COME FUNZIONA L’ALGORITMO DI INSTAGRAM. LE NOVITÀ (E LE CONFERME!) 2021

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Come vengono selezionati i contenuti che ci vengono mostrati? Quali “segnali” hanno più valore? Come puoi indirizzare l’algoritmo e influenzare ciò che vedi sul Feed, nelle Stories, nei Reels? Ce lo ha svelato Adam Mosseri, CEO di Instagram.

L’algoritmo, questo sconosciuto.

“È difficile fidarsi di ciò che non si capisce”. Comincia così il lungo articolo, firmato da Adam Mosseri, CEO di Instagram, pubblicato pochi giorni fa direttamente sul blog della società, dal titolo “Shedding More Light on How Instagram Works”.

Il riferimento è al famoso “algoritmo”, ossia quell’insieme di fattori che decide quali post mostrare e a quali persone, decretando in questo modo il successo o l’insuccesso di una strategia, quanto di più misterioso possa esistere in ambito social, difficile da comprendere, appunto, nelle sue caleidoscopiche sfaccettature e nei meccanismi che lo regolano. Pur essendoci, spiega Mosseri, un unico metodo di funzionamento per gli algoritmi (ebbene sì, non è solo uno!), in realtà questi funzionano “su misura” rispetto al modo in cui le persone usano la applicazione, utilizzando “migliaia di segnali” per determinare ciò che appare nei loro Feed o nella sezione Esplora. “Quando siamo stati lanciati per la prima volta nel 2010 — continua il CEO — Instagram era un singolo flusso di foto in ordine cronologico. Ma poiché il numero degli utenti sulla piattaforma è cresciuto a dismisura, è diventato impossibile per la maggior parte delle persone vedere tutto. Nel 2016, gli utenti di Instagram perdevano il 70% di tutti i post nel Feed, inclusa quasi la metà dei post dei loro stretti contatti. Quindi abbiamo sviluppato e introdotto un Feed che classifica i post in base a ciò a cui tieni di più. Ogni parte dell’app — Feed, Eslpora, Reels — utilizza il proprio algoritmo su misura per come le persone lo usano”.

All’interno dell’articolo, il capo di Instagram ha quindi cercato di chiarire i complessi meccanismi che regolano ciò che poi di fatto visualizziamo nelle varie sezioni dell’app, e offre anche qualche suggerimento su come avere maggior controllo e provare a migliorare la visibilità dei nostri post. Vediamo nel dettaglio cosa avviene a livello di Feed, Stories, Esplora e Reels.

Feed e stories, priorità ai contatti più vicini. E alle nicchie!

“Nel corso degli anni — scrive Mosseri — abbiamo imparato che Feed e Stories sono luoghi in cui le persone vogliono vedere i contenuti dei loro amici, della famiglia e di coloro a cui sono più vicini”. Pertanto, la prima regola dell’algoritmo è appunto quella di isolare subito i post recenti condivisi dalle persone a noi più vicine, ovvero quelle che seguiamo”. Vale chiaramente per parenti e amici, ma anche per le famose “nicchie”, ossia quegli insiemi specifici di utenti che condividono con noi dei bisogni e delle preferenze specifiche. Sei un appassionato di fotografia e hai tra i tuoi contatti persone con la stessa passione? Con loro interagisci di frequente? Bene, Instagram le isolerà e ti mostrerà con maggiore facilità i loro post. Successivamente vengono presi in considerazione quelli che Mosseri chiama ‘segnali’. Ce ne sono migliaia. “Includono tutto — spiega — dall’ora in cui è stato condiviso un post all’utilizzo di un telefono o del Web, alla frequenza con cui ti piacciono i video”.

I segnali più importanti in Feed e Stories, più o meno in ordine di importanza, sono:

– Informazioni sul post. Sono quei segnali che riguardano la popolarità del post, ma anche informazioni più banali sul contenuto stesso, come quando è stato pubblicato, il tempo di permanenza degli utenti su quel post/video;

– Informazioni sulla persona che ha pubblicato. Quanto è importante per te la persona che ha pubblicato quel post? Quante volte hai interagito con quella persona nelle ultime settimane? Bene, le risposte a questo tipo di domande sono i segnali a cui l’algoritmo dà rilevanza;

– La tua attività. L’algoritmo tiene in ampia considerazione le tue preferenze, quali e quanti contenuti hai particolarmente gradito;

– Il modo in cui interagisci. I “segnali” a cui qui si fa riferimento sono relativi alle modalità di interazione con i post di una determinata persona. Un esempio è se commenti o meno i post degli altri.

