Blog


business-3370832_1920.jpg

A meno di 3 mesi dall’evento, sveliamo la nostra Startup Competition 2018. Un nuovo format innovativo per raccontare la vostra startup attraverso le parole e le immagini? Quest’anno la Startup Competition di Mashable Social Media Day vi sfida a creare una Startup Model Board originale e personalizzata!

La Startup Model Board è una moodboard che racconta la tua impresa attraverso gli elementi visuali. Di seguito la nostra moodboard creata da Insegnare Brandinghttp://bit.ly/2NBrDwJ

startup competition startup competition

Non più soliti pitch: questa volta lo storytelling unisce creatività e pensiero strategico. Premieremo l’originalità e i progetti raccontati in maniera innovativa e stimolante!

Non lasciarti sfuggire questa sfida a colpi di creatività!

Tutte le startup che parteciperanno inviando la Startup Model Board riceveranno il ticket gratuito per partecipare all’evento.

Tutte le Startup Model Board verranno condivise durante il discorso di apertura della nostra CEO Eleonora Rocca e nel corso dei 3 giorni dell’evento che si terrà dal 18 al 20 Ottobre presso lo IULM Open Space.

Le 3 startup vincitrici avranno la possibilità di ritirare i loro premi sul palco di #SMDAYIT + #DIDAYS!

I premi saranno offerti da:

Nuove Idee Nuove Imprese – la Business Plan Competition che premia le nuove iniziative imprenditoriali.

Rimini Innovation Square – il polo internazionale di ideazione, progettazione, formazione e produzione di beni e servizi altamente innovativi.

Primo Miglio – l’Acceleratore di Startup Responsabili che cercano risposte alle necessità reali delle persone, sviluppando un’economia sana, trasparente e responsabile.

TIM Wcap Accelerator – l’hub di Open Innovation di TIM.

Copernico – la più grande piattaforma per lo smart working d’Italia.

Non perdere questa fantastica occasione!

CLICCA QUI E COMPILA IL FORM PER CANDIDARTI entro il 15 Settembre


Ph-┬®-Marco-Menghi-Bar-Copernico-Centrale-5-1200x900.jpg

Oggi parliamo del lavoro di freelance, professionisti, nomadi digitali e sturtup connessi ai nuovi spazi e alle agevolazioni messe in atto da Copernico per venire incontro alle esigenze dei suoi smart worker.

Le statistiche indicano che il lavoro autonomo è in costante aumento. Questo perché negli ultimi 10 anni si è assistita in America così come in Europa ad una radicale trasformazione di massa: quella dai lavoratori dipendenti in freelance. 

Un paio di anni fa  un’analisi di Edelman Intelligence per i network Freelancers Union e Upwork aveva calcolato che poco meno di un terzo dei lavoratori statunitensi si poteva già considerare un freelance. In USA oggi ci sono 53 milioni di freelance e si prevede un esponenziale aumento fino al 50 % della forza lavoro entro il 2020.

Ciò porta all’aumento degli spazi di coworking, che stanno crescendo rapidamente in tutto il mondo diventando il punto di riferimento per i liberi professionisti.

Se anche tu fai parte della categoria dei freelance, ti sarai più volte accorto che lavorare da casa può essere vantaggioso (a livello economico e di privacy), ma può anche lasciarti isolato e soggetto a distrazioni che possono influire sulla tua produttività. Proprio sulla base di queste teorie ti sarai più volte chiesto come sarebbe lavorare in uno spazio dedicato allo smart working.

I vantaggi sono molti e tra i predominanti c’è sicuramente il legame alla community di altri freelance e professionisti come te oltre all’aspetto del livello economico (in un coworking il prezzo per lo spazio dell’ufficio è molto inferiore a quello che dovresti affrontare nel prendere in gestione un ufficio).

copernico centrale coworking milano

Copernico, tutt’oggi è la più grande piattaforma per lo smart working d’Italia, con oltre 60.000 mq di spazio offre ai suoi freelance tantissimi servizi tra cui ristorante, parco, lounge, teatro e palestra. La possibilità ulteriore è quella di poter usufruire degli spazi Copernico anche nelle altri sedi sparse in Italia a seconda dei tuoi viaggi di lavoro o dei tuoi spostamenti.

La prima sede di Copernico è nata a Milano, città capitale della moda, nel 2015 con il MainHub di Copernico Centrale nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Centrale di nome e di fatto: tutt’oggi comprende oltre 1300 members e 280 aziende. La presenza di Copernico a Milano comprende attualmente ben 8 building con una ClubHouse (Brera), quattro MainHub e tre MiniHub.

ClubHouse Brera, situata nel cuore della città e invece un member club con una business community varia e stimolante. Uno spazio elegante e chic dove poter incontrare i clienti per un pranzo di lavoro o un meeting importante e poter usufruire di tutti i servizi messi a disposizione dalla struttura.

Blend Power in Piazza IV Novembre 7, oltre che essere “letteralmente” davanti alla stazione Centrale di Milano, dà la possibilità con i suoi undici piani di uffici, di avere a disposizione sale meeting e lounge in un contesto che parla con un nuovo modo di lavorare.

La nuova sede in Martesana, si trova al centro della nuova rivalutazione dell’area Nord Milanese. Comoda per la possibilità di trovarsi nella via principale di ingresso alla città con una grande aria parcheggio e ferrovie nelle vicinanze, il MainHub comprende 6.500 mq di spazio in tre building distinti ma interconnessi in cui si respira socialità e condivisione. 

Copernico Tortona 33, in uno dei quartieri più cool di Milano, è uno spazio dinamico in cui il meeting si tiene nella lounge, la call si fa nel phone-boot, l’aperitivo da Me.nu, lo smart working cafè Copernico (menu.copernic.co); il tutto in un ambiente dai materiali naturali grazie all’utilizzo in tutto l’edificio di pitture Airlite.

Last but not least, Copernico Isola for S32: nel cuore del quartiere che meglio ha saputo rinascere e reinventarsi negli ultimi anni, Isola. Questa è la sede fisica del Fintech District milanese che nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema specializzato nelle tecnologie per i servizi finanziari (progetto promosso da SellaLab, piattaforma di innovazione del Gruppo Banca Sella e Copernico). 

Copernico Torino Garibaldi, Copernico Roma Barberini e D’amico ve le lasciamo scoprire sul portale coperni.co.

copernico s32 coworking

Ma parliamo di prezzi: per venire incontro agli smart worker, Copernico offre dei piani membership declinati in tre possibilità d’uso:

Membership Daily per l’uso giornaliero degli spazi

Membership Boost per lavorare dove sei più comodo 

Membership Cross* per seguirti ovunque si muova il tuo business.

Questi pacchetti sono esattamente tutto quello di cui hai bisogno per il meglio del tuo lavoro da freelance

Grazie alla partnership tra Mashable Social Media Day e Copernico,  oggi ti diamo la possibilità di usufruire di tutti i vantaggi offerti con un favoloso sconto.

*Infatti potrai usufruire di uno sconto del 15 % sul pacchetto Membership Cross usando il codice sconto SMDAYIT

Questa Membership offre ai propri iscritti la possibilità di utilizzare tutte le location Copernico in cui Wifi a banda larga, reception, area caffè, lounge e library sono solo una minima parte di tutto quello che la community di Copernico può offrirti.

Quindi cosa state aspettando? Una community di smart worker vi sta aspettando.


12768253_1015400365214868_4195646414548093362_o-1200x800.jpg

Li chiamano artigiani digitali. Sono giovani imprenditori che svolgono mestieri della tradizione manifatturiera italiana, ma lo fanno in modo smart: integrando nei processi di produzione nuovi strumenti o ampliando il proprio pubblico attraverso il web e i social network.

Il digital manufacturing è tra i trend segnalati da StartupItalia per il 2018. Questo mese, il #SMDAYITONTHEROAD è ripartito alla volta di Pesaro per incontrare Olivia Monteforte, artigiana digitale, che realizza scarpe su misura. Nel 2016 è stata chiamata dai wwworker a portare la propria esperienza a Montecitorio ed è diventata un modello per molti giovani crafter.

Ciao Olivia, grazie per aver accettato questa intervista. Online sei diventata un punto di riferimento per molti artigiani, che faticano a far emergere il proprio lavoro. Tu quali canali utilizzi per far conoscere la tua attività?

Utilizzo molto i social network, in particolare Facebook e Instagram. Faccio parte della rete di Italian Stories, la vetrina online delle botteghe digitali. Il mio sito internet è in fase di costruzione, ma non prevedo una sezione e-commerce. Realizzando scarpe su misura, ogni prodotto è una storia a se, non ci sono campionari o modelli predefiniti. Bisogna uscire dalla logica tradizionale di acquisto: non si compra qualcosa che esiste già, ma si costruisce insieme. Questo è il mio metodo di lavoro: ogni scarpa è unica perché unisce la personalità del cliente a un attento lavoro di ricerca e progettazione.

Quanto sono stati determinanti i social per la tua attività?

Ho aperto la pagina Facebook nel 2015. La cosa sorprendente è che in meno di 24 ore, grazie alle condivisioni, la pagina ha raggiunto 500 fan. Da quando ho aperto la pagina ho ricevuto diversi contatti di persone e anche di testate giornalistiche. Ancora oggi rappresentano una vetrina importante per far conoscere la mia attività.

Cosa rappresenta il tuo logo?

Anche nella scelta del logo, ho voluto cercare qualcosa che mi rappresentasse. La ricerca non è stata facile. L’azzurro è il colore delle suole che realizzo ed è un elemento ricorrente delle mie creazioni. Lo strano uccello che compare nell’immagine, invece, è una sula dai piedi azzurri, un particolare esemplare di volatile che durante il corteggiamento mette in mostra le zampe danzando.

Come hai impostato la tua strategia di comunicazione online?

All’inizio, non capivo come comunicare sul web. Sono una persona riservata, non amo condividere tutto quello che mi succede. Quello che ho fatto all’inizio è organizzare la gallery nel modo più professionale possibile, per raccontare il mio lavoro e far conoscere le mie creazioni.

 

Bottega offline e online, come racconti il tuo lavoro?

Per me, è molto importante far conoscere il processo produttivo e le caratteristiche del prodotto, realizzato a mano. Ispirandomi alla rete e ai social, ho voluto creare una sorta di spazio “aperto” una grande vetrina che permette a tutti di vedere il mio laboratorio atelier con la massima trasparenza, online come offline.


Baffone-1200x739.png

Cos’è Clipico

Clipico è una piattaforma web che aiuta a trovare fotografi e videomaker in base alle proprie esigenze come location, tipologia di progetto (eventi, sport, moda, matrimonio, etc.) e altro.

È composta da una grande community di fotografi e videomaker sviluppata in tutta Italia che comprende ad esempio videomaker specializzati in sport acquatici, piloti di droni, fotografi di travel o food, etc.

Come funziona esattamente il vostro business?

Il nostro business è composto dalla piattaforma web e dalla nostra agenzia creativa.

La prima è molto semplice: basta andare su www.clipico.com ed effettuare la ricerca per location, tipo di professionista e categoria. Il nostro algoritmo mostrerà subito i migliori professionisti ai quali si potrà richiedere subito un preventivo e iniziare gratuitamente una conversazione tramite la nostra messaggistica.

Qualora invece si preferisca avere il supporto della nostra agenzia ci si può rivolgere direttamente a noi. Il nostro team si occuperà di gestire tutto il progetto: studio del progetto, definizione degli obiettivi del video e foto, consulenza creativa, gestione degli shooting, distribuzione e molto altro.

Quali sono le categorie di foto e video più richieste?

Ad oggi il 50% dei professionisti che vengono cercati sono fotografi e videomaker di eventi. Seguono poi: corporate, immobiliare, prodotto, fashion e matrimoni.

Chi è il vostro cliente tipo?

Lavoriamo molto con gli organizzatori di eventi con i quali spesso realizziamo report di eventi, video promo, mini pillole dedicate esclusivamente ai social (come ad esempio per le Instagram Stories). Ci piace molto lavorare con le startup, con le quali creiamo dei pacchetti ad hoc per aiutarli a promuovere i loro prodotti. Inoltre lavoriamo anche con molti influencer che hanno capito l’importanza di foto e video di qualità da distribuire sui lori canali. Spesso con loro realizziamo delle collaborazioni durature che ci portano poi ad instaurare delle bellissime relazioni.

Sbaglio o avete appena inaugurato uno spazio tutto vostro a Milano?

Esatto! Abbiamo appena aperto il nostro ufficio a Milano in via Lepontina 8, in zona Isola. Qui oltre alle nostre postazioni di lavoro abbiamo anche uno studio fotografico e video (che è anche possibile affittare) e una sala di registrazione audio e mixing. Questo ci ha permesso di attivare molte collaborazioni con diverse realtà come e-commerce e altre startup.

Che ruolo ricopre il digital nel mondo video e foto?

È fondamentale. Oggi il digital ha un ruolo importantissimo nella comunicazione. Lo vediamo anche e soprattutto con i nostri clienti. Sempre più spesso ci richiedono di realizzare contenuti dedicati al mondo social.

Nel mondo video ad esempio molte aziende destinavano molto budget alla realizzazione di 3-4 video all’anno mentre oggi, con lo stesso budget preferiscono realizzare 3-4 pillole video al mese. Questo proprio perché hanno capito l’importanza che il contenuto video ricopre oggi sui social.

Perché avete scelto di partecipare ancora al SMDAYIT?

Abbiamo iniziato la nostra collaborazione con il Mashable SMDAYIT già l’anno scorso e per noi è stata un’esperienza fantastica. Gli eventi che parlano e promuovo il digital sono sempre pieni di stimoli ma in particolar modo il Mashable SMDAYIT sta dimostrando di essere una tappa obbligatoria per chiunque operi in questo mondo. In questi 3 giorni si ha la possibilità di ascoltare testimonianze, speech, keynote eccellenti, consigli e tips di massimi esperti, novità di tutto il mondo digital e moltissimo altro.

Proprio per questo appena è capitata di nuovo la possibilità di far parte di questo evento siamo saltati subito a bordo e quest’anno siamo sicuri sarà ancora più bello e stimolante.

Bene, non vediamo l’ora di vedere le foto e video che farete anche per questa edizione!

E noi non vediamo l’ora di realizzarle 😉


19970620_10213863810177871_251745816_n.jpg

Chi vive in città, leggendo questa intervista, si ritroverà nelle parole di Giovanni. Un giovane imprenditore che ha voluto credere in un sogno: portare alla rinascita il quartiere in cui è nato. Una storia che ti racconterò attraverso le sue parole e che sembra proprio auspicare ad un lieto fine.

Questa settimana, risaliamo lo Stivale per fare tappa a Roma, dove a farci da cicerone troviamo Sara Duranti che in questa intervista ci racconta la scommessa di Balduina’s per rivitalizzare il quartiere di Roma.

Rivitalizzare i quartieri con le reti di impresa
Nel 14° municipio di Roma, vi è una zona che si chiama “Balduina” con ben 42 mila abitanti (quasi quanto una cittadina come Frosinone o una città come Campobasso) e poco più di 3km2 .
Qui, su iniziativa di alcuni residenti e con la promozione di Giovanni Tufani di Seedble , si è intrapresa una strada di rinascita del quartiere, uno Smart Neighborood. Mi faccio raccontare di cosa si tratta.

Ciao Giovanni, molto interessante il progetto di Smart Neighborood di cui ultimamente ho letto sui canali social di Seedble, la company della quale sei uno dei founder e di Spremute Digitali – Magazine Online con il quale collabori. Di cosa si tratta, puoi dirci qualcosa di più?

Ciao Sara, innanzitutto grazie per questa intervista, con Seedble stiamo portando avanti un progetto che vuole riqualificare il quartiere Balduina che si estende per oltre 3 km quadrati e con una popolazione di oltre 45000 abitanti (NDR se fosse una città sarebbe circa la 150esima in Italia per popolazione) rendendolo un quartiere smart e aumentandone il benessere a livello economico e sociale.
Il progetto prende il nome di Balduina’s, dove la s del genitivo sassone prende l’accezione di Social, Shopping e Service.

Ci sono motivazioni particolari che ti hanno spinto a scegliere il quartiere Balduina rispetto ad altre zone o comuni?
Per rispondere a questa domanda, dovrò assumermi il rischio di andare contro ad un vecchio proverbio latino che recita “Nemo Propheta in patria (sua)”. Infatti per me Balduina è più di un semplice di quartiere di Roma, è il quartiere dove sono nato, dove ho fatto le scuole e dove ho avviato due attività, una di ristorazione e un’altra di servizi alle imprese (ndr Seedble).
Ma al di là dell’aspetto emotivo, quello che mi ha spinto a scegliere questa zona è stato sicuramente l’evoluzione che il quartiere ha subito negli ultimi anni. Nonostante infatti sia a 5 minuti dal centro (a San Pietro ci si arriva tranquillamente a piedi) e sia un quartiere benestante, Balduina presenta delle criticità che con il nostro progetto vogliamo risolvere; in via non del tutto esaustiva possiamo sottolineare una scarsa presenza di un tessuto commerciale e imprenditoriale, una assenza di luoghi e attività di aggregazione, una mobilità malfunzionante (scarsi collegamenti con mezzi pubblici, traffico, assenza di parcheggi) e un degrado degli spazi verdi.

Aiutaci un po’ a capire meglio nello specifico da cosa pensate di iniziare.
Per prima cosa da buon advisor prima di iniziare dobbiamo procedere con un’analisi in profondità di quello che sia lo status quo attuale. Superficialmente sappiamo quali siano i problemi, ma non sappiamo per alcuni di questi, quali siano le cause dal quale scaturiscono. A tal proposito per prima cosa, investiremo tempo e risorse per effettuare un’indagine sulla popolazione e sulle aziende per comprenderne a fondo le dinamiche, e per capire quali siano le reali necessità e desideri.
Al termine di questa indagine andremo a costruire un indice di qualità della vita basato su parametri quantitativi e qualitativi, che utilizzeremo per monitorare i progressi e i risultati che le nostre attività avranno su parametri oggettivi e soggettivi.
Una volta effettuata questa analisi e studiati i risultati quali saranno gli step successivi?
Abbiamo molte idee e iniziative che vogliamo mettere in piedi, e se dovessi raccontarle tutte in questa intervista non basterebbero ore. Posso però dirti che suddivideremo le iniziative per “cliente” target, ovvero porteremo avanti in contemporanea attività per le aziende e attività per i cittadini.
Lato aziende andremo a costituire una rete di imprese, che si occuperà di supportare
gli imprenditori per affrontare senza soccombere il processo di digital transformation che sta investendo il modo di fare impresa. Lato cittadini, cercheremo di dare una risposta reale alle loro necessità cercando di portare l’efficienza dove purtroppo non c’è.

​Da​ questa tua ultima frase mi sembra che tu ti riferisca a quei settori nei quali il pubblico non riesce a performare, giusto?

Sì Sara, hai centrato perfettamente il punto, quando si parla di mobilità, sicurezza, decoro urbano e socialità il pubblico dovrebbe generare valore e non inefficienza, noi con la nostra attività cerchiamo di inserirci dove il pubblico non arriva. Questo non vuol dire che vogliamo sostituirci, anzi; ci auguriamo che la nostra attività sia di esempio al pubblico e che lo sproni a migliorare e magari a lavorare al nostro fianco.
Scusami se sono un po’ provocatoria, ma da quello che mi hai raccontato la vostra sembra una iniziativa lodevole, ma non si discosta di molto da quello che può essere un programma elettorale di qualche partito politico o delle attività di qualche associazione civica? Cosa c’entra la parola Smart? Che rapporto ha il vostro progetto con la tecnologia?

Nessuna provocazione anzi grazie per questa domanda.
La tecnologia è per noi alla base di tutto il progetto. Il vero valore di Balduina’s sarà quello di raccogliere, analizzare e organizzare i cosiddetti Big Data al fine di poter effettuare delle scelte e delle azioni che siano guidate non da un’idea, ma da dei dati. Abbiamo allo studio un sistema di identità univoco (per capirci un po’ come SPID) con il quale cittadini e imprese potranno accedere ai servizi che metteremo a disposizione. Effettueremo inoltre, nel periodo di indagine, un monitoraggio della mobilità mediante l’utilizzo di alcuni sensori di ultima generazione collegati ad un sistema software che quantifica e traduce in dati tutto quello che accade (passaggio persone, auto, motorini, biciclette, autobus etc..)Inoltre sempre rimanendo in tema di tecnologia, vorremmo far si che Balduina’s diventi un quartiere startup friendly, e saremo pienamente disponibili a mettere a disposizione tutte le informazioni e gli utenti per eventuali fasi di validazione e di test di mercato.

Come pensate di finanziare queste attività?

Chi ben comincia è a metà dell’opera… Il progetto Balduina’s è stato presentato alla regione Lazio alcuni mesi fa, ed è risultato vincitore del bando sulle reti di imprese e potrà beneficiare di un contributo a fondo perduto di 100k che servirà per dare il boost iniziale. Dopodichè le eventuali altre risorse che saranno necessarie verranno reperite con campagne di crowdfunding ad hoc, e coinvolgendo aziende e investitori che vorranno credere nel progetto e scommettere insieme a noi. Inoltre Balduina’s fornirà alle aziende e ai cittadini servizi a prezzi competitivi con i quali introiti si potrà finanziare la crescita e lo sviluppo.

Chiunque voglia ulteriori informazioni sul progetto può seguirci sul nostro sito www.Balduina.org oppure contattarmi alla mia mail giovanni​.tufani@seedble.com.


Arianna_Tempesta_Photography_MPS-5-1200x801.jpg

Con molto piacere ho raccontato al #SMDAYIT+#DIDAYS il progetto #MyPugliaStory. Buona lettura!

Partiamo da te. Siamo curiosi: chi è Angela Tursi?

Angela Tursi è una matta, una social media matta come mi definiscono i colleghi. E’ una ragazza semplice, curiosa, con tanta voglia di conoscere e sapere, che si emoziona davanti agli occhi grandi di un bambino come per ogni feature che Facebook introduce!

 Ti va di parlarci del progetto #MyPugliaStory? Che ruolo hai nel progetto?

#MyPugliastory è il più bel progetto a cui ho avuto l’onore di collaborare come co-founder. Il mio ruolo è stato quello di cronista social: cioè dal primo incontro con le blogger, alla scelta degli abiti, all’arrivo nelle località, all’incontro con le local expert.. è stato tutto filmato, ripreso e fotografato.
Durante il tour, durante quei sei giorni, abbiamo stretto molte mani!
I local expert si sono dimostrati molto entusiasti ed emozionati nell’accoglierci nella loro città, portandoci nelle strade e fotografando scorci che solo la gente del posto conosce.

La fase successiva è stata una fase di rielaborazione del materiale, con una programmazione accurata e dettagliata di un calendario editoriale, di una sezione del blog dedicata ai tips e news mettendo insieme le esperienze fatte, grazie sopratutto ai consigli degli esperti locali.

Come è nata l’idea? Ci chiediamo: c’è stato un episodio “scatenante”?
In verità non c’è stato un episodio scatenante, questo perché il Founder del progetto, si sveglia tutte le mattine con un’idea diversa e #MyPugliastory è stata l’idea di un classico Lunedì mattina, la differenza tra questa e le mille idee che ogni giorno ha, è che si è solo svegliato più giorni sempre con la stessa idea e lì ho capito che stava parlando sul serio.

Oltre all’obiettivo della promozione turistica, qual è, secondo te, la mission più profonda di un progetto così originale?

La mission di #MyPugliaStory è quella di diventare il portale per eccellenza della Puglia. Non ci sono altri portali che racchiudono all’interno delle esperienze autentiche da fare a chi decide di venire in Puglia, i consigli, gli eventi particolari da seguire consigliati da chi ci vive, da chi lo promuove, dalla forza di una travel blogger e di una food blogger che consiglierà i nostri lettori dove mangiare i piatti tipici del territorio. Attenzione, non nei posti più conosciuti, ma nei posti più veraci, più autentici, frequentati dalla gente del posto, dalla vicina di casa per esempio.

Hai qualche news sul progetto da raccontarci in anteprima?

Stiamo pensando ad un secondo tour verso altre parti della Puglia, coinvolgendo nuovi esperti locali scelti grazie attraverso dei contest super divertenti. Attualmente è in corso un contest che terminerà il 30 Giugno: usando l’#mypugliaidea sceglieremo le foto che rappresenterà meglio la Puglia. Premieremo l’idea più strana che la gente ha della puglia, racchiusa in una foto, ed il vincitore partirà con noi nel prossimo tour con il fantastico pulmino targato #MyPugliastory


unnamed.png

Dopo Torino, prosegue il nostro viaggio alla scoperta dell’innovazione che nasce sul territorio. Restiamo in Piemonte e ci spostiamo a Cuneo, per incontrare Matteo Sipione.

Studente al Liceo Scientifico di Cuneo, indirizzo di Scienze applicate, a soli vent’anni ha già inventato la sua prima app. Si chiama “FoodBay” e permette agli studenti di prenotare la merenda dal paninaro direttamente dal proprio telefonino.

“L’idea mi è venuta mentre correvo sulle scale per comprare il panino – racconta Marco – ci sono volute tre settimane per sviluppare l’Applicazione in Java. Al momento, l’app è scaricabile gratuitamente solo per Android ma da settembre sarà disponibile anche la versione per dispositivi iOS”.

Il funzionamento è semplice: basta scaricare l’app dallo store Google e registrarsi con il proprio account gmail. L’applicazione prevede due aree distinte: una per gli studenti e una per il paninaro. Da un lato, gli studenti possono prenotare la propria merenda (a ogni prenotazione viene assegnato un numero d’ordine) e vedere il costo esatto di quanto prenotato, dall’altra il paninaro può mettere da parte gli ordini. Ciascun utente, poi, può personalizzare l’app scegliendo tra temi diversi.

L’app, al momento, è utilizzata in due istituiti scolastici ma è accessibile a qualunque scuola. Un’idea semplice che apre nuovi canali di innovazione tra i banchi di scuola, anche in Italia, dove l’alfabetizzazione digitale trova gli strumenti per diffondersi.

È possibile scaricare gratuitamente l’applicazione “FoodBay” su Google.play:
https://play.google.com/store/details?id=com.sipio.software.foodbay.

See more at: http://www.laguida.it/Cuneo/Studente-cuneese-inventa-un-app-per-ordinare-i-panini-nell-intervallo#sthash.iGM4d1wv.dpuf


museumhack6.jpg

Inizia da Torino, il nostro viaggio alla scoperta dell’innovazione che nasce sul territorio, tra i corridoi dei musei civici della città e il Talent Garden. Custodi di antichi capolavori, anche i musei oggi devono confrontarsi con le nuove tecnologie e sperimentare strategie di marketing capaci di coinvolgere e avvicinare le persone alla cultura.

Per affrontare questa nuova sfida, la GAM (Galleria d’Arte Moderna), Palazzo Madama, il MAO (Museo d’Arte Orientale) e il Borgo Medievale, hanno deciso di unire le forze in collaborazione con la Compagnia di San Paolo e con il contributo della Camera di commercio di Torino mettendosi in gioco in un hackathon culturale: una maratona di 30 ore in cui per un weekend il mondo dei musei ha incontrato negli spazi del Talent Garden quello della new economy: startup, freelance e sviluppatori di software.

Ai partecipanti è stato affidato il compito di proporre nuove soluzioni per sviluppare un nuovo modello di gestione dei dati incentrato sulla personalizzazione dell’esperienza del visitatore, online e insite.

La maratona digitale si è conclusa con la premiazione dei tre migliori prototipi. Ad aggiudicarsi il primo premio di 5mila euro, il progetto Magnet: un database relazionale, basato sulla raccolta dati attraverso un’app integrata con tecnologie di proximity, che propone agli utenti contenuti aggiuntivi e percorsi di visita per la città. Le informazioni raccolte attraverso l’app serviranno ad alimentare il database e a tracciare un profilo dell’utente da cui partire per progettare strategie di marketing personalizzate.

Secondo classificato, premiato con 2000 euro, il progetto Profeelo: un’applicazione per smartphone che mette in connessione l’utente con il museo attraverso diverse funzionalità: acquistare il biglietto d’ingresso direttamente dallo smartphone, saltando la coda; selezionare gli eventi dei musei, scaricare le audioguide direttamente sul telefono, accedere alla propria area di membership per fruire di servizi riservati e partecipare con donazioni alle campagne di crowdfunding. Il visitatore, inoltre, potrà visualizzare la mappa del museo in cui si trova accedendo così a contenuti di approfondimento e a eventuali attività legate agli sponsor.

Al terzo posto, premiato con 1.000 euro, Oliva: il chatbot per l’audience engagement museale, un assistente virtuale che accompagna il visitatore alla scoperta della mostra, coinvolgendolo con giochi e domande per creare un diario della visita divertente, interattivo e condivisibile sui social network.


logo-all-full.jpg

Oggi i Social Media sono parte integrante della nostra quotidianità, comportando così una crescita esponenziale nell’utilizzo di frasi e termini inglesi che spesso però, scritti da professionisti dei “Social” finiscono con essere copy maccheronici piuttosto che elaborati di british english.

Come fare, dunque, a convivere con l’esigenza di dover scrivere in inglese, magari perché richiesto dai propri datori di lavoro, senza lasciarsi prendere dall’ansia da prestazione e non contattare l’amico che lavora fuori e i famosi zii d’America ?

A quali strumenti può affidarsi un Social Media Manager per tradurre e scrivere in inglese?

Da sempre c’è Google Traduttore, fedele (più o meno) compagno di traduzioni dai risultati alle volte un po’ originali, ma ignorare la lingua straniera in cui si traduce può dare vita a dei mostri che vivono solo nei peggiori incubi dei linguisti. Così, nel menù di un bar un “cocktail alla menta” in inglese può diventare un “cocktail lies”, ovvero il congiuntivo presente del verbo mentire.
Oggi, però, la tecnologia ci da una vasta scelta di piattaforme e strumenti da usare per avere una corretta traduzione in inglese, tra questi c’è Ludwig: motore di ricerca linguistico pensato per consentire a chiunque di scrivere in un perfetto inglese. Ludwig è un sistema di supporto alla scrittura basato sull’imitazione di testi provenienti da fonti affidabili  come giornali, pubblicazioni scientifiche, etc.
La Startup siciliana nasce nel 2014  da un’idea di Antonio Rotolo, ovvero, quella di abbattere ogni barriera linguistica e offrire a milioni di studenti, ricercatori e professionisti nel mondo la possibilità di scrivere facilmente in inglese, colmando il gap coi propri colleghi madrelingua.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il team di Ludwig, composto interamente da siciliani under 35  che ci spiegano come il loro progetto si basa su un database con milioni di frasi corrette in Inglese, un algoritmo totalmente fatto in casa e un’interfaccia funzionale ed immediata. Insomma una ricetta semplice, questo è l’innovativo mix di Ludwig : il servizio che ambisce a reinventare il processo di scrittura in lingua inglese

Possiamo considerare Ludwig come un tool indispensabile per Copywriter e Social media manager? Se sì, Come?
Assolutamente si. Copywriter e Social Media manager, più di altri, hanno bisogno di scrivere in un Inglese convincente. Come tutti i professionisti della comunicazione hanno bisogno che la lingua che usano non sia solo corretta grammaticalmente, ma anche brillante, immediata e soprattutto adeguata al contesto d’uso. Una lingua, insomma, poco scolastica ma molto credibile e diretta. Ludwig, grazie alla comparazione con frasi realmente utilizzate da utenti competenti, è in grado di offrire un servizio unico e diverso da tutti i principali competitor presenti sul mercato.

Unicità di Ludwig sta proprio nel fattore “umano”, se così vogliamo dire. L’utente infatti ottiene come risultato della sua ricerca dei testi di qualità scritti da esseri umani col quale può comparare la frase che desidera tradurre, e contestualmente imparare nuovi termini e modi di dire inglesi.

Prevedete uno sviluppo di Ludwig anche per nuovi mercati?
L’Inglese è attualmente parlato da oltre un miliardo di persone in qualsiasi paese del mondo. Di conseguenza Ludwig è stato pensato e sviluppato sin dal principio avendo in mente il mercato globale, nuovi mercati e paesi emergenti inclusi.
I nostri mercati più importanti al momento sono Italia, Vietnam e Regno Unito, ma i nostri utenti arrivano, ogni giorno, da circa 200 paesi diversi, e negli ultimi mesi abbiamo osservato una forte crescita negli Stati Uniti, che ad oggi rappresenta il nostro quarto mercato.
La sfida dei prossimi mesi sarà quella di rafforzare la nostra presenza in particolare in America Latina (Brasile e Argentina soprattutto), ma anche nel sud-est asiatico (Singapore, Corea del Sud) e in Nord Europa, (Germania e Olanda in particolare)

Aspetto interessante della vostra piattaforma è la comparazione delle frasi. Come selezionate le fonti attendibili per le traduzioni?
Quella della selezione delle fonti è uno degli ingredienti fondamentali per il successo della “ricetta” di Ludwig. La scelta passa attraverso alcuni parametri fondamentali, che ponderiamo di volta in volta. Innanzitutto viene effettuata una prima selezione basata sull’attendibilità e la credibilità della fonte per verificare la correttezza del mondo in cui la grammatica inglese viene utilizzata, poiché e’ di fondamentale importanza che l’inglese scritto sia affidabile e la fonte autorevole.
In secondo luogo viene verificata l’area tematica di cui tratta la fonte: cerchiamo di coprire il più alto numero di ambiti tematici possibili, in modo da venire incontro alle esigenze di ogni tipo di utente. Nella scelta rientrano infine gli aspetti tecnici, come la reperibilità e la facilità nell’inserire le fonti nel database.

Abbiamo testato la piattaforma di Ludwig, rimanendo davvero soddisfatti dell’interfaccia e dal meccanismo semplice ed intuitivo. Ludwig ti permette di scrivere in inglese facilmente, con la sicurezza che le frasi prodotte non siano una banale traduzione letterale dall’italiano, come spesso accade, ma una consistente elaborazione in lingua inglese prodotta dalla comparazione con frasi realmente utilizzate nella lingua inglese scritta e di provenienza certificata e controllata. Siamo sicuri che un servizio come quello di Ludwig riuscirà a fare la differenza nel lavoro quotidiano di Social Media manager e Copywriter, e sicuramente anche in quello di qualsiasi professionista per la quale l’esigenza di una corretta traduzione inglese è un indispensabile strumento lavorativo e un’importante garanzia di professionalità.

So, after writing so many things about this powerful and amazing platform, there is nothing else to do but trying it by yourselves! Let’s check it out: https://ludwig.guru/

 

 


IMG_5516-1-1200x657.jpg


Il metodo BEM VCM per creare e far crescere un brand di successo. (E non perderci soldi).

 

Tosic alla lecture del 15 marzo a Milano

“Il brand equity è il metodo più veloce di perdere soldi” si è aperta con questa affermazione l’ultima (per il momento) lecture milanese di Nikola Tosic, founder e partner, con Andrea Toniolo, di BEM apps.
Ma se Tosic e Toniolo hanno fondato la loro società– dove BEM è acronimo di Brand Equity Management – è perché una soluzione l’hanno trovata. E ora la propongono a chi sceglie di rivolgersi a loro per essere guidato passo passo nella costruzione della migliore strategia aziendale di gestione di un brand.

Obiettivo della lezione è stato riorganizzare le precedenti teorie e pratiche sul brand equity management e sulla brand strategy, suggerendo al contempo un nuovo, unico approccio alle questioni, a partire dai trend contemporanei in materia di management e business, che vedono sempre più centrali tematiche come la globalizzazione e la digitalizzazione.

BEM VCM è per ogni brand

Queste nozioni possono essere riassunte nel metodo BEM VCM (Valore, Comunicazione, Metodo). Uno degli elementi chiave del metodo consiste nell’essere in grado di parlare a tutti: non solo ad esperti di marketing, ma a chiunque possa contribuire con il suo lavoro, a tutti i livelli, al successo del brand preso in esame. Ed è interessante vedere come il metodo funzioni anche a tutti i livelli di grandezza di un brand. Nel corso delle 2 ore di lezione si è parlato quindi dei 4 principali elementi di relazione tra un’azienda e i suoi brand: business competition; brand definition; brand strategy e brand management.
E la lecture è solo la prima parte di un training online che BEM offre a investitori, proprietari d’azienda, manager, ingegneri, designer e a tutte le figure professionali interessate a una formazione di settore. Il corso insegna a conoscere ed applicare la corretta terminologia; prende poi in esame case study di successo, ma anche di fallimenti e si conclude con esercizi scritti.

 

 

Il 19 ottobre, durante il MASHABLE SOCIAL MEDIA DAY ITALIA + DIGITAL INNOVATION DAYS esploreremo la relazione tra il brand equity e i social media. BEM apps sarà infatti ospite dell’evento.

Nel suo speech Nikola Tosic analizzerà gli errori più comuni che si commettono quando si parla di brand strategy; spiegherà qual è il modo migliore per promuovere un brand in ambito digitale attraverso i social media, come conquistare la propria audience e portare il proprio brand al successo.

Nikola Tosic


Per approfondire:

Definizione di Brand Equity su Wikipedia
www.BEMapps.com
www.BEMdaily.com

BEM apps consiglia inoltre la lettura di:
What is strategy? – Michael E. Porter
Le 22 immutabili leggi del marketing. Se le ignorate, è a vostro rischio e pericolo!Al Ries