenti solo con un account personale
  • Puoi pianificare automaticamente i post di Instagram (Questo però non vale per Carousel o video, che dovranno comunque utilizzare il metodo di pubblicazione “notifiche” di Later o un tool esterno a pagamento)
  • Puoi disattivare i post dagli account che segui senza doverli effettivamente ignorare, grazie alla funzione “Muto”


Novità per le Aziende
Era solo una questione di tempo, ma Instagram è finalmente diventata una vera e propria piattaforma di e-commerce con la loro nuova funzione Shoppable Posts, che ora è disponibile a livello globale per gli utenti in 9 Paesi diversi. Sebbene questa funzione fosse limitata a un gruppo selezionato di rivenditori nel 2017, ora che è stata ampliata e disponibile per tutti gli account aziendali Instagram, ci aspettiamo che la tendenza di “fare acquisti su Instagram” diventi un trend in continua crescita.


Se sei una piccola azienda o un editore alla ricerca di un modo semplice per indirizzare il traffico verso il tuo sito web, l’utilizzo di una funzione come Linkin.bio potrebbe funzionare al meglio per te!

È perfetto per indirizzare il traffico dal tuo account Instagram alle tue pagine di prodotto, blog o sito web.

In precedenza, l’unico modo per pubblicare un post organico come annuncio era utilizzare il pulsante “Promuovi” in-app. Dopo il tanto atteso aggiornamento, Instagram ha implementato una nuova funzionalità che consente agli utenti di trasformare i post organici di Instagram esistenti in annunci all’interno di Power Editor e di Ads Manager.

Per il momento non sono ancora supportati:

  • i Carousel
  • le storie
  • i contenuti brandizzati
  • i post di Instagram Shopping

 

Le Stories
Le storie di Instagram stanno diventando strumenti indispensabili per le aziende che cercano di creare contenuti coinvolgenti raggiungendo i loro obiettivi di marketing.
Ecco tutte le funzionalità di quest’anno:


Condividi da Spotify e GoPro
In passato, gli utenti di Instagram dovevano condividere uno screenshot della loro canzone preferita, tuttavia, ciò non costituiva un’ottima esperienza utente poiché i follower non potevano effettivamente ascoltare la canzone.
Ora le copertine per l’album o la playlist che condividi appariranno nelle tue storie con un link sotto il tuo nome per i follower da ascoltare in Spotify.

La condivisione da GoPro è un punto di svolta per i blogger di viaggio che cercano di condividere il loro contenuto in movimento.
“Alcune delle nostre migliori storie accadono in luoghi o in momenti in cui semplicemente non utilizzi il tuo smartphone”, ha dichiarato Nick Woodman, fondatore e CEO di GoPro. “Ora che è più facile condividere direttamente con Instagram Stories, non vediamo l’ora di vedere cosa pubblicherà la community di GoPro.”

Breaking News: Esplora e IGTV
Instagram non ha fornito dettagli sulla data di rilascio, ma afferma che la nuova pagina Esplora è prevista per le prossime settimane, con una nuova funzione: i canali! Questi canali saranno basati sul tuo interesse personale: invece di vedere quali contenuti di Instagram pensi che ti interessano, potrai effettivamente scegliere la categoria di contenuti con cui vuoi interagire.

Il 20 Giugno Instagram ha presentato IGTV, una nuova funzionalità per estendere la durata del video dagli attuali 60 secondi a 60 minuti per i creatori di contenuti e il pubblico in generale.
Attenzione però: la condivisione dei contenuti da 60 minuti sarà possibile solo per chi ha almeno 10k follower, gli altri utenti potranno condividere al massimo 10 minuti.

Instagram ha dichiarato che l’app IGTV sarà disponibile a livello globale nelle prossime settimane su Android e iOS.

Sempre mercoledì, Systrom ha annunciato che Instagram ha 1 miliardo di utenti mensili, contro gli 800 milioni di settembre 2017.

Instagram ha definito la crescita “un risultato importante” dal momento che la community di foto e condivisione di foto è fiorita e cresciuta costantemente dal suo lancio nel 2010.

E tu sei pronto a cogliere le opportunità di questo trend?