A partire da queste indicazioni, spiega Mosseri, Instagram fa una serie di previsioni, riguardo, per ciò che riguarda il Feed, “la probabilità che tu possa dedicare qualche secondo a un post, commentarlo, mettere mi piace, salvarlo e cliccare sulla foto del profilo. Più è probabile che tu intraprenda un’azione e più pesiamo quell’azione, più in alto vedrai il post”.

Accanto a queste regole base, ci sono poi degli accorgimenti o delle misure per contrastare il numero eccessivo di post da parte di una singola persona (i suoi post vengono “penalizzati” a livello di visibilità) o quei contenuti che vanno contro le Linee guida della community, ovvero le fake news.

Esplora, oltre i contatti stretti

Esplora, spiega Mosseri, è stato progettato per aiutarti a scoprire cose nuove. Molto diverso da Feed e Storie, dove la stragrande maggioranza di ciò che vedi proviene dagli account che segui, Esplora ha una griglia che è composta da foto e video che Instagram ha individuato e isolato solo per te, sulla base di segnali quali, ad esempio, i post che ti sono piaciuti, salvati e che hai commentato in passato.

I segnali più importanti che l’algoritmo tiene in considerazione, in ordine di importanza, sono:

– Informazioni sul post. Si fa riferimento alla popolarità del post, e nello specifico al numero e alla velocità con cui altre persone apprezzano, commentano, condividono e salvano un post. Questi segnali sono molto più importanti in Esplora che nel Feed o nelle Storie.

– Interazione con la persona che ha pubblicato. Molto probabilmente il post è stato condiviso da qualcuno di cui non hai mai sentito parlare, ma se hai interagito con lui nel recente passato, questo fornisce a Instagram un’idea di quanto potresti essere interessato a ciò che ha condiviso.

– La tua attività. Vengono considerati, quali segnali importanti, i post che hai gradito, salvato o che hai commentato in passato proprio in Esplora.

– Informazioni sulla persona che ha pubblicato. Quello che vedi su Esplora dipende anche dalla quantità di utenti che hanno interagito nelle ultime settimane con la persona che ha pubblicato.

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Reels, parola d’ordine “divertimento”

I Reels nascono con l’obiettivo farti divertire. Il processo di classificazione dei Reels è molto simile a quello che compone la griglia di Esplora: prima vengono individuati i Reels che Instagram pensa possano piacerti, poi questi vengono ordinati in base a quanto pensa potrebbero divertirti.

I segnali più importanti, in ordine di importanza, sono:

– La tua attività. Sono quei segnali che aiutano Instagram a capire quali contenuti potrebbero essere rilevanti per te, quello che hai gradito e con cui hai interagito di più;

– L’interazione con la persona che ha pubblicato. Come in Esplora, è probabile che il video sia stato realizzato da qualcuno di cui non hai mai sentito parlare, ma se hai interagito con lui nel recente passato questo fornisce un’idea di quanto potresti essere interessato a ciò che hanno condiviso;

– Informazioni sul Reel. Questi sono segnali sul contenuto presente all’interno del video (anche la traccia audio, ad esempio!), e la sua popolarità;

– Informazioni sulla persona che ha pubblicato. Più quella persona è popolare, più avremo la possibilità di entrare in contatto con il suo Reel.

Come “guidare” l’algoritmo e influenzare ciò che vedi

“Il modo in cui usi Instagram — conclude Mosseri — influenza pesantemente le cose che vedi e non vedi. Puoi contribuire a migliorare la tua esperienza semplicemente interagendo con i profili e i post che ti piacciono”.

Il CEO di Instagram, in chiusura, regala dei consigli più espliciti su cosa puoi fare per influenzare ciò che vedi:

– Seleziona i tuoi amici intimi o crea la tua nicchia, con la quale condividi la tua passione, il tuo lavoro, degli interessi. Interagisci molto con loro e fai in modo di creare contenuti che, a loro volta, siano interessanti per loro;

– Disattiva l’audio: per Instagram è un segnale “negativo”, che dimostra che non sei interessato a ciò che hanno da dire;

– Segnala i post con “Non mi piace”: in questo modo l’algoritmo comprende subito che non gradisci quella tipologia di contenuto, di formato, di argomento.

A sentire, o meglio leggere, Mosseri, l’unica vera regola che muove l’algoritmo (anzi gli algoritmi!) di Instagram è la volontà di garantirti una migliore esperienza, provando a selezionare i contenuti che potrebbero interessarti di più. Forse c’è anche qualcos’altro, anzi sicuramente, ma per adesso… va bene così!

Annalisa Nastrini

Content coordinator Digital e Senior Brand Ambassador |Digital Innovation Days

